Higuain e Sarri – Marriage story

di Valeria Arena |

«Le uniche coppie che vedo durare sono quelle dove uno dei due, non importa chi, riesce a fare un passo indietro. E invece sta un passo avanti». È una delle frasi che quel gran saggio di Giallini dice alla moglie, la Smutniak, in “Perfetti sconosciuti“, ed è quello a cui Gonzalo Higuain ci ha abituato in questi ultimi anni. È solo grazie a lui infatti che il suo idillio con la Juve e Maurizio Sarri è più vivo che mai.

A scanso di equivoci e indignazioni varie, è bene specificare che il passo indietro di cui parla Giallini non è lo stesso passo indietro citato da Amadeus. Il passo indietro di Giallini è avere la capacità di disinnescare i conflitti, non trasformare ogni discussione in una lotta di supremazia, di empatizzare e riuscire, o almeno tentare, di comprendere le ragioni dell’altro.

Il passo indietro è ricominciare da capo nonostante un record di 36 gol stagionali alle spalle che potrebbe farti campare di rendita e rimetterti in gioco con l’obiettivo di farli nuovamente innamorare di te, anche se sei cambiato e sei un po’ più vecchio.

Chiedetelo a Higuain come fa un testardo a spostarsi dai riflettori e a disinnescare i conflitti. Probabilmente, oltre alla cocciutaggine, è necessaria una buona dose di pazienza e un tocco di mitomania, pensare che basta volere qualcosa, desiderarla tanto intensamente, perseverare e accettare gli incidenti di percorso, per raggiungerla e conservarla gelosamente nel palmo di una mano. E forse c’è bisogno di un altro ostinato e cocciuto come te che scruta altro laddove tutti vedono una causa persa. 

Due testardi che decidono di stare insieme sono potenzialmente una bomba atomica, ma quando condividono gli stessi intenti e si concedono delle piccole tregue, hanno qualche possibilità di sopravvivere in mezzo all’inferno: 

 «Ho imparato tantissimo da ogni allenatore che ho avuto, ma non c’è dubbio che Sarri è quello che ha ottenuto il meglio da me. Lui non si arrende mai. Sarri è testardo, e con me questa cosa aiuta. Anche io sono testardo. Non c’è niente di male ad essere testardi, se non sei testardo abbastanza non avrai mai successo e scomparirai in mezzo agli altri. Con il mister ho un ottimo rapporto ma, essendo testardi entrambi, qualche volta andiamo in conflitto. Ma è un conflitto buono». 

Nadia Terranova, un’altra grande saggia a cui dobbiamo tutti dare retta, in Addio Fantasmi scrive che chi ti vuole bene sa tutto di te, sa tutto di quello che stai passando senza bisogno di chiedere – ché spesso chiedere è invadente e indelicato – e sa cosa fare. Sarri è corso a urlare agli altri quanto fosse forte Higuain e ha aspettato che Higuain capisse quel parlare agli altri per parlare a lui era una grande dichiarazione d’amore. Come fanno gli scrittori e gli sceneggiatori da sempre: 

«Sarri mi ha definito “un animale da gol”. Il problema è che lo diceva agli altri, ma non a me. A me non l’ha mai detto. Sarri mi ha visto, mi è stato vicino, ha assistito alla mia miglior stagione. So che lo pensava ma non mi ha mai detto quelle cose»

La verità è che stiamo qui a tentare di capire come fanno due a funzionare così bene insieme quando invece, delle volte, non c’è proprio niente da capire, basta sedersi ad ascoltare. Basta smettersi di farsi domande. Funziona, tutti qui, ogni pezzo si incastra perfettamente, come nei puzzle. E non solo funziona straordinariamente bene per motivi che neanche sappiamo spiegare con lucidità, ma quei due ce la mettono pure tutta per farlo funzionare nonostante qualche scricchiolio.

Un giorno succede che per puro caso due si incontrano, si fiutano, si scelgono e tirano fuori l’uno dall’altro il meglio di ognuno di loro. Il perché sarà sicuramente dentro una canzonetta, dentro un romanzo, dentro un film. 


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