I bianconeri tornano nella Top Ten europea per KPMG

di Leonardo Dorini |

E’ uscita l’edizione 2021 dell’ormai tradizionale Rapporto di KPMG Football Benchamrk sul valore dei principali 32 Club europei, giunto alla sua sesta edizione: “The European Elite 2021 – Football Clubs’ Valuations dribbling around COVID 19” è il significativo titolo di questa edizione, che analizza l’andamento del cosiddetto Enterprise Value, cioè il valore di impresa al lordo dei debiti finanziari, dei principali Club Europei considerando i bilanci chiusi al 30/6/2020.

Il Real Madrid si conferma il top club, con il Barcellona al secondo posto ed il Manchester United al terzo, con valori rispettivamente di 2,909 – 2,869 e 2,661 miliardi di euro di valore. Nondimeno, il rapporto evidenzia come per la prima volta questi importi abbiano avuto una flessione, dopo anni di crescita ininterrotta: la motivazione è ovviamente da attribuirsi alla pandemia, che ha devastato letteralmente i ricavi di tutti i Club e messo in difficoltà molti di essi, se non tutti.

E i bianconeri? Il Club della Continassa torna quest’anno nella Top Ten dei Club europei, si piazza al decimo posto recuperando dalla 11^ posizione e scalzando l’Arsenal, un Club in continua discesa dal 2016 all’interno del ranking KPMG: la Juventus vede un valore di impresa pari a 1,421 miliardi, in crescita del 51% da quando viene fatta questa rilevazione, e guida il drappello di 7 squadre italiane, che si sgranano nella seconda parte della classifica con l’Inter al 14^ posto, il Napoli al 17^, il Milan al 19^, la Roma al 22^, l’Atalanta al 24^ la Lazio al 28. L’Atalanta è la miglior classificata del gruppo di 3 new entry, con un valore di 342 milioni, insieme al Marsiglia e ai turchi del Fenerbahce.

Come si diceva, per la prima volta il valore complessivo dei valori cumulati delle 32 squadre di questa classifica si è ridotto, e come ovvio KPMG attribuisce questa caduta agli effetti della pandemia, che hanno levato quasi 3 miliardi di entrate operative ai Club dopo anni di crescita ininterrotta, portando il valore cumulato da 23 a 20,4 miliardi nell’esercizio chiuso al 30/6/2020.

Questa riduzione peraltro si farà sentire ancora maggiormente sui bilanci dell’anno in corso, che chiuderanno il prossimo 30 giugno, e che avranno un anno pieno di effetto Covid.

KPMG non manca di analizzare il “caso SuperLeague” facendo invero una disamina molto accurata dei cambiamenti del mercato che hanno portato le 12 squadre, poi ridottesi a 3, a varare questa nuova competizione, sulla quale è proprio di oggi la notizia del ricorso alla Corte Europea della SuperLeague sulla base della sentenza del Tribunale di Madrid.

KPMG infatti elenca le motivazione che hanno portato a questa scelta, e precisamente:

1)l’evoluzione del panorama media e del modo con cui i fans tendono a fruire del prodotto calcio;

2)le importanti perdite causate dal Covid;

3)la necessità di stabilizzare i cash-flow, esigenza peraltro presente anche prima della pandemia;

4)la necessità dei Club di avere più controllo sulle loro entrate, sulle quali hanno poca voce in capitolo;

5)la percezione di una non-massimizzazione delle proprie entrate da parte dei Club.

La risposta che KPMG dà a questa situazione parla chiaro e dice che “un cambiamento è necessario”, verso la modifica dei calendari, la riforma del FPF e un maggiore bilanciamento

Vedremo il prossimo anno cosa ci riserverà e come i diversi Club usciranno dal difficile anno che si appresta a chiudersi: al prossimo report di KPMG Football Benchmark!


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