Ieri Ronaldo ha detto che: qualcuno ha pronunciato la parola “arbitro”? [7]

Inutile negarlo, dal 16 luglio la nostra vita è cambiata. Da quella data Ronaldo mi parla quasi ogni giorno. In questo diario cerco di riportare tutto quello che mi dice.
– Papà! Pietro mi ha detto “arbitro”!
ha gridato mia figlia furibonda, aggrappandosi in un abbraccio alla parte inferiore della mia gamba, il naso contro il mio ginocchio.
– Ma sì dai, “arbitro” non è una brutta parola.
– Sì però, cavolo.
Sono andato comunque nell’altra stanza per raccogliere maggiori informazioni e per dimostrare alla bambina che avevo a cuore il suo risentimento, mentre pensavo, nuove frontiere del litigio tra fratello e sorella. Pietro palleggiava come se niente fosse accaduto, tirava le punizioni al divano dopo aver messo le sedie a fare la barriera, facendosi da solo la radiocronaca.
– Hey Pit, hai detto “arbitro” a Bianca?
– Sì, ma non è una brutta parola.
– Infatti, però, dipende dal tono che usi.
– Ok papà.
Stavo ricomponendo quindi il leggero screzio famigliare, quando Ronaldo è rientrato a casa dal lavoro.
– Ciao a tutti!
– Ciao Cris, tutto bene agli allenamenti?
– Sì.
– E Bonucci come va?
– È tranquillo.
Ronaldo ci ha raccontato allora di Leonardo e del suo ritorno, dell’assenza di Higuain, della ricerca di una precisa intesa con Dybala. Poi ha annusato il vuoto, una volta, due volte:
– Scusate,  ma in questa stanza oggi qualcuno ha pronunciato per caso la parola “arbitro”?
Francesco: – No Ronaldo, figurati, l’arbitro è l’alibi dei perdenti.
Pietro: – No Cris, mai detto.
Bianca: – No, io non ho sentito niente.
– Ah, meglio così.
ha asserito Ronaldo.
– E adesso leggiamo Claude Boujon.