Ho visto cose che voi juventini… / Fate l’amore, non fate la guerra

di Giuseppe Gariffo |

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Cominciamo dalla fine. Ho visto tifosi juventini repressi e rabbiosi per il solito circo di odio che si è scatenato al fischio finale di Juventus-Milan. Molti di noi hanno iniziato a rovinarsi il weekend tirando fuori tutti gli episodi arbitrali sfavorevoli che la Juve ha collezionato da inizio stagione, altri si sono lasciati coinvolgere su Facebook, Twitter, o al bar, in amene discussioni con tifosi avversari. Tutto questo con il “nobile” obiettivo titanico di confutare luoghi comuni come “i soliti ladri”, “vincete sempre così”, “preferisco non vincere niente che farlo come voi”, “appena siete in difficoltà vi arriva sempre l’aiutino”, “dieci anni dopo Calciopoli siamo punto e a capo”.

Più ci penso e più mi chiedo: ma chi ce lo fa fare?? Premesso che, come detto in settimana da Buffon, si sta tentando di montare sul nulla, ha senso preoccuparci di tutto questo? Hanno forse sprecato tempo a far questo i tifosi blaugrana, dopo la notte del 6-1 al Psg, nella quale hanno beneficiato di sviste arbitrali ben evidenti? Avete ascoltato qualcuno di loro, il 7 Giugno 2015, distogliere l’attenzione dai festeggiamenti per la loro quinta Champions, per rispondere a qualche allusione sul rigore non dato a Pogba? E quando siamo stati sconfitti in circostanze poco trasparenti, chi ci ha sconfitto ci aveva forse dato minimo conto delle situazioni a loro favore? Mi vengono in mente Perugia-Juventus del 2000, lo scudetto della Roma del 2001 con Nakata a decidere la partita scudetto che una settimana prima (essendo il quarto extracomunitario giallorosso) non avrebbe potuto giocare senza una pronuncia ad personam della Figc, tre delle quattro ultime finali di Champions perse e, senza andar troppo lontano, le sconfitte con Milan e Fiorentina di questo campionato. Quando perdiamo con decisioni arbitrali contrarie, il leitmotiv diventa: “Ma guarda un po’, uno juventino che parla di arbitri, ahahhahahahahah!!!”.

Facciamocene una ragione. Mai ci verrà concesso l’onore per le nostre, ormai interminabili, vittorie e mai ci saranno riconosciute attenuanti per le nostre pur rare sconfitte. Anche quando finirà il digiuno in campo europeo, dove dall’alto di scoppole contro squadre israeliane sbeffeggiano il nostro slogan con il simpatico “fino al confine”,  troveranno una macchinazione che giustifichi la nostra vittoria. Non perdiamo tempo, energie e nervi su questa roba. Anzi, godiamocela. Veder sbraitare ed abbandonare la via della ragione tutta la composita schiera che va da attori comici e giornalisti al crepuscolo, fino a stimabili personaggi pubblici del nostro paese mi ha fatto passare la febbre e la stanchezza che mi assillavano dopo una giornata di lavoro interminabile. Ho dormito beatamente e oggi non cambierei una vittoria come questa al ’97 con un 4-0 senza discussioni.

Accettiamo il consiglio di Pique, dopo queste vittorie, e facciamoci meno pippe mentali con i rosiconi, che la vita è una sola.

Due “piccoli” appunti finali:

– Una piccola nota su Donnarumma. Ho letto Juventini scrivere che, dopo lo show di ieri sera all’uscita dal campo, non lo vorrebbero mai alla Juve. Non entro nel merito delle valutazioni tecniche (personalmente io spenderei su altre zone di campo la cifra monstre che certamente servirà per strappare al Milan il giovane portierone), ma emettere giudizi definitivi su un diciottenne in piena trance agonistica dopo un match da nove in pagella mi sembra esagerato. Non è più il calcio dei “baciamaglia” (se non per pagliacciate, proprio come la sua di ieri sera) e a noi interessa solo vincere. La maglia la baceremo noi, nel caso.

– Un piccolo “NB” sulla Champions. Ho visto juventini “superottimisti” e con la testa già a Cardiff cadere nel “moriremo tutti” dopo la rimonta choc del Barca. Uno è il sottoscritto. A freddo dico. realismo! Alla vigilia del doppio confronto tutti davamo il Barcellona sicuro ai quarti. Quel 4-0 ci ha illuso ma, nel caso arrivassimo ai quarti troveremmo le squadre che ci aspettavamo. E se ci si credeva prima non ha senso non crederci più adesso. Non aspettiamoci scorciatoie, se vorremo “alzare” quella coppa dovremo sudarcela senza sconti. Ci penseranno gli altri a trovare, eventualmente, l’alibi che spiega tutto.