I gol più incredibili in Roma-Juventus

di Giuseppe Gariffo |

La Juventus di Pirlo, dopo l’esordio vittorioso e convincente con la Samp, affronta il primo test probante della stagione andando a far visita alla Roma all’Olimpico. Per rivalità, storia e sfide tra campioni, Roma-Juventus è stata spesso una gara affascinante condita da episodi indimenticabili, da una parte e dall’altra. Rievochiamo i 5 gol della Juventus che, per diverse ragioni, rimangono impressi nella memoria per aver destato emozione o sorpresa.

Quell’annata lì…
28 Aprile 1996, Roma-Juventus 2-2 (70’ Padovano)

La Juventus è ormai focalizzata sulla finale di Champions che disputerà tre settimane dopo, nello stesso stadio, contro l’Ajax. Lo scudetto è ormai andato, saldamente in mano al Milan di Capello, e le partite che restano sono solo occasioni per tener su la condizione fisica del gruppo, facendo ruotare gli elementi. Così anche a Roma i bianconeri si presentano rimaneggiati e iniziano molli, andando sotto 2-0. Ma un autogol di Cappioli riapre la partita e, a venti minuti dalla fine, Michele Padovano trafigge Cervone con una parabola incredibile dalla distanza.

Lo strapotere
19 Novembre 2005, Roma-Juventus 1-4 (56’ Ibrahimovic)

Dopo anni di sfide combattute, lo scudetto giallorosso del 2001, qualche scoppola (memorabile il 4-0) del 2004, l’approdo di Fabio Capello sulla panchina della Juventus ristabilisce il rapporto di forze. Il tecnico di Pieris, considerato il traditore per eccellenza dai romanisti, mette su una squadra che per fisicità e individualità in Italia non ha rivali. All’Olimpico soffre nel primo tempo, portandosi in vantaggio solo nel finale con Nedved. Poi nella ripresa dilaga, e questo gol di Ibra è il paradigma della superiorità di quella Juve. Controllo al volo di tacco, sportellata al malcapitato Kuffour, puntata sotto l’incrocio. Un gol difficilmente replicabile, anche alla Playstation.

Il ritorno
23 Settembre 2007, Roma-Juventus 2-2 (17’ Trezeguet)

Dopo l’inferno di Calciopoli e della B, la Juventus torna in A e parte bene, segnando a raffica contro Livorno e Cagliari, ma poi perde in casa con l’Udinese. La sfida dell’Olimpico alla quarta è il primo big match che la squadra di Claudio Ranieri affronta, il vero ritorno all’adrenalina e alle emozioni che competono al livello della Juventus. Per questo, quando David Trezeguet (e chi sennò?) la mette di testa alle spalle di Doni e porta la Juve in vantaggio, qualche lacrimuccia scorre. Poi ci sarà la doppietta di Totti, autore di una gran partita che probabilmente tarpa le ali al giovane emergente Mimmo Criscito, il rigore sbagliato da Del Piero, il pareggio finale di Iaquinta. Ma quel gol di David è il segno che la Juve è tornata, che possiamo tornare a goderci certe sfide.

L’illusione
30 Agosto 2009, Roma-Juventus 1-3 (25’ Diego)

“Grande giocatore, campione o fuoriclasse?”. Fa questa domanda in telecronaca Maurizio Compagnoni al commentatore Di Gennaro, riferendosi a Diego Ribas da Cunha. Oggi viene da sogghignare, ma chi di noi quel giorno non si fece trascinare dall’entusiasmo? Il brasiliano, erede designato di Pavel Nedved e pilastro sul quale doveva poggiarsi la Juventus di Ciro Ferrara, vive forse la partita più incredibile della sua carriera. Prima ruba palla a Cassetti nel cerchio di centrocampo, resiste alla carica di Riise e infila di classe Julio Sergio, poi raddoppia nel secondo tempo con un gol da attaccante vero. Quel pomeriggio di fine Agosto si alimentarono paragoni illustri, fantasie e illusioni. Bastarono poche settimane per risvegliarci “tutti sudati”, con Zaccheroni in panca e l’Inter di Mourinho vittoriosa ovunque.

La beffa delle beffe
11 Maggio 2014, Roma-Juventus 0-1 (94’ Osvaldo)

La Juventus di Conte è già matematicamente campione d’Italia, con record di punti in vista. L’unica rivale credibile, per larghi tratti della stagione, era stata proprio la Roma di Garcia. Match utile solo agli almanacchi, tuttavia l’ambiente giallorosso carica la partita di significati di rivalsa. Molti romanisti – che strano!-  ignorando l’ampio divario di punti continuano a tirare in ballo “er sistema” e ipotetici favori alla Juve nel corso della stagione. La tifoseria bianconera si presenta all’Olimpico in gita, alcuni addirittura in costume per canzonare gli avversari. La partita è soporifera, finchè non arriva l’ultimo minuto di recupero. Osvaldo, l’ex più fischiato, mai a segno in campionato con la maglia della Juve, tocca uno dei pochi palloni della partita all’ultimo secondo, generando letteratura (uno dei fondatori di questo sito ne sa qualcosa…). Poi loro diranno “tanto nun valeva”, ma oggi val la pena rivivere quel momento con il commento di Carlo Zampa.