Il Carpi è novità, il Braglia no. E quel precedente "europeo"…

di Fabio Giambò |

Dopo le fatiche di Coppa Italia, la Juventus si rituffa sul campionato in vista della visita in casa del Carpi, una sfida del tutto inedita per la Vecchia Signora considerando che quello attuale è il primo passaggio in Serie A della squadra oggi allenata da Fabrizio Castori. Juve e Carpi non si incontrarono, fra l’altro, neanche nell’infernale stagione post-Calciopoli con la Juve in B: quell’anno la squadra emiliana militava addirittura in Serie D. Non ci sono incroci fra le due squadre neanche in Coppa Italia, ma la trasferta allo stadio Alberto Braglia è tutt’altro che una novità: è proprio nella struttura modenese, infatti, che il Carpi gioca le sue partite interne di campionato.

Da quelle parti la Juventus ci ha giocato già complessivamente 20 volte, sempre ospitata dal Modena fra Prima Categoria (una volta nel febbraio 1920), Prima Divisione (due volte rispettivamente a febbraio 1923 e marzo 1924), Divisione Nazionale (due volte a ottobre 1926 e dicembre 1927), Serie A e Serie B: 9 le vittorie, 6 i pareggi, 5 le sconfitte. Ricordiamo che, però, lo stadio di Modena ha assunto l’attuale denominazione solamente a partire dal febbraio 1957, dunque ben 15 di questi 20 match sono stati giocati in epoca antecedente.

La prima effettiva volta della Juve al Braglia, dunque, fu il 21 aprile 1963: i bianconeri non andarono oltre lo 0-0, pareggio che rallentò la rincorsa all’Inter dei caffè di Herrera che da lì a poche settimane si sarebbe aggiudicata lo scudetto proprio davanti a Sivori e compagni (video da 1:01). L’anno dopo arrivò addirittura la sconfitta ad opera di Merighi, ma quel risultato in fin dei conti fu inutile per entrambe le squadre considerando che i padroni di casa retrocedettero in B, mentre la Juve si piazzò solamente al quarto posto. La prima vittoria bianconera al Braglia arrivò solamente nel campionato 2002/2003: 0-1 siglato da Alessandro Del Piero a poco più di un quarto d’ora dalla fine, con Pinturicchio subentrato a Salas e bravissimo a sfruttare l’assist di Nedved (video). Vittoria anche l’anno dopo nell’ultima partita di A giocata al Braglia (0-2 siglato da Trezeguet e Nedved), e vittoria anche in Serie B nel febbraio 2007 quando il pressing di Trezeguet su Centurioni costrinse il difensore ospite ad infilare la propria porta in occasione dell’unico gol del match.

Il ricordo più particolare legato allo stadio Braglia, però, è relativo alla stagione 2010/2011: la squadra viene rivoluzionata sia a livello dirigenziale che tecnico, il ruolo di allenatore viene affidato a Luigi Delneri dopo la pessima stagione precedente culminata col settimo posto, ultimo utile per l’ingresso in Europa League. Si parte dal terzo turno preliminare, avversari gli irlandesi dello Shamrock Rovers. Nel match d’andata la Juve ha vita facile, vince 2-0 a Dublino grazie alla doppietta di Amauri e dunque ipotecando il passaggio del turno. Il ritorno non si gioca a Torino, viene individuata proprio Modena come sede della partita, lo stadio Alberto Braglia per una volta diventa terreno di gioco di casa per la Vecchia Signora: è il 5 agosto 2010. Delneri schiera Storari fra i pali, difesa a quattro con Motta, Bonucci (alle prime apparizioni in maglia bianconera), Chiellini e De Ceglie, Pepe e Lanzafame esterni di centrocampo, Sissoko e Marchisio cerniera centrale, Amauri centravanti con Diego a supporto. Le condizioni meteo sono incredibilmente avverse considerando il periodo dell’anno, una pioggia torrenziale ostacola le giocate dei calciatori rendendo il campo quasi impraticabile, e dunque latitano le occasioni da gol nonostante il forcing bianconero. Solo un’invenzione del singolo potrebbe rompere l’equilibrio in campo, e chi meglio di Alessandro Del Piero sarebbe capace di ciò? Il numero dieci della Juventus, entrato al posto di Diego, al 74′ si incarica della battuta di una punizione da circa 25 metri, non calcia alla sua maniera ma opta per la potenza, l’esito è comunque vincente: Mannus, portiere ospite, non può far altro che vedere la sfera depositarsi alle proprie spalle (video). E’ la rete che decide il match, una delle poche soddisfazioni di un’altra amara stagione che si concluse anche questa col settimo posto.

Ma da lì in avanti…