Linea alta Sassuolo, Higuain si scatena

Gli inviti di Allegri in conferenza nel tenere alta la concentrazione si sono tradotti nella vittoria più agevole della stagione e in un risultato dalle dimensioni assai insolite, anche per il momento dell’anno in cui è provenuto. Nelle gare precedenti, infatti, nonostante prestazioni molto attente difensivamente, non si era riusciti a essere costanti nella pericolosità sottoporta. E infatti si erano quasi tutte concluse con punteggi risicati.

Diciamo che le preoccupazioni della vigilia dipendevano quasi prettamente dalle molteplici assenze che lasciavano presagire una formazione sperimentale. Senza esterni d’attacco, si ipotizzava persino un ritorno al rombo con Pjanic trequartista. Invece, con Bernardeschi che è riuscito a scendere in campo, non c’è stata alcuna rivoluzione, dando fiducia al 433 più logico in questo momento (l’unica novità è rappresentata dal ritorno di Rugani dietro).

Per la verità, il Sassuolo si è rivelato nel complesso forse uno dei peggiori avversari mai visti allo Stadium. Per quanto il 7-0 possa lasciare presagire una partita monstre nell’intensità, in realtà la Juve non ha approcciato il match in modo troppo diverso dal solito, giocando grossomodo coi soliti ritmi. I primi gol, ossia quelli che hanno archiviato il discorso dopo 30′, sono infatti arrivati con una facilità disarmante e con evidenti errori della retroguardia neroverde (le prime due segnature pure su piazzato, a difesa teoricamente schierata).

Anzi, inizialmente la prima pressione del Sassuolo non sembrava neanche così pessima. Il tridente rimaneva piuttosto stretto, col tentativo di schermare i rifornimenti della difesa verso Pjanic, mentre gli interni (Duncan a sinistra e Magnanelli a destra) avevano il compito di coprire l’ampiezza quando il gioco veniva allargato sulle fasce. Il problema era, anche quando gli avversari alzavano il baricentro, Iachini chiedeva ai suoi attaccanti di restare alti nel tentativo di potersi rendere pericolosi con ripartenze. In tal modo, quando la Juve consolidava il possesso in avanti, trovava più spazi per pungere rispetto ad altri avversari visti allo Stadium.

Inoltre, dopo i primi gol, gli emiliani si sono ulteriormente disuniti, alzando ancora di più la linea difensiva a proteggendola ancora peggio rispetto agli inizi. Bastava quindi un filtrante per mandare i propri giocatori verso la porta, con Higuain e Khedira che ne hanno approfittato alla grande (va citato un Lemos disastroso nel difendere la profondità).

Insomma, una gara da cui è difficile cogliere chissà quali indicazioni tecniche ma che consegna immagini (dai gol di Higuain al ritorno di Marchisio) che fanno bene all’ambiente in vista delle prossime difficili partite (è infatti terminata oggi la parte agevole del calendario). Le note negative provengono quasi unicamente dall’infermeria: in vista del Tottenham, sarebbe un grosso problema l’assenza di Matuidi, soprattutto considerando che sarà una partita in cui la priorità bianconera sarà quella di difendere bene il centro del campo. Una mediana a due Pjanic-Khedira sarebbe un azzardo molto rischioso. Magari, può essere proprio questo il momento di Marchisio…