Non solo Icardi: le punte giuste per Cristiano

di Alex Campanelli |

punte icardi

Mentre Mauro Icardi si promette al Napoli ma aspetta la Juve, mentre Beppe Marotta smentisce le voci ma ha paura del suo passato, il tifo bianconero fa un passo avanti e si pone la classica domanda: “Ma Icardi è il centravanti giusto per giocare con Cristiano Ronaldo?“. Qui facciamo un passo ulteriore, e proviamo a metter giù qualche nome plausibile per l’attacco bianconero, punte che si sposerebbero più o meno alla perfezione con il gioco del portoghese.

Gabriel Jesus 

Il nome più recente, fresco vincitore della Copa America da assoluto protagonista, secondo i media nuovo obiettivo Juve di Maurizio Sarri. Gabriel Jesus è arrivato a Manchester due anni fa come un fortissimo senzaruolo, poi Pep Guardiola l’ha impostato come punta centrale, insistendo su di lui anche quando sarebbe stato più logico schierare Aguero, fino ad arrendersi nel corso dell’ultima stagione, relegando il brasiliano ad alternativa del Kun, con sporadiche apparizioni da punta esterna. Ironia vuole che in Copa America col Brasile Jesus sia stato uno dei migliori, mettendosi in evidenza come un…fortissimo senzaruolo. Non che Guardiola non gli abbia insegnato nulla, certo, ma l’impressione è che il talento verdeoro, quando in giornata, possa essere pericoloso e decisivo in qualsiasi zona del campo, senza tuttavia esser specializzato in un particolare fondamentale. Il profilo ideale per Cristiano, che ama scambiarsi di posizione coi compagni senza dare punti di riferimento, ma anche per Sarri, che potrebbe cucirgli intorno un vestito alla Mertens, ora centravanti vero ora falso nueve. I contro? Un fisico non certo da corazziere, e la conseguente scarsa vena nel giocare spalle alla porta, attirare i difensori e aprire spazi per il 7.

Karim Benzema

Scontato? Probabilmente sì, ma era difficile lasciar fuori da questa lista il partner elettivo per eccellenza dell’ultimo CR7, soprattutto in seguito all’acquisto di Jovic che alla lunga, nei piani del Real, dovrebbe sostituire stabilmente il transalpino come 9 titolare. Benzema è diventato, negli anni, il complemento perfetto di Cristiano, muovendosi di conseguenza ai suoi spostamenti ma anche andando a svolgere sia in fase difensiva che di costruzione bassa quei compiti che liberano e facilitano il gioco del portoghese, mai punta centrale del Real sulle lavagnette ma nei fatti più uomo d’area del francese, lui scopertosi nel tempo un ottimo giocatore di calcio senza dimenticarsi come si fa la punta, visti i 30 gol stagionali nell’ultima, tribolatissima, annata delle merengues. Le controindicazioni sono principalmente di natura anagrafica: Benzema a dicembre compirà 32 anni (tra l’altro, con scadenza nel 2021, non dovrebbe risultare particolarmente costoso), e un suo eventuale acquisto costringerebbe la Juve a tornare sul mercato delle punte nel giro di un paio di stagioni.

Edinson Cavani

Un altro nome non di primissimo pelo (coetaneo di Benzema), ma che sembra poter avere ancora qualche cartuccia importante da sparare e magari cerca un’ultima, stimolante sfida prima del crepuscolo della propria carriera. L’intesa tra Cavani e Cristiano sarebbe ovviamente tutta da costruire, ma alcune delle caratteristiche dell’uruguagio che abbiamo ammirato a Parigi e a Napoli sembrano perfette per sposarsi col tremendisimo di Cristiano: Edi è un giocatore che non si risparmia in fase di non possesso, che sia pressing o recupero palla più basso (a lui richiesto ben poco al Psg e forse finito un po’ fuori dalle sue abitudini, attenzione), è una minaccia costante nel gioco aereo e si è abituato a dialogare in maniera convincente con compagni dall’elevatissimo tasso tecnico, da Ibrahimovic a Neymar e Mbappè. Restano anche qui dubbi di tipo anagrafico, oltre al fatto che il Paris Saint-Germain non dispone al momento di una vera e propria alternativa a Cavani in avanti e dunque potrebbe rivelarsi restio alla cessione, al di là delle scaramucce verificatesi tra l’uruguaiano e Neymar qualche tempo fa.

Arkadiusz Milik

Un profilo sicuramente meno stuzzicante degli altri presi in esame sin qui, un’alternativa interna che presenterebbe alcuni vantaggi interessanti. Anzitutto, se Icardi dovesse davvero accasarsi a Napoli, è probabile che il polacco chieda di cambiare aria, con ogni probabilità a una cifra simile ai 32 milioni ai tempi spesi da De Laurentiis per portarlo in riva al golfo. Alla sua prima stagione intera in Serie A, Milik si è messo in evidenza come un attaccante di valore con chiari pregi e difetti: filiforme nel fisico, il polacco non è specializzato nel proteggere palla, ma è sempre utile nelle sponde di testa e di piede e negli scambi stretti, aiutato da un tasso tecnico di molto superiore alla norma, condensato in un mancino educatissimo (abile anche nei piazzati, quasi da trequartista) che però è di fatto anche l’unico piede utilizzato. Rapido e pulito nell’esecuzione, Arek non è però un vero e proprio killer d’area, come dimostrano alcuni errori abbastanza marchiani sotto porta commessi nella seconda parte del girone di ritorno. L’età (classe ’94) è quella giusta, le doti tecniche sono indiscutibili, non è chiaro però se il giocatore sia in grado di elevare il proprio livello a quello della Juventus. Interessante, ma a conti fatti una scommessa.

Moise Kean

La soluzione interna, che forse farà storcere il naso a chi sogna un acquisto più o meno esotico, la quale rappresenterebbe un vero e proprio all-in sul classe 2000 che in molti sperano possa diventare “the next big thing” del calcio italiano. L’identikit è quello giusto: Kean è un attaccante potente ma anche tecnico e rapido, nel corso della stagione l’abbiamo visto esterno alto con le rappresentative azzurre e centravanti nella Juventus, con compagni di reparto diversi dalle caratteristiche agli antipodi (Cristiano, Chiesa, Cuadrado, Orsolini), ma in ogni contesto Moise ha saputo trovare uno o più modi per far male alle difese avversarie, che fosse il dribbling sull’esterno o la semplice finalizzazione. Tutta da costruire, ma ci mancherebbe altro, la sua identità tattica, e l’intesa con Cristiano resta dunque un’incognita, dato che i due potrebbero trovarsi alla perfezione ma anche pestarsi i piedi. Starà dunque a Maurizio Sarri cesellarne gli angoli in ottica CR7, ma non solo: Ronaldo tra due anni lascerà la Juve, mentre un Kean confermatosi ad alti livelli potrebbe diventare un patrimonio bianconero per molte stagioni. Ha senso “costruirlo” in funzione di Cristiano?


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