Higuain e il commercio della speranza

di Giacomo Scutiero |

higuain

Stava passeggiando come gli altri, non pensava di guidare e tanto meno di essere seguito; non diceva agli altri cosa fare, non riceveva dagli altri l’istruzione. D’un tratto poi la comunicazione magnetica, la visione, l’orizzonte e tutti gli altri attratti.
Il primo tiro in porta della Juve al 64° è di Gonzalo ed è gol. Il secondo tiro in porta della Juve al 67° è quasi suo, senza togliere alcunché al freddissimo e dolce 1-2 di Dybala.

Higuain configura la vittoria nello stesso momento in cui firma il pari: da urlante e fiero raccattapalle carica compagni e tifosi dal fondo alla metà campo. È la genesi di quella particolare leadership che aiuta a scoprire cosa fare, direzione e guida al tempo stesso.
Per dirla alla Napoleone, è stato “commerciante di speranza”. Non ha spiegato alcunché, ha dimostrato ed ispirato facendo leva sulle emozioni; ha visto per primo quel che era invisibile e palesato l’assenza di paura e di sorte sfavorevole.

La Juve va in svantaggio perché il coreano sbaglia e segna col piede di appoggio, Son cose che succedono. Per tacere (ma non troppo) del rigore più solare non assegnato in questa edizione di Champions e di quello fallito (mea culpa) all’andata.
Poi l’indole, l’abnegazione, la disponibilità risvegliate da quel Vialli con qualche capello in più che abbranca il pallone col braccio sinistro ed aizza con quello destro.

Higuain è straordinario, ogni tanto si accontenta e non va bene
M.Allegri

 

Quella volta il mister parve esagerare, eppure abbiamo realizzato che aveva ragione come al solito. E lui, Gonzalo, per nulla timido e con la memoria lunga (De Laurentiis, vero?), chissà se dopo ieri ne dirà quattro al compagno Khedira che lo ha piazzato dietro Kane tra i migliori nove d’Europa…
Dare retta al campo, sempre. Ad Allegri che lo allena e ad Adani che lo studia: “Bisogna mettere una telecamera sulla sua testa per mostrare a tutti come si muove da attaccante e come, muovendo sempre gli occhi, ha sempre il controllo a 360° di ciò che avviene in campo”.

Off topic, ma mica tanto, due righe e un abbraccio a chi è in scadenza di contratto e ha fatto “spiegoni” sull’argomento professionalità: grazie Asamoah, grazie Lichtsteiner, docenti di orientamento del match.

Ed al mister, che supera sempre il girone di qualificazione e che, al quarto anno di Juve in Champions, conta un ottavo, due finali e un quarto. Per ora.
Come era negli obiettivi suoi e del presidente, piazzarsi sempre nelle prime otto d’Europa.

 

Perché noi siamo questi, siamo la Juve, siamo tosti”.