Hellas Verona, un cagnaccio per Sarri (analisi tattica)

di Juventibus |

di Roberto Nizzotti


Sabato la Juve dovrà affrontare una delle trasferte più difficili di questo girone di ritorno dovendo andare a Verona e giocare contro l’Hellas, una delle squadre più in forma di questo ultimo periodo (7 gare senza sconfitte con 3 vittorie e 4 pareggi, gli ultimi 2 in trasferta vs Milan e Lazio ).

Il Verona nelle ultime 4 trasferte ha fermato LazioMilan (giocando in 10) e Bologna e vinto agevolmente in casa della Spal. L’ultimo KO esterno (3-2) è arrivato solo al 93° con l’Atalanta, prima ancora l’Hellas aveva fatto tremare l’Inter (2-1 con Barella a 5′ dal termine) e vinto a Parma.

Nelle ultime gare casalinghe invece, Juric e i suoi hanno battuto Lecce, Genoa, Fiorentina e Brescia, scivolando solo contro una Roma in piena forma.

Nelle ultime 7 gare l’Hellas è la squadra col dato di xPoints (punti attesi) più elevato.

 

L’Hellas di Juric è squadra dal grande ritmo (3^ in A per km percorsi ) che porta un pressing organizzato e attuato con grande attenzione, in grado di mettere in difficoltà praticamente ogni squadra.

Corre, il Verona di Juric corre parecchio…

Gli scaligeri giocano un bel calcio organizzato che si basa su un’ottima fase difensiva che li rende la 4^ miglior difesa del torneo con soli 23 gol subiti in 22 gare e 8 clean sheet, 1 in più della Juve.

Chi avrebbe mai detto che Kumbulla, Rhamani e Gunter avessero più clean sheet della Juve?

La difesa del Verona è da Champions

Il Verona ha bloccato la Lazio a Roma sullo 0-0. Gli uomini di Inzaghi da mesi erano un rullo compressore all’Olimpico ed in queste immagini si nota e l’attenzione difensiva e pressione organizzata:

Marcatura stretta, linee chiuse, pressione asfissiante, come ti fermo Luis Alberto e co.

Cosa deve fare la Juventus di Sarri, che continua a mostrare difficoltà contro difese attente e in trasferte insidiose, riuscire a tornare a Torino con i 3 punti?

Bisognerà muoversi senza palla più rapidamente di quanto visto a Napoli, ma anche muovere la palla  molto più velocemente di quanto fatto in Juve-Fiorentina. La Juve dovrà palleggiare in maniera fluida, sia in fase di prima costruzione, riducendo al minimo gli errori per superare il pressing del Verona, sia nella metà campo rivale, cercando di muovere le linee gialloblu per creare spazi da attaccare.

In tal senso sembra funzionale la conferma del centrocampo formato da Pjanic, Rabiot e Bentancur che consente più soluzioni in fase di prima costruzione e palleggio, senza rinunciare alla fisicità che sarà fondamentale per contrastare quella solitamente messa in campo dall’Hellas