I dieci motivi per non esonerare Maurizio Sarri

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Enrico De Marco

Manca pochissimo a Juve – Lione, una sfida importantissima per tutto l’ambiente bianconero, ma soprattutto per Maurizio Sarri. In caso di uscita prematura dalla Champions League, infatti, si vocifera di un possibile esonero per l’allenatore toscano. Ma siamo sicuri che sia così? La società sta seriamente pensando di esonerarlo in base all’esito di un match? A mio avviso non sarebbe una scelta sensata per (almeno) dieci motivi:

  1. La Juventus, che piaccia o meno, ha vinto il nono scudetto consecutivo con Sarri al timone. E la favoletta che questa squadra vincerebbe con qualsiasi allenatore è un classico luogo comune.
  2. L’annata calcistica che sta per concludersi è stata fortemente condizionata dalla pandemia. Abbiamo sentito spesso questa affermazione: questo non è calcio. Inoltre, c’è da ricordare che mister Sarri è rimasto fermo ai box il primo mese per una brutta polmonite, precludendosi la possibilità di lavorare tatticamente a pieno regime con la squadra.
  3. La rosa ha dei problemi. Mettere la testa sotto la sabbia e sbraitare contro l’allenatore serve a poco. La mancanze più evidenti le riscontriamo sui terzini e nella mediana. Molti calciatori sono a fine corsa per differenti motivi: Rugani e Bernardeschi non hanno la personalità per imporsi con la maglia bianconera, De Sciglio, Khedira, Douglas Costa e (parzialmente) Ramsey sono costantemente ai box, Alex Sandro e Danilo non si sono dimostrati affidabili, Matuidi sembra inadatto al progetto tecnico e Higuain quasi certamente andrà via per abbassare il monte ingaggi.
  4. Lo scorso anno, sul mercato, Sarri ha inciso pochissimo. Ha preso una squadra sostanzialmente fatta con i limiti di cui sopra. Prendere dei giocatori congeniali al suo modo di vedere calcio mi sembra il minimo sindacale per poter fare una valutazione a 360°.
  5. Chiellini fuori tutta la stagione. Il capitano è, a mio parere, il miglior difensore nella rosa bianconera e rappresenta indubbiamente l’anima e il carattere di questa squadra. Farne a meno per tutta la stagione è pesantissimo.
  6. Sarri si è dimostrato flessibile, a differenza di quanti lo dipingono integralista. Ha capito che il suo credo calcistico non si sposava con le caratteristiche dei giocatori a disposizione. Nonostante tutto, degli sprazzi di “Sarrismo” si sono visti: Inter-Juve, Juve-Inter e Atletico Madrid-Juve.
  7. La pandemia condizionerà anche la prossima stagione, che inizierà a ridosso di questa che volge al termine. Esonerare Sarri significa prendere un nuovo allenatore che verrebbe catapultato direttamente al campionato 2020/21. Proseguire il progetto (triennale), iniziato lo scorso anno, mi sembra la scelta più saggia.
  8. Chi potrebbe arrivare sulla panchina della Juve? All’orizzonte non si scorgono sostituti eccellenti. Inoltre, una riflessione sorge spontanea. Klopp e Guardiola sono certamente due dei migliori tecnici al mondo. Entrambi, però, hanno avuto tempo e modo di lavorare e costruire la squadra su misura. I primi due anni di Klopp sono caratterizzati rispettivamente da un ottavo e un quarto posto in Premier League, mentre Guardiola al primo anno non ha vinto nessun titolo pur avendo speso 180 milioni sul mercato. Anche in serie A abbiamo degli esempi emblematici: Gasperini e Inzaghi, entrambi tecnici che stanno facendo benissimo, lavorano nelle loro rispettive squadre dal 2016.
  9. Sarri ha esaltato diversi calciatori: Dybala, Bentancur, de Ligt, Cuadrado. Ha lavorato sulla coesistenza di due giocatori un po’ anarchici come Ronaldo e Dybala. Ha creduto in Rabiot, in crescita esponenziale dalla ripresa del campionato.
  10. Non è possibile programmare una stagione sportiva in base all’esito di una partita, che può dipendere da diversi fattori (infortuni e/o episodi). Sarebbe un ragionamento da principianti e non in stile Juve, che tende a difendere sempre i propri allenatori (vedi Allegri nella stagione 2015/16 con la Juve 14ma).

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