Ieri Ronaldo ha detto che: il mondo è il sogno di qualcuno [3]

di Francesco Savio |

Inutile negarlo, dal 16 luglio la nostra vita è cambiata. Da quella data Ronaldo mi parla quasi ogni giorno. In questo diario cerco di riportare tutto quello che mi dice.

Non vedevo mio figlio da due giorni. È entrato dalla porta e ha gridato:

– Hey papà, ma è vero che il mondo potrebbe essere il sogno di qualcuno?

– E questo chi te l’ha detto?

– Nessuno. L’ho pensato io.

– Ah, è un pensiero bellissimo. E credo che sì, il mondo potrebbe essere il sogno di qualcuno.

– Ma di chi?

– Questo non lo so. Adesso però vieni con me, che ti presento una persona.

Gli ho preso la mano, abbiamo percorso il corridoio. In fondo a sinistra il soggiorno, seduto sul divano rosso Cristiano Ronaldo.

– Papà! Ma è Cristiano Ronaldo!

– Esatto.

– E che ci fa qui?

– Vive con noi.

– E dove dorme?

– Sul divano.

– Ma per sempre?

– Questo non lo so. Poi si dovrà anche allenare.

Ronaldo si è alzato, ha stretto la mano a Pietro che gli ha proposto immediatamente di giocare a pallina. Cristiano non aspettava altro.

Si sono messi così a fare  le rovesciate sul parquet, le stesse che Pietro in casa o al parco esegue quasi ogni giorno per poi chiedermi ossessivamente:

– Era bella? Era bella?

Era bella. Erano belle. Tanto che, osservandoli attentamente dopo una preziosa e stancante giornata di lavoro in libreria, mi sono messo a pensare a quell’istante lontano in cui rovesciavo pure io tutti i pomeriggi, senza farmi male mai, colpendo di collo il pallone verso la porta. Cosa c’era di più bello?