DAI LETTORI – Il Caso Berardi

di Juventibus |

da Rino Cimini

Partiamo da una premessa: la Juventus in questi anni non ha vinto solo in campo, ma anche sul mercato. E non ve ne uscite con le storielle di bilancio, ricavi e altri introiti superiori alle altre di A, perché non sono apparse dal nulla, sono bensì frutto di un lavoro praticamente perfetto di tutta la dirigenza.

La Juventus è stata la prima società ad avere uno stadio di proprietà, nuovo, moderno, comodo. Mentre gli altri giocano in stadi vecchi e fatiscenti. È inutile lamentarsi e crearsi alibi, quindi. Poi la Juventus, attualmente, ha gli uomini-mercato migliori. Stop. Prendono esperti (Dani Alves), giovani, strappano giocatori anche alla diretta concorrente (Pjanic) e ne prendono molti a zero (ma li prendono buoni, non brocchi come gli altri).

Adesso andiamo sul “caso” Berardi. La Juventus l’ha ceduto al Sassuolo, così come Zaza. L’unica differenza? Su Simone Zaza la Juventus aveva un diritto di riacquisto, esercitato la scorsa estate. Su Domenico Berardi ha invece un diritto di prelazione. Cosa significa? Facile! Basta convincere il giocatore e dare 25 milioni al Sassuolo.

Poi può venire anche la Spal che offre 100 milioni, ma gli accordi sono “sacri”. Ovviamente gli interisti hanno due commenti pronti: se Berardi va all’Inter sono contentissimi, “l’hanno strappato alla Juve”, vuoi mettere? “Juve beffata!” “Inter da scudetto (con i cinesi)”. E se non dovesse concretizzarsi (come penso, assai probabile) tutti pronti a dire “Mafia”. Cari amici interisti, on si tratta di mafia, bensì di intelligenza.