Higuain…ne è valsa davvero la pena?

di Alexander Supertramp |

Opinioni assai contrastanti ci sono nella tifoseria bianconera quando si parla di Gonzalo Higuain, quando si cerca di dare un giudizio “definitivo”, dopo quasi 5 anni dal suo arrivo, sulla bontà di quell’operazione unica e “deflagrante”.

Intanto dobbiamo dire che analizzare e valutare nel tempo la giustezza di tali grandi operazioni, è cosa assai complessa. Vanno tenuti presenti diversi livelli di valutazione, molti dei quali comunque composti da spazi grigi ed interpretativi. Certo, se analizziamo i freddi numeri, i costi, i ricavi, gli ammortamenti, l’operazione non è sicuramente delle più felici, visto anche l’ingombrante stipendio dell’argentino, che ha portato ad una difficoltosa ricollocazione del giocatore negli ultimi anni.

Ma nel calcio non si possono considerare solo le formulette matematiche. Il calcio mercato in particolare è una specie di giungla in cui in ogni dato momento devi effettuare la tua mossa, quasi come in una partita di scacchi. Oltre a guardare i tuoi benefici concreti devi anche bloccare il tuo avversario, in una complessa e fitta rete strategica.

Per valutare un’operazione di tale portata dobbiamo partire difatti dall’esatto momento storico in cui è stata compiuta. Non bisogna mai perdere di vista la realtà. Non è un gioco virtuale dove cerchi di incastrare ogni ingranaggio al suo posto. Ci sono mille difficoltà, motivazioni e prospettive che il grande pubblico molto spesso tende a sottovalutare.

Estate 2016, la Juventus si ritrova a dover gestire un ingente malloppo di denaro, dovuto alla quasi imminente ed ormai certa partenza di Pogba. I milioni in ballo sono tanti e si deve operare in fretta. La stategia di fondo che sembra aver tracciato la dirigenza bianconera è basata sul cercare di confermare innanzitutto il predominio italiano. Grande forza gestionale, economica e di programmazione in questi anni è stata proprio quella di poter esprimere concretamente, come raggio di fuoco, un grande vantaggio sulle dirette concorrenti nostrane. Il primo ed esiziale scopo dunque, della nostra dirigenza, una volta resasi conto della partenza del francese, è indirizzato sul compiere una mossa che possa “garantire” (tra mille virgolette, dato che nel calcio di scontato non c’è nulla) la riconferma sul suolo nazionale. I tempi di reazione nel calcio mercato devono essere immediati, si deve agire in fretta e valutando moltissimi fattori.

I 100 milioni derivanti dalla partenza di Pogba vengono praticamente ed interamente girati sull’acquisto di Higuain. Il miglior giocatore della tua più diretta rivale. La mossa è intelligente, prudente e sfacciata allo stesso tempo. Si indebolisce l’avversario e si compie un’operazione anche quasi a livello psicologico distruttiva per il “nemico”. Su questo aspetto penso ci siano pochi dubbi. Da quell’operazione il Napoli ha avuto enormi strascichi, in seno all’ambiente, alla squadra ed ovviamente in società, con molti tifosi ad attaccare il loro Presidente. L’entusiasmo al contempo invece registrato a Torino, è stato secondo forse solo al pirotecnico arrivo di CR7 qualche anno dopo. La scelta quindi appare assolutamente saggia e giusta, nel momento in cui è stata compiuta.

Ma il campo cosa ha detto?… Il vero giudice supremo. Higuain nella sua prima stagione a Torino è stato devastante, segnando a raffica in campionato, ed in particolare proprio alla sua ex squadra, un po’ meno in Europa, ma trovando comunque anche li marcature importanti, vedi la doppietta in semifinale di Champions. Con il passare delle stagioni però l’argentino ha fatto registrare sicuramente un calo atletico e di brillantezza. Quel momento bruciante che rappresenta in pochi millesimi di secondo, “vita o morte” per l’efficacia di un bomber. All’argentino in particolare è stata imputata una scarsa professionalità, un mantenimento fisico in diversi momenti non ottimale, con qualche kilo di troppo sul groppone. Ed inoltre una debolezza psicologica in certi frangenti che ne hanno minato il rendimento, soprattutto nei grandi match europei.

