Ma non siamo l’Hotel Juve

di Riceviamo e Pubblichiamo |

A “soli” 44 anni non vorrei fare un discorso ingenuo e nostalgico. Tuttavia, l’esplosione del mercato in uscita in casa Juve, persino oltre le intenzioni di ciò che probabilmente era già stato da tempo programmato, rischia di risolvere l’annata del colpo del secolo in una di spaesamento affettivo.

Certo, non si può negare che un pizzico di sano cinismo manageriale (e il sano sta nella dose omeopatica adottata sin qui da Andrea Agnelli e Marotta, soprattutto in ordine a giocatori gloriosamente a fine corsa) abbia garantito alla società bianconera di rinnovarsi nella continuità di rendimento tecnico, economico e finanziario.
Tuttavia, mi pare esserci qualcosa che non sia perfettamente tornato nelle ultime pur esaltanti stagioni juventine. E mi riferisco soprattutto al fatto di non avere più in squadra punti fermi, forse non solo a centrocampo.

Questo, dicevo prima, non ci ha tolto obiettivi e capacità di raggiungerli ma, bisogna anche ammettere, ci ha consegnato una compagine sempre meno compatta e di corto respiro in alcuni reparti.

Insomma, a voler guardare più di un pelo nell’uovo, occorre sottolineare come ad Allegri si sia chiesto ogni anno di lavorare con materiali sempre diversi e sempre più eterogenei tra loro, almeno dal punto di vista tattico.
Il Real Madrid, ad esempio, ha vinto sì tre Champions di fila per via di nomi importantissimi da poter schierare in campo (da CR7 a Modric, da Ramos a Bale) ma anche per una compattezza di spogliatoio forgiata sull’innesto di massimo uno o due elementi per stagione.

Nella nostra Juventus, al contrario, per l’ennesima stagione cominciamo la preparazione con una serie di grandi dubbi amletici non solo sul tenere o cedere chi da noi è arrivato da appena un anno o due (Higuain, Pjanic, Rugani, Benatia, Alex Sandro) ma anche su chi veste bianconero da non più di un paio di settimane (Caldara).

E se proprio non si vuol vedere l’incertezza tattica alla quale ci si espone, apparentemente per operazioni di mercato non tutte classificabili come upgrade delle proporzioni tecniche e anagrafiche simili a quelle di CR7 per Higuain (assai maggiore spessore fisico-tecnico a sostanziale parità di anni di età), mi chiedo quando sarà di nuovo data la possibilità agli juventini di recitare affettivamente a memoria una formazione, negli anni, leggendaria.

di Ninny Antonino Aiuto