Impronte Juve a confronto: Mandzukic batte Higuain

di Valerio Vitali |

Higuain e la Juve sono ormai ad un passo dal salutarsi. Per il ‘Pipita’ che ha spinto molto per rimanere alla Continassa un’anno fa, è tempo di bilanci, così come lo è stato per Mandzukic la stagione scorsa. Nella sua avventura in bianconero il “raccolto” è di 66 gol e 16 assist in 149 gare disputate. Una media reti di 0,44 che è di per sé buona, ma non buonissima. E’ lecito infatti dire che la dirigenza (più che l’ambiente Juve) si aspettasse un rendimento leggermente superiore. Basti pensare che ai tempi di Napoli lo stesso Higuain è riuscito non solo ad ottenere il titolo di capocannoniere della Serie A, ma anche a sfiorare i 100 gol nell’esperienza partenopea in sole tre stagioni (91 per l’esattezza).

La sua media realizzativa in maglia azzurra è stata di 0,62. Ecco, forse era davvero questo cio’ che dai piani alti in Juventus si aspettavano su di lui ed è la motivazione principale che lo ha portato a Torino dopo una spesa tanto esosa quanto poi rivelatasi “sanguinaria” oggi (con una minusvalenza da mettere a bilancio) di ben 90 milioni della famosa clausola rescissoria. Non bisogna pero’ dimenticare il peso specifico dei gol dell’argentino. Oltre a quei due dolori inflitti all’Inter (chi non ricorda il 2-3 della stagione 2017-2018?) o a San Siro sempre contro il Milan, è doveroso porre l’accento anche sulle prime due edizioni di Champions League giocate in bianconero.

Higuain Juve, è stato bello ma sarebbe potuto essere bellissimo

Nell’edizione 2016-2017, la sua prima per intenderci, non è stato molto protagonista, ma ha di certo lasciato un’impronta sostanziale in quel cammino europeo grazie ad una splendida doppietta in semifinale nella gara d’andata, contro il Monaco. Meglio ha fatto nella Champions successiva. Fondamentali le reti contro Sporting Lisbona e Olympiacos nel girone. Così come quelle nel doppio confronto con il Tottenham agli ottavi di finale. La doppietta (che poteva essere tripletta se non fosse stato per quel rigore stampato sulla traversa) e quella zuccata a Wembley condita da un assist meraviglioso per Dybala a completare la rimonta.

In quest’ultima campagna europea invece, il pipita è stato l’ombra di se stesso. Ha cercato costantemente di ritrovarsi e di aiutarsi, ma con scarsi risultati. Le sue 2 reti in 8 gare sono infatti lo specchio della sua stagione. Anche in Serie A infatti ha viaggiato sulla stessa media gol (0,25). A dimostrazione del fatto che un ciclo si fosse chiuso. E fosse doveroso chiuderlo da parte della Juve stessa. Oltre alle reti e agli assist, è calato il ritmo così come l’intensità di gioco del pipita. Non meno ardore, ma una condizione atletica via via scemando, questo sì.

Higuain e Mandzukic a confronto: il croato ha fatto meglio?

Impossibile all’interno di questo discorso non tirare in ballo anche Mario Mandzukic. Il nome del croato non puo’ uscire “per caso” infatti, dato che Higuain è arrivato nell’estate 2016 a Torino proprio per sopperire alla lacuna realizzativa dell’ex Bayern e Atletico. Nella stagione 2015-2016, la prima per lui alla Juve, 36 presenze e 13 gol. Uno ogni tre gare disputate. Anche lì troppo poco per la vena realizzativa di una squadra come la Juventus. Da sempre infatti il club bianconero ha voluto puntare sui numeri 9 decisivi. La storia ne è piena e ne entrano a pieno merito sia Higuain che Mandzukic. Ma con quest’ultimo un pelo sopra.

E’ infatti impossibile esimersi dal ragionamento economico. Un banale rapporto di spesa/resa che ha portato il croato a far propendere l’ago della bilancia nei suoi confronti. Più alta è la spesa (90 per Higuain, 20 per Mandzukic), maggiore è dunque l’aspettativa. Un’aspettativa che si basa sia sulla quantità, ma soprattutto sulla qualità dei gol. Tirando una riga e facendo conclusioni di bilancio infatti, si puo’ tranquillamente dire che i 44 gol di Mario siano stati a loro modo maggiormente determinanti a livello internazionale. Nella rimonta al Bernabeu, (terminata poi come sappiamo) la doppietta è stata la sua. Così come quel meraviglioso gol in rovesciata a Cardiff, tanto bello quanto purtroppo inutile ai fini del risultato.

Nella Champions 2016-2017 il suo apporto è stato prettamente tattico. Un’utilità estrema per poter garantire equilibrio a quella Juventus da ‘all-in’ nata in quel freddo inverno del 2017. Eh già, perché anche la collocazione in campo è stata diversa tra i due. Higuain vero uomo d’area, fulcro offensivo talvolta. Mandzukic esterno anche a tutta fascia, vassallo dell’argentino nei loro primi due anni insieme e di un certo Cristiano Ronaldo poi. Ed è anche qui che tutto il discorso relativo ai gol puo’ essere un metro di giudizio ma fino ad un certo punto.

In questo “duello a distanza” fra i due attaccanti ex Juve, si inserisce anche l’arrivo di CR7. Quell’estate infatti Paratici e Marotta decidono di disfarsi di Higuain, non di Mandzukic, pur avendo l’argentino giocato insieme a Cristiano ai tempi di Madrid. Questione stipendio? Non solo. Più che altro tattica. Allegri sapeva bene che l’utilizzo polivalente del croato sarebbe stato determinante per gli inserimenti al tiro di uno come Ronaldo. L’impronta lasciata dall’ariete ex Atletico è stata di spessore.

Nella Serie A 2018-2019 infatti i gol contro Lazio, Roma, Inter e Milan sono valsi di per sé mezzo scudetto. Insomma, questi 44 gol vanno anche pesati e circoscritti in una dimensione, questa sì, più da Juve. Ciò non toglie l’importanza di un attaccante come Higuain. Quest’ultimo è stato in grado di garantire anche una media di 50 presenze l’anno e una buona (seppur a tratti) condizione atletica a livelli massimali. E’ solo il frutto di un ragionamento di ciò che è stato bello, ma che sarebbe potuto essere bellissimo.


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