Quanto hype per Manuel Locatelli

di Michael Crisci |

La prima volta che Manuel Locatelli e la Juve si incrociarono, per quest’ultima non fu certamente un successo. In quella serata autunnale del 2016, fu l’allora diciottenne a decidere quel Milan-Juve, con una staffilata dalla distanza che picchiò sulla traversa e non lasciò scampo a Buffon. La secondo volta, per la Juve, andò un po’ meglio, quando nel gennaio successivo, il centrocampista rossonero si fece espellere a inizio ripresa, in un Juve-Milan di Coppa Italia.

Ma in realtà, il legame tra Locatelli e la Juve è molto più sfumato, e risiede nell’annoso innamoramento di Fabio Paratici, che segue il giovane centrocampista del Sassuolo dai tempi delle giovanili del Milan. Un interesse mai sopito nemmeno in qui momenti in cui si pensava che il classe 98′ fosse solo uno dei tanti giocatori di passaggio nella massima serie.

E ora, anche nell’immaginario collettivo dei sostenitori bianconeri, Locatelli è entrato a far parte di quella cerchia di giocatori per cui vale la pena lo sforzo, per cui si può e si deve fare un tentativo.

E’ sicuramente il biennio con De Zerbi che ha affascinato i tifosi della Juve, e non solo. Col tecnico bresciano, Locatelli ha avuto una crescita esponenziale quasi impronosticabile, tanto da portare a credere lo stesso De Zerbi possa essere lui, assieme a Marlon, l’unico giocatore neroverde con prospettive di grandeur.

Un’altra grande verità è che da tempo il tifoso Juventino non può fregiarsi di avere un grande italiano in mezzo al campo; l’inizio di questo grande ciclo ha avuto sugli scudi Pirlo, che ora mena le danze dalla panchina, e Claudio Marchisio, forse l’ultimo vero vessillo azzurro del centrocampo bianconero. Nessuno è poi riuscito mai a trovare un posto degno di nota, da Sturaro a Mandragora, e forse la penuria di centrocampisti italiani di livello ha portato la stessa dirigenza a non fissare l’acquisto di un centrocampista autoctono tra le priorità.

Il nome più gettonato resta comunque quello di Zaniolo, anche se il suo futuro porta a pensare che la sua carriera, una volta ristabilitosi, non sarà incentrata sul centro del campo, ma negli ultimi 30 metri.

Di contro, ovviamente, c’è il timore che Locatelli possa essere il classico giocatore da contesto; si può ad esempio prendere in esame il caso di un altro giovane emerso dalle giovanili del Milan, Cristante, sbocciato nell’Atalanta di Gasperini e mai definitivamente esploso alla Roma.

Le prestazioni in nazionale, come quella contro la Polonia in Nation League, portano a pensare che la sua parabola sarà molto più brillante e che potremmo trovarci di fronte a un nuovo pilastro del centrocampo azzurro (assieme a Barella).

Anche Carlo Pizzigoni, di recente special guest di JbLive, ha speso parole di profondo elogio verso il 22enne centrocampista lombardo: “Locatelli  ha le stigmate del campione da quando aveva 14 anni. Sa fare tutto, sa usare i centimetri, sa giocare sul corto, sa fare la prima costruzione, e anche l’interno. E’ perfetto in un centrocampo che ruota come quello attuale della Juventus. A Sassuolo ha fatto il definitivo step come lettura del gioco, è sempre protagonista. Potrebbe ambire a club come il Barcellona. Anche se forse gli mancano ancora i gol, nonostante sia in possesso di un gran tiro“.

Che quest’ultima pecca possa limarla in bianconero? di sicuro ora l’hype per Locatelli c’è, anche da parte dei tifosi bianconeri. E se questa è la presentazione degli addetti ai lavori…


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