Higuain ovunque

di Jacopo Azzolini |

La Juve di fatto titolare del momento vince la gara di andata delle semifinali di Coppa Italia, centrando un successo esterno importantissimo in chiave del ritorno.

Come spesso succede alle squadre di Allegri, i bianconeri hanno affrontato più partite all’interno della stessa. Si è passati da un primo tempo – oltre che piuttosto dominante palla al piede – caratterizzato da ritmi alti e recupero del possesso in zone elevate a una ripresa quasi unicamente di gestione, caratterizzata da larghe fasi di difesa posizionale.

 

ILICIC HA MESSO IN DIFFICOLTA’ LA JUVE?

 

Come successo nella gara di campionato, Gasperini ha fatto entrare Ilicic sostituendo Cornelius. Il cambio voleva probabilmente portare più qualità negli ultimi metri, permettendo di consolidare il possesso in avanti. Lo sloveno ha senza dubbio reso più fluido il giro palla offensivo, ma contro una Juventus quasi imperforabile difensivamente l’area è stata ancora più svuotata, mancando una vera prima e punta. La Dea ha quindi dovuto sempre consolidare il possesso dal basso, visto che senza un riferimento al centro difficilmente si poteva verticalizzare subito in avanti.

Inoltre, i bianconeri sono stati impeccabili nell’impedire ricezioni tra le linee, con un 451 che mai si è disunito e che ha tolto i rifornimenti soprattutto ad Ilicic. Sostanzialmente, mai l’Atalanta è riuscita a servire i propri giocatori alle spalle del centrocampo rivale.

 

 

 

Anche quando saltuariamente qualche centrocampista si staccava (qua sotto è il caso di Pjanic, che aveva il compito di pressare Cristante), Chiellini si alzava dalla linea difensiva per andare in aggressione su Ilicic, al fine di costringerlo – nel peggiore dei casi – a ricevere spalle alla porta, e ciò ha portato a tanti errori da parte della prima costruzione beragamasca.

 

 

 

Lo sloveno era quindi costretto ad abbassarsi molto per entrare in possesso del pallone, diventando quasi terzo centrocampista a tratti.

La grande compattezza in zona palla ha poi stroncato i classici tentativi atalantini di pungere sulle corsie esterne tramite dialoghi e combinazioni.

 

 

 

 

 

Insomma, la solita attenta prova difensiva della Juventus.

 

 

HIGUAIN ACCENTRATORE 

 

Indipendentemente dall’altezza del baricentro tenuto della Juve, Higuain ha disputato una delle migliori partite da quando veste la casacca bianconera, risultando totalmente accentratore per il gioco offensivo della sua squadra e palesando un’eccellente condizione fisica anche in progressione palla al piede (11 dribbling riusciti). Una prestazione in cui a tratti ha quasi giocato da solo.

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E’ venuto incontro staccandosi dalla marcatura dei difensori avversari, smistando il gioco con grande naturalezza e consentendo alla Juve di sfruttare maggiormente l’ampiezza. In assenza di un vero raccordo centrale alle sue spalle, ormai quando si gioca col 433 ha importanti compiti in zona di rifinitura, senza i suoi movimenti la trequarti sarebbe infatti svuotata.

 

CON BERNARDESCHI, SI SOFFRE A DESTRA

 

Dopo l’ingresso di Bernardeschi, la Juve ha palesato qualche difficoltà maggiore sulla corsia destra in tutte le fasi di gioco. Forse l’unico momento della gara in cui Castagne ha avuto qualche spazio in più.

Il carrarino, oltre ad avere malamente gestito il possesso in zone arretrate, a tratti si è staccato troppo andando a ricoprire posizione errate. In tal modo si è lasciato solo De Sciglio, facendo venire meno i classici puntuali raddoppi della Juve allegriana.

Questa sotto è stata una delle rarissime volte in cui la struttura in non possesso della Juve si è disunita e ha lasciato spazio sulle corsie esterne.

 

 

Insomma, giudica qualche perplessità il fatto che Allegri veda Bernardeschi come cambio difensivo (era avvenuto già contro la Roma), con l’ex Viola che oggi non pare adatto in contesti tattici basati quasi unicamente sulla tenuta della struttura posizionale.

In generale, è dalla catena destra che provengono le note meno positive dell’incontro. De Sciglio è parso molto in difficoltà, mentre non si è riuscito a mantenere Costa nel vivo del gioco con frequenza sufficiente. E’ forse la principale nota su cui migliorare all’interno di un match nel complesso positivo, che potrebbe dare alla Juventus la quarta finale consecutiva.