I gol più incredibili in Lazio-Juventus

di Giuseppe Gariffo |

Dici Lazio-Juventus e ti vengono in mente tanti bei ricordi grazie alla tradizione positiva, interrotta dalla Juve di Sarri nello scorso dicembre, con 11 vittorie bianconere nelle ultime 15 sfide all’Olimpico.

Dici Lazio-Juventus e inevitabilmente pensi a Del Piero e Dybala.

Sarebbe troppo facile citare uno dei primi tiri a giro, dal vertice sinistro dell’area, del fuoriclasse di San Vendemiano. Neppure male ricordare quella vittoria all’ultimo respiro regalataci da Dybala con tutti gli annessi e connessi (“comm fa ò guf?”, “à segnat à Iuv”…). Ma i gol più incredibili non sono per forza i più belli, sono quelli con gli interpreti più improbabili o dei momenti cruciali.

11 DICEMBRE 1994 LAZIO-JUVENTUS 3-4 (36’st Grabbi)

E’ il primo anno della “Juve di Lippi”. La squadra sta guadagnando le posizioni di vetta grazie a quel tridente che, un anno e mezzo dopo, la porterà sul tetto d’Europa. Ma per la trasferta di Roma mancano Roby Baggio (infortunato) e Vialli (squalificato), quindi è impossibile schierare un trio in attacco. La Juventus è decimata, sono assenti infatti anche Di Livio e Deschamps. Ravanelli, in dubbio anche lui alla vigilia, viene recuperato in extremis e gioca in coppia con il giovane Alex Del Piero, con Marocchi in appoggio. In panchina il giovanissimo Corrado Grabbi, potente centravanti della Primavera, aggregato al gruppo per l’emergenza. La Lazio di Zeman parte attaccando in modo tambureggiante e si porta avanti con Rambaudi, ma poco dopo resta in dieci per la dobbia ammonizione di Cravero. Lippi capisce il momento e fa un cambio imprevedibile: fuori il difensore centrale Massimo Carrera, dentro Grabbi. Con il tridente inedito la Juventus riprende in mano la partita. Segna Del Piero, poi nel secondo tempo raddoppia Marocchi, Del Piero mette un’ipoteca con un gol straordinario (uno dei primi “alla Del Piero”). A 9′ dalla fine l’incontenibile Del Piero mette Grabbi a tu per tu con Marchegiani. La giovane punta non si emoziona e trafigge il portiere biancoceleste con un bel destro a giro. Sembra l’inizio della carriera di un predestinato. Purtroppo il giovane torinese, complice anche una condotta extracampo non irreprensibile nei mesi successivi, non avrà altre grandi occasioni nella Juventus e segnerà solo un altro gol in serie A, dieci anni dopo, con la maglia dell’Ancona.

17 APRILE 1999 LAZIO-JUVENTUS 1-3 (34’pt Henry)

E qui siamo alla fine dell’era Lippi, in una delle stagioni più disgraziate dell’ultimo quarto di secolo bianconero. Annata segnata dalla rottura del crociato di Del Piero, poi dalle dimissioni di Lippi, sostituito da Ancelotti. A gennaio la Juventus corre ai ripari in attacco con due acquisti, uno evidentemente “contigente” come Juan Eduardo Esnaider e l’altro che è invece in prospettiva un gran colpo: Titì Henry del Monaco. Il giovanissimo attaccante francese, talento emergente del calcio europeo, fa fatica ad ambientarsi in bianconero, complice anche l’infelice intuizione di Ancelotti che lo relega sull’esterno del centrocampo. L’estate successiva sarà presto ceduto all’Arsenal, dove avremo poi modo di ammirarlo e rimpiangerlo a lungo, ma nei pochi mesi alla Juventus regala a noi un pomeriggio di sorrisi e alla Lazio un incubo. Questi tre punti non serviranno alla Juventus per rimanere nell’Europa dei grandi (sarà, addirittura, Intertoto), ma saranno decisivi per la Lazio, che perderà lo scudetto in favore del Milan di Zaccheroni (!).

26 NOVEMBRE 2011 LAZIO-JUVENTUS 0-1 (34’pt Pepe)

La Juventus di Conte corre veloce. Ha un’identità di gioco definita, corre più degli altri, sembra in grado di poter competere per i primi posti. Ed in quel momento  anche prima in classifica. Ma i tifosi bianconeri, dopo anni di delusioni post-calciopolesche, sono scettici e attendono prima di illudersi. Servono prove di forza in sfide più competitive. E quella all’Olimpico con la Lazio di Reja, Klose ed Hernanes lo è. La Juve non la fallisce, soffrendo e colpendo con una splendida ripartenza sull.asse Vucinic-Matri-Pepe. Segna proprio Simone Pepe, uno degli uomini simbolo di quella Juventus, autore di una splendida stagione e protagonista, dopo, di uno sfortunato prosieguo di carriera. Non lo abbiamo praticamente più visto giocare, dopo il 2011-12, ma quel campionato basta a farlo rimanere nel cuore della tifoseria bianconera.

20 MAGGIO 2015  FINALE COPPA ITALIA LAZIO-JUVENTUS 1-2 (7’pts Matri)

La Decima Coppa Italia bianconera sembra stregata. Inseguita da 21 anni, un paio di finali perse, altre volte competizione snobbata a inizio stagione. Ma la prima Juventus di Massimiliano Allegri è una squadra cannibale, forte fisicamente e tecnicamente, esperta e matura. La finale, anticipata per non coincidere con quella di Champions a Berlino, viene risolta da un uomo che in maglia bianconera ha vissuto le pagine indimenticabili della sua carriera: Alessandro Matri. Arrivato dal Cagliari, vince due scudetti e viene poi ceduto al Milan, che un anno e mezzo dopo ce lo concede per sei mesi in prestito gratuito. Giusto in tempo per farci regalare il gol decisivo per la conquista della Decima, la prima di quattro consecutive.

E chi potrebbe essere il protagonista inedito di domani?