Higuain, perchè no, perchè (lontanamente) sì

di Gianluca Garro |

Alcuni Giorni fa mi imbatto in questo tweet del nostro Luca Momblano, sempre molto informato sulle cose di Juve. Lo confesso, il sentimento con cui si legge un tweet del genere è di tristezza. Ma perché? Eppure si tratta di un giocatore, uno dei tanti che ha vestito con bravura e onore la maglia numero 9 della Juventus. Ne sono passati tanti, anche fuoriclasse chi più chi meno è entrato a far parte della storia bianconera. Anche Gonzalo Higuaìn è entrato di diritto tra i grandi centravanti bianconeri, su questo non c’è dubbio, anche se ha vestito quella maglia solo 2 stagioni.

Eppure leggere queste semplici notizie di mercato, nel suo caso, scatenano un sentimento. Perché nel cuore dei tifosi bianconeri autentici Pipa è presente. Per quale ragione? Perché Pipa ha scelto la Juve, rivendicandola e dicendo al mondo che la riteneva il meglio per sé. Pur se questa scelta significava una rottura spiazzante e atroce col pubblico napoletano, che aveva finalmente trovato in lui un altro grande argentino. Ma lui ha preferito la nostra Juve e ha servito Madama con grande professionalità, talento, abnegazione. Poi però la crisi dello scorso anno, l’avvento di CR7 e tutto il resto. Con un pizzico di mancata riconoscenza da parte della società. Come purtroppo può succedere nelle storie dello sport moderno.

Ma tutto questo lo sappiamo bene. A suo modo è storia. Che ogni tifoso potrebbe raccontare. Soffermiamoci allora sui fatti, sulla concretezza della situazione odierna e cerchiamo di rispondere a due semplici domande. Pipita alla Juve, perché sì e perché no. Al netto dei fatti, che potranno superare tranquillamente tutti i concetti che esprimeremo in questo breve articolo.

Pipa. Perché sì. Perché è un grande centravanti, tra i migliori in circolazione. Un anno di crisi? A chi non capita? Anche i più grandi della storia hanno avuto annate opache. Addirittura Messi o Cruyff hanno visto anni passare senza un titolo e steccando spesso e volentieri. Certo, loro sono (o erano) dei grandissimi e sono tornati più fori di prima. La crisi del Pipita, come anche evidenziato da Maurizio Sarri, ha origini prettamente psicologiche e sembrano albergare nella sua dipartita forzata dalla Juventus nell’estate del 2018, quando l’arrivo di CR7 ha trasformato il Pipita, reduce dal gol scudetto di Milano, in un esubero. Questo trattamento, che lui ha sempre ritenuto immeritato, ha affondato il Pipa, rendendo la sua mezza stagione al Milan una continua tribolazione. Quel che viene da pensare però è che si può uscire anche dalle spirali psicologiche più contorte. Lo si può fare dimostrando la propria forza, dimostrando di essere uomini prima che calciatori. Dimostrando che non può mai e poi mai essere un caso segnare 36 gol nel campionato italiano (record seguito da stagioni ampiamente a due cifre nella Juve) in una squadra allenata da Maurizio sarri senza essere un grandissimo interprete del proprio ruolo.  E siamo certi che se gli verrà data una possibilità dalla Società Juventus e da Sarri, suo antico mentore, il Pipia saprà rispondere.

Pipa. Perché no. Anche le motivazioni per un saluto definitivo tra il mondo bianconero e Higuaìn sembrano numerose e ben circostanziate.  La concorrenza con CR7, e forse Icardi, a completare un reparto d’attacco che vede anche in rosa Moisè Kean potrebbero rendere la vita impossibile al nostro Pipita. Anche da punto di vista economico, un ingaggio pesantissimo, quei 7,5 milioni di euro all’anno che due anni fa sembravano giusti rappresentano un incentivo alla vendita definitiva del centravanti argentino. Inoltre, la Juve deve assolutamente cercare di non perderci creando buchi preoccupanti al bilancio con l’affare Higuaìn, dopo aver sperato che sia Milan che Chelsea potessero riscattare il Pipa definitivamente.

Infine, pensando specificamente a CR7, non appare facile la convivenza tra i due dopo che al Real Madrid pur dimostrando, a sprazzi, duetti di classe sopraffina il destino dei due si è bruscamente biforcato verso avventure e carriere piuttosto lontane tra loro.

Il prossimo futuro. Si sta creando in questi giorni una vera e propria spaccatura all’interno della tifoseria bianconera. Gli estimatori del Pipita. che non lo hanno dimenticato e che gli vogliono ancora bene, sono in tanti. Si sa, il tifoso è romantico. Ma a volerlo sono anche tanti che sono sicuri che una crisi di un anno non significa automaticamente la fine di un grande calciatore. Coloro che però farebbero a meno del Pipita, perché pensano che ripartire a livelli atletici performanti nel calcio di oggi è quasi impossibile dopo un’annata così, sono tantissimi. Comunque vada, sarà un momento molto importante per il mercato e per la stagione che va a cominciare della Juve: viene da pensare alle sliding doors. Solo che al posto di Gwineth Paltrow c’è il Pipita, un bandolero stanco e barbudo, con un cuore grande che ha battuto anche per nostra Juve. Peccato che non si possa prevedere il futuro e che purtroppo, ad oggi, le possibilità di  rivedere  il Pipita con la maglia bianconera siano ridotte al classico lumicino