Hernanes e Lemina, la finale ai raggi X

di Claudio Pellecchia |

Partita complessa, su entrambi i lati del campo, per Hernanes e Lemina, in difficoltà contro il miglior Milan della stagione sia quando si è trattato di costruire che quando si sono trovati costretti a fronteggiare le contro-transizioni rossonere sui non pochi errori con la palla in uscita dalla difesa. E, comunque, con una giocata decisiva a testa: il recupero a centro area, poco dopo l’ora di gioco, che ha impedito ai centrocampisti a rimorchio di battere facilmente verso Neto su cross basso di Kucka, per Hernanes; lo strappo decisivo a metà campo, riuscendo ad avere la meglio ancora su un Kucka fisicamente ottimo fino a quel momento, che ha avviato l’azione del gol di Morata per il franco-gabonese.

Dal punto di vista statistico, quest’ultimo è risultato anche il primo recuperatore di palloni (ben 9), con un intercetto, un tiro respinto e due falli commessi in 120 minuti di gioco. Score simile anche per il numero 11 che, come già evidenziato qui, sopperisce con il senso della posizione alla scarsa attitudine alla lotta: anche per lui due intercetti, un tiro respinto e due falli nel corso dei suoi 108 e rotti minuti di impiego.

Di contro, il borsino nella metà campo offensiva è lo specchio delle difficoltà dell’ultima Juve stagionale: un tiro a testa (entrambi fuori dallo specchio della porta), un totale di tre dribbling tentati (tutti da Lemina), 8 palloni persi a causa di un cattivo controllo (2 Hernanes, ben 6 Mario che si è fatto rubare palla per tre volte dal diretto avversario), nessun fallo subito dalla trequarti d’attacco in avanti, così come zero è anche il computo dei key passes. Una costruzione scolastica, quindi, come dimostrano le percentuali di completamento dei passaggi: l’82.6% su 46 tentativi Hernanes, il 91.7 su 36 per Lemina. Che si è dimostrato molto più preciso del compagno quando si è trattato di ricorrere al lancio lungo: 2/2 sui long balls contro l’1/4 del brasiliano.