ANALISI TATTICA/ Ciak, si gira: i lenti miglioramenti di Hernanes

di Juventibus |

Era sicuramente l’uomo più atteso. Il brasiliano, il giocatore acquistato, apparentemente, per coprire il ruolo di trequartista nel 4-3-1-2 progettato inizialmente da Allegri, si è ritrovato a giocare come vertice sì, ma rovesciato, del centrocampo a 3 nel 3-5-2 con cui il tecnico livornese ha sapientemente ricostruito la Juventus nella seconda parte del girone d’andata, fattore che ha contribuito non poco alla rimonta dei bianconeri in classifica. Contro la Sampdoria, Hernanes è stato quidi riproposto nel ruolo di playmaker davanti alla difesa, con Khedira e Pogba ai suoi fianchi e Dybala davanti a quella specie di rombo di centrocampo che doveva sorreggere Morata.

I numeri. Prima di analizzare nel concreto la prestazione del brasiliano, un pò di numeri: Hernanes  ha giocato 56 palloni, con una percentuale dell’84% (47/56) di passaggi realizzati. La maggior parte di questi passaggi, 33, sono stati giocati nella fascia centrale del campo. Quest’ultimo dato, unito all’osservazione della partita, ci indica come la Juventus abbia giocato con il baricentro alto, nella metà campo doriana. Il fatto però che Hernanes abbia giocato soltanto 6 palloni nella tre quarti difensiva, unito al dato precedente, ci dimostra come il brasiliano non abbia partecipato molto alla fase di costruzione della manovra. Questo dato è confermato dal fatto che Hernanes ha ricevuto il suo maggior numero di palloni da Chiellini (7), ma ben 6 da Khedira e Morata e 5 da Evra e Dybala, lo stesso numero di quelli ricevuti da Bonucci e uno in più dei palloni ottenuti da Rugani.

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Fin dall’inizio della partita, Hernanes tende ad essere schermato da Cassano. Il Brasiliano non farà molti movimenti per eludere la copertura del barese.

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Hernanes non partecipa molto alla fase di impostazione, lasciata ai difensori centrali: scelta tattica di Allegri o difficoltà del brasiliano nei movimenti di smarcamento?

E, in effetti, Hernanes non è quasi mai stato la prima opzione di passaggio da parte dei difensori centrali della Juventus in fase di costruzione. Questo è dovuto anche al fatto che l’ex laziale ha mostrato problemi nella fase di smarcamento, di fatto non facendosi vedere bene dai compagni, non occupando appropriatamente le linee di passaggio e finendo, spesso, per essere messo in ombra (cioè coperto) da Cassano, che pure non è noto per essere in grado di effettuare efficacemente e con continuità un lavoro difensivo di copertura del metodista. Anche se meno efficiente sul piano quantitativo (10 su 17 passaggi riusciti), Hernanes è risultato qualitativamente più utile nella tre quarti avversaria, dove si è reso pericoloso tirando in porta e contribuendo con un pallone verticale all’azione del gol di Khedira (nell’hockey sarebbe stato un assist, in quanto si contano come tali tutti i passaggi effettuati prima di un gol e non soltanto l’ultimo…).

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Con Cassano più alto, Hernanes riceve più facilmente. Si alza Fernando ma deve fare più strada per coprire lo juventino.

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 L’efficacia nell’altra metà campo. Da Hernanes parte l’azione che si chiude con l’assist di Dybala per Khedira.

Fase difensiva. In fase difensiva, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Hernanes ha invece disputato una buona partita. La sua qualità non è certo il contrasto ( 1/2 tackle vinti), mentre invece ha dimostrato una buona capacità generale di lettura della situazione in fase difensiva, postando ben 4 anticipi. Ed in effetti, il suo posizionamento in fase di non possesso è stato utile per coprire la retroguardia bianconera.

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In fase difensiva, Hernanes copre abbastanza bene la propria zona, facendo densità davanti alla difesa e scivolando, quando necessario, sul lato palla.

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Hernanes offre un buon contributo nella fase di recupero palla.

Conclusione. Alla fine, per l’ex interista Sampdoria – Juventus è stato una partita di luci e ombre. Hernanes non è Pirlo. Questa non è una semplice constatazione relativa alla classe dei due giocatori, ma un’affermazione che concerne le caratteristiche tecniche e tattiche dei due. Se il brasiliano ha deluso come trequartista, anche da metodista deve crescere. Questo perché il ruolo probabilmente a lui più congeniale è quello di interno di centrocampo in un centrocampo a 2 o a 3. Probabilmente, un giocatore come Khedira sarebbe più adatto in quella posizione. Il problema, per Khedira come per Marchisio, è che mettere uno di questi due giocatori davanti alla difesa (cosa che l’azzurro fa egregiamente) rischia di togliere alla squadra delle importanti opzioni in zona gol, dato che sia Khedira che Marchisio sono eccellenti nel proporsi nell’area avversaria. Cosa fare dunque? E’ chiaro che le alternative a disposizione di Allegri sono rappresentate da Marchisio, con il rischio di perderlo in zona gol e da Hernanes, che però non è ancora padrone del ruolo.

di Michele Tossani @arrigosacchi442