Un miraggio estivo di nome Higuain

di Alex Campanelli |

higuain

Una volta si diceva “è solo calcio d’estate“. Quando Diego segnava al Milan nel Trofeo Berlusconi, quando De Silvestro andava in tournée con Conte, Krasic faceva la punta, quando il Lucento batteva la Juventus e Favilli faceva doppietta al Bayern. Calcio d’estate, neanche troppo tempo fa, una definizione che però sembra non avere più valore. Non quando Higuain sfrutta una voragine difensiva del Tottenham e sigla il provvisorio pari della Juventus nella prima amichevole estiva: adesso il Pipita è “l’attaccante che mancava alla Juve“, “il centravanti vero che attacca la profondità“, “uno che merita un’altra chance e non va assolutamente ceduto“. In giro ho letto anche follie del tipo “tenere Higuain e vendere Dybala“. Calma e sangue freddo.

A mio avviso, Gonzalo Higuain non dovrà essere un calciatore della Juventus nella stagione 2019/20, o perlomeno non una delle pedine fondamentali della squadra che verrà plasmata da Maurizio Sarri. Dando per un attimo il giusto peso, cioè 0, alla prestazione contro il Tottenham, e accantonando tutte le insopportabili retoriche sulla voglia di riscatto, parliamo di fatti concreti. Nell’ultima stagione in bianconero il Pipita ha segnato 23 gol in 50 presenze, ma da marzo in avanti è andato in gol appena 3 volte, contro Tottenham, Atalanta e Inter, senza colpo ferire nella rimonta sfiorata contro il Real. I numeri di Higuain sono decisamente peggiorati col passaggio al Milan: 6 reti in 15 partite di Serie A, più 2 in Europa League ai lussemburghesi del Dudelange, prima di passare al Chelsea. Anche sotto la guida del suo mentore la parabola discendente dell’argentino non si è arrestata; in Premier League è partito quasi sempre titolare, segnando soltanto 5 gol, mentre in Europa League, competizione diventata l’obiettivo principe dei londinesi, gli è stato sempre preferito Olivier Giroud, non esattamente il Drogba della situazione.

giroud higuain

Anche senza considerare gli aspetti legati alla rifinitura, nell’ultima mezza stagione Giroud ha avuto numeri migliori di quelli di Higuain, persino negli Xg prodotti, giustificando le scelte di Sarri

Il declino di Higuain è andato, logicamente, di pari passo col suo decadimento fisico, che è stato possibile notare anche in bianconero: al di là delle stucchevoli polemiche sul peso, l’ex Napoli e Real ha perso molto in mobilità e resistenza e anche la lucidità di fronte alla porta in questa stagione, la peggiore da quando ha lasciato Madrid per gol segnati, tasso di conversione ed expected goals generati (fonte Understat) è più volte venuta meno. Certo, il Pipita negli ultimi anni si è mosso in contesti a lui decisamente meno favorevoli rispetto al Napoli di Sarri, ma è impossibile non ricordare i suoi periodi di appannamento e le battute a vuoto che ne hanno caratterizzato l’ultima stagione in bianconero, oltre a quella appena trascorsa.

Si è detto, prima e dopo Juve – Tottenham, che la Juventus è mancata in profondità nell’ultima stagione, un fondamentale che i movimenti di Higuain si dice possano garantire; una grande bestemmia per chiunque abbia visto almeno una volta la Juve allo stadio o abbia provato a far attenzione, dalla tv, alle innumerevoli volte in cui Cristiano con movimenti e contromovimenti è andato profondo senza esser servito, denunciando un problema di rifinitura e costruzione (sul quale si sta già lavorando, come evidenziato dal mister stesso) più che di movimenti del reparto avanzato. Una tesi che può reggere solo se come termine di paragone si utilizza l’immobile Mandzukic degli ultimi mesi, non certo se a Gonzalo affianchiamo l’ottimo Dybala centravanti visto in quel mese nel quale la Juve si Allegri si era convinta a giocare a calcio, tra novembre e dicembre, o l’ultimo e dirompente Kean che sarebbe delittuoso relegare, proprio ora, a riserva del Pipita e di chissà quanti altri attaccanti.

Si è detto inoltre, paragonando ancora una volta Higuain all’ultimo Mandzukic, come nel gioco di Sarri sia necessario un attaccante associativo, che sappia dare del tu al pallone e dialogare nello stretto coi compagni; leggendo questo identikit, è davvero Gonzalo il primo attaccante argentino in rosa che vi viene in mente? E ancora, siamo sicuri che, visto il declino fisico, Higuain possa garantire qualità ad alti livelli (ma anche i famigerati scatti in profondità) per 90′ di Serie A o di Champions League, non per 45′ di un’amichevole di metà luglio?

A poter occupare il ruolo di punta centrale, in rosa, vi sono al momento 4 giocatori, senza considerare Cristiano: Higuain (’87), Mandzukic (’86), Dybala (’93) e Kean (2000). Dando per assodato che una società come la Juventus, a meno di offerte monstre, non può che puntare sugli ultimi due, va da sé che andrà sacrificato uno tra Mandzukic il cui stipendio è pari a 4 milioni all’anno e conta un peso residuo a bilancio di 7’800’00 euroe Higuain , stipendio 7,5 milioni all’anno e peso residuo a bilancio che ammonta a 36’520’000 euro. Conti che, per la terza punta in rosa, assumono una certa rilevanza nella scelta.

Troppe incognite, troppe domande, troppi punti interrogativi che non è possibile permettersi, non per un attaccante che pesa così tanto a livello economico e morale (sarebbe possibile per lui accettare il ruolo di riserva?) sulle spalle della Juventus. Ho voluto bene, tanto bene, a Gonzalo Higuain per due anni, non l’ho biasimato per il passaggio al Milan e ho sperato potesse far bene col Chelsea. Spero anche, tantissimo, di sbagliarmi, ma a mio avviso l’avventura del Pipita in bianconero è giunta al capolinea.