Bisogna anche dire però che, se da un lato abbiamo assistito senza dubbio ad un’involuzione delll’attaccante Argentino, da un altro si è verificata una crescita, o meglio, una trasformazione. Come capitato in passato ad altri grandi attaccanti. Higuain ha iniziato a segnare sicuramente di meno, ma ha portato benefici importanti alla squadra sotto altri aspetti. E’ diventato un 9 e mezzo per citare una frase di un altro grande del nostro passato. E’ diventato una specie di trequartista avanzato, eseguendo molto spesso e molto bene una grande funzione di cucitura del gioco e della manovra della squadra. Gonzalo è dotato di una classe e di una visione di gioco davvero rare per essere stato uno dei più grandi 9 dell’era moderna. Un centravanti davvero completo. Negli ultimi anni ha sicuramente perso smalto in area di rigore e nella finalizzazione, ma ha sicuramente portato grande qualità in funzione di manovra e di raccordo. Questo non va dimenticato. Continuando comunque a segnare, ed in particolare gol importanti. Le sue firme almeno in Italia, sono quasi sempre in grandi match o in sfide decisive.

Gonzalo inoltre è amatissimo dal popolo bianconero, un amore come raramente si è visto nella nostra storia. E l’occhio della tifoseria è comunque sempre un buon termometro per determinare l’effettivo apporto di un giocatore.

D’altro canto però abbiamo assistito ad una sicura involuzione di Gonzalo sotto porta e sotto l’effettivo apporto di gol. Benissimo l’azione di cucitura, ma ad un centravanti alla Juventus si chiedono soprattutto i gol. E questi in diversi momenti sono mancati.

Probabilmente la conclusione migliore del rapporto sarebbe dovuta avvenire dopo 2 stagioni. E questo era stato anche nelle idee della Juventus. Nell’Estate del 2018 la Juventus vuole piazzare il suo attaccante. Rientra perfettamente nelle classiche cessioni illustri e remunerative, ma qualcosa non va come previsto. Inizialmente sembra destinato al Chelsea per una cospicua cifra di milioni che avrebbe potuto ammortizzare e sanare il grande esborso iniziale. L’operazione non va in porto e Gonzalo finisce al Milan, con la formula del prestito e con la speranza della nostra dirigenza che i rossoneri prima o dopo ne possano acquisire l’intero cartellino. Ma anche qui qualcosa non va. Gonzalo sembra subire molto a livello mentale l’abbandono della sua Signora, processo che culmina quasi in una crisi isterica proprio nel match contro la sua ex squadra. (Qui torna fuori la sua latente debolezza psicologica di cui abbiamo accennato). La stagione dell’argentino si trasforma in un calvario, finisce al Chelsea temporaneamente, ma anche a Londra, a parte brevi lampi non riesce a tornare se stesso. Si arriva all’ultima Estate, la Juventus non sembra assolutamente puntarci, ma piazzare Gonzalo ora è impresa davvero complicata. Il resto, è storia recente. L’atteggiamento di Higuain è encomiabile, sin da subito mette grande motivazione nel riconquistarsi la Juventus, arrivano gol importanti ma anche i soliti periodi di digiuno. Pur mantenendo una grande qualità nella cucitura del gioco, non sembra più in grado di mantenere quei livelli richiesti in una squadra come diventata ormai la Juventus. Al contrario del suo stipendio che è ancora assai pesante. Magari questa stagione poteva essere qualcos’altro per Gonzalo, se avesse potuto procedere, ma questo non lo sapremo mai.

In definitiva l’acquisto di Higuain può definirsi assolutamente intelligente nel momento in cui è stato compiuto, poi la scommessa ha sicuramente perso di valore, ma sono errori che possiamo definire “fisiologici” nel calcio. Il suo arrivo ci ha permesso di confermare il nostro dominio italiano per diverse stagioni, con i conseguente benefici economici e di prospettiva. Poi la piega si è aggrovigliata, soprattutto guardando i freddi numeri, più che il campo. Ma non dobbiamo mai dimenticare che si opera nella vita reale, non in un videogioco dove la programmazione non è mai intaccata da eventi negativi ed imprevisti. Gonzalo ha dato tanto alla Juventus, ha segnato gol epocali (quello di San Siro è e resterà un macigno indelebile per l’eternità) e ci ha fatto godere come pochi nella nostra storia. Per questo motivo ed in ultimo istanza il suo acquisto dovrà sempre essere visto più nel bene che nel “pesante”. Perché in fondo “…Siamo tutti venuti sin qui, per vedere segnare Higuain.”


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