I gol più incredibili in Juventus-Torino

di Giuseppe Gariffo |

Se scriviamo dei gol più incredibili in Juventus-Torino non possiamo non partire dal Mister e da quell’indimenticabile novantatreesimo minuto di un derby sofferto, che abbiamo condotto a lungo in inferiorità numerica, temendo e rischiando spesso di perderlo.

 

 

Ed è altrettanto inevitabile pensare ad un’altra vittoria all’ultimo respiro, anch’essa iconica per ciò che ha generato nelle settimane successive, quella serie irripetibile di 25 successi in 26 partite che ha condotto la Juventus alla vittoria del più insperato degli scudetti. Rigodiamoci Juan Cuadrado…

Tanti sono i momenti indelebili e i gol da incorniciare in una sfida caricata spesso dagli avversari, in passato,  di significati retorici e atteggiamenti folkloristici. I frequenti richiami al Cuore Toro contro il potere, le comparsate di magazzinieri in conferenza stampa, alcune entrataccie da cartellino rosso con annesse proteste per le decisioni arbitrali, le post-verità su una città che sarebbe ad esclusiva tinta granata, tanto da relegare i “cugini” a Venaria, ma che spesso fa fatica a riempire di granata un impianto da 25 mila posti… sono tante le chicche che rendono gustoso un derby altrimenti declassabile a “partita come tutte le altre” da una tifoseria apolide come la nostra.

E allora come dimenticare un’altro derby vinto nel recupero, in quell’occasione nella quale a guardarci dall’alto verso il basso erano loro. Perché noi neopromossai, noi reduci dallo sfregio di Calciopoli. Ma noi al primo vero urlo dopo quell’anno di purgatorio. Signore e signori, David Trezeguet!

Pubblicare questo pezzo, però, senza la citazione letteraria per eccellenza, sarebbe impossibile. Minuti di recupero, as usual, Enzo Maresca che la incorna all’incrocio, colpendola dal limite dell’area. L’esultanza con le corna, la pronta reprimenda di Beppe Bergomi.

Ma in mezzo alle polemiche, alle ironie, ai sospetti, alla fine trionfa il calcio. La classe, i campioni. E il cuore. Che non sempre, non per forza, è Toro. Se nella maggioranza dei derby a trionfare, alla fine, sono stati i colori bianconeri, un motivo ci sarà. E fenomeni come Carlos Tevez sono tra questi.

Concludere questo pezzo con l’Apache non è casuale. Serve una scossa a questa squadra, una scarica di adrenalina che dia un nuovo ritmo a questa stagione, vissuta fin qui a ritmi compassati. Il derby spesso è stata un’occasione per svoltare. Ma serve qualcuno che si travesta da Apache.