Occasione Henderson: è il regista che serve ad Allegri?

di Alex Campanelli |

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Rapporti tesi tra il Liverpool e capitan Jordan Henderson, in scadenza nel 2023 ma fino a qualche giorno fa praticamente certo del rinnovo del contratto; secondo diversi media britannici, le parti non sono mai state così lontane dal trovare un accordo, e i Reds potrebbero addirittura cedere il centrocampista in questa finestra di mercato. Davanti all’improvvisa disponibilità di un calciatore di questo calibro, è lecito porsi l’ovvia domanda: e se fosse Henderson il centrocampista ideale per la Juve di Allegri?

Intendiamoci, il regista britannico non va ritenuto un’alternativa a Locatelli, sul quale la Juventus continua a puntare forte: Henderson è un calciatore diverso dal fresco campione d’Europa del Sassuolo, e la sua figura andrebbe a completare un reparto che necessita come l’aria di un leader tecnico ed emotivo, di quel direttore d’orchestra che Pjanic non ha saputo del tutto essere, e che manca dai tempi di Andrea Pirlo.

La voragine nella mediana della Juve non riguarda infatti il tanto agognato giocatore che porti “i gol del centrocampo” (luogo comune che abbiamo contribuito a smontare a suo tempo), lacuna che peraltro il solo Locatelli non può colmare, bensì è relativa al concetto di leadership e di padronanza del gioco, dato che al centrocampo bianconero manca quel giocatore in grado di dettare i ritmi, organizzare i tempi del pressing, che sia capace di giocare a diverse velocità e al quale i compagni di squadra possono sempre appoggiarsi nel momento del bisogno.

Il giocatore in questione non può essere Bentancur, come si è visto nella scorsa stagione, non potrà esserlo dall’inizio nemmeno Arthur, che starà fuori per 3 mesi ed è in ogni caso più abituato a giocare da mezzala, e non è detto che possa esserlo Locatelli, che ha fatto vedere le cose migliori schierato a 2 nel 4-2-3-1 di De Zerbi (spesso insieme a un incontrista puro) o da mezzala nel 4-3-3 di Mancini.

Con Henderson la Juventus si assicurerebbe un giocatore che ha saputo affrontare pressioni immense nell’arco della sua carriera, uscendone sempre migliore: è stato denigrato agli inizi in quanto ritenuto indegno di professarsi erede di Steven Gerrard (cosa che peraltro il ragazzo non ha mai fatto), è stato visto come l’anello debole del Liverpool quasi campione di Rodgers, nonostante fosse l’uomo più impiegato dal tecnico, ne è stata invocata a più riprese la cessione anche nell’era Klopp, e solo la conquista della Champions League da capitano e protagonista ha messo a tacere anche i suoi più stoici detrattori. Affidare le chiavi della squadra a un giocatore dalla personalità simile è sempre una scommessa azzeccata.

Anno dopo anno Henderson è cresciuto in leadership e carattere, di pari passo con il suo bagaglio tecnico, ora più che mai ampio e completo: un articolo pubblicato su Planet Football riporta statistiche eloquenti relative all’impatto del giocatore sul Liverpool, dalla differente % di vittorie con e senza di lui alle occasioni create, passando per tackle, passaggi nell’ultimo terzo di campo e possessi vinti, fondamentali molto diversi tra loro ma che lo vedono sempre tra i primatisti della squadra.

Anche il modulo non sarebbe un problema per lo skipper del Liverpool: Henderson ha fatto le fortune del Liverpool da vertice basso del 4-3-3, ma è capace di giostrare ottimamente anche nella mediana a 2 del 4-2-3-1, ruolo occupato sia con Rodgers che più di recente con Klopp, nel quale è capace di alternare interdizione e regia con eguale efficacia. Massimiliano Allegri non ha ancora deciso che modulo adotterà la sua nuova Juventus, e fornirgli un giocatore che si trovi a proprio agio in diversi sistemi di gioco sarebbe senz’altro una buona mossa.

31 anni compiuti a giugno, Henderson non ha mai avuto particolari problemi fisici che ne minassero la continuità in campo, ad eccezione della recente operazione all’inguine che l’ha tenuto fuori nella seconda parte della stagione 2020/21, recuperato appena in tempo per Euro 2020. Il cartellino di per sé non rappresenta un ostacolo proibitivo (Transfermarkt lo valuta 20 milioni, ma vista la situazione eccezionale il Liverpool potrebbe liberarlo a meno), diverso è il discorso relativo allo stipendio: attualmente il centrocampista percepisce circa 7,28 milioni di sterline, ovvero quasi 8,5 milioni di euro, una cifra proibitiva per la Juventus attuale, che nel caso di una trattativa concreta proporrebbe senz’altro al giocatore un abbassamento dell’ingaggio, magari controbilanciato dai premi.

C’è poi il pregiudizio, quasi tutto italiano, relativo agli inglesi lontani dalla madrepatria, storicamente fallimentari nel nostro campionato; si diceva anche degli spagnoli, prima che i vari Morata, Albiol, Borja Valero e Callejon, uniti ai successi della nazionale, distruggessero questo luogo comune. Che sia arrivato il momento di fare altrettanto anche con gli abitanti della terra d’Albione?