Icardi-Ronaldo è una coppia che s’ha da fare?

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Michele Tossani 

Fra i rumors che circolano in questa prima fase del mercato estivo, uno dei più interessanti è certamente quello che riguarda l’eventuale arrivo di Icardi in maglia bianconera.

La possibilità che l’argentino arrivi alla Juventus ha ovviamente innescato tutta una serie di ragionamenti legati soprattutto ai possibili sviluppi tattici che potrebbero verificarsi. In particolare, molte delle discussioni si sono concentrate sulla convivenza fra Icardi e Ronaldo. Sarebbe una convivenza possibile o impossibile?

La squadra sarebbe in grado di supportare l’accoppiata formata dal portoghese e dall’attaccante sudamericano oppure no?

Per cercare di rispondere a queste domande è necessario prima delineare, seppur brevemente, il contesto tattico nel quale l’interista verrebbe a calarsi.

Il calcio di Sarri si fonda sul possesso palla inteso come arma per destrutturare la fase difensiva avversaria. Fase di costruzione bassa piuttosto elaborata, gestione del possesso in zone più avanzate ed uso massiccio delle catene laterali sono tutti aspetti che caratterizzano il gioco dell’ex tecnico del Chelsea e che servono allo scopo di cui sopra.

La fase di finalizzazione è la conseguenza di questo tipo di approccio. In questa situazione, negli ultimi venti metri di campo, Sarri si appoggia più ad un calcio fatto di principi che di schemi, anche se ovviamente questi ultimi non sono assenti.

Il mercato bianconero e il passato recente del nuovo allenatore suggeriscono l’idea che Sarri potrebbe alternare il 4-3-3 ed il 4-3-1-2 come moduli base. La composizione dell’attacco, dipenderà in buona parte dalla posizione che l’allenatore toscano ed il suo staff disegneranno per Ronaldo.

Al portoghese non si potrà chiedere di assolvere a quei compiti difensivi che Sarri chiedeva a Insigne a Napoli. Allo stesso tempo, l’ex Real Madrid non pare entusiasta dell’idea di muoversi da attaccante centrale. Questo è il motivo per il quale la soluzione del 4-3-1-2 potrebbe sembrare indicata per supportare al meglio Ronaldo.

In entrambi i casi, qualora il ruolo di no.9 venisse affidato a Icardi, la Juventus si troverebbe a dover contare su due uomini non particolarmente predisposti alla fase difensiva.

Il non possesso di Sarri prevede elevate dosi di il pressing e contropressing, allo scopo di aiutare la squadra a recuperare più velocemente possibile il controllo del pallone. In una situazione di contropressing a palla persa, da effettuarsi negli ultimi trenta metri di campo, il lavoro difensivo dell’eventuale due costituito da Ronaldo e Icardi sarebbe ridotto e, con l’intera squadra ad accompagnarne l’azione, fattibile.

Avere quindi due giocatori non particolarmente propensi ad essere attivi in non possesso non costituirebbe quindi un problema insormontabile. Diversa è la situazione che potrebbe verificarsi qualora la Juventus venisse costretta a fasi di difesa posizionale. In questo caso, la squadra bianconera potrebbe trovarsi a dover difendere con otto giocatori sotto la linea della palla. Resterebbe da verificare come difensori e centrocampisti gestirebbero una situazione del genere.

Dal punto di vista offensivo, Ronaldo ama svariare sul fronte d’attacco, preferibilmente a sinistra, utilizzando movimenti ad aprirsi e anche tagli dall’esterno al centro.

Sia nel 4-3-3 che nel 4-3-1-2, in Icardi Ronaldo non troverebbe un compagno particolarmente mobile come Mandzukic o Dybala, un giocatore cioè capace di integrare i propri movimenti con quelli del portoghese.

L’argentino infatti è un uomo d’area, che preferisce agire all’interno degli ultimi sedici metri. In questo senso, la contemporanea presenza di Icardi e Ronaldo nell’area avversaria aumenterebbe esponenzialmente la pericolosità bianconera in zona di finalizzazione, purché i due riescano a coordinare i propri movimenti in modo da non occupare la stessa zona nello stesso momento.

Qualora le spaziature risultassero corrette, ecco che i bianconeri si ritroverebbero con due armi da fuoco di notevole portata. Viceversa, verrebbero a ricrearsi quelle problematiche tipiche delle squadre che hanno due attaccanti che effettuano gli stessi movimenti e si ritrovano ad occupare le stesse zone di campo.

Quanto detto finora deve poi tenere conto del fatto che Icardi non è, sulla carta, un centravanti particolarmente associativo, in grado cioè di venire fuori per dialogare con i compagni, creando così gli spazi utili per gli inserimenti dei centrocampisti.

L’adattabilità di Icardi al gioco di Sarri resta quindi un’incognita anche se l’allenatore toscano si è finora sempre dimostrato capace di adattare il proprio calcio alle caratteristiche dei suoi giocatori più determinanti.


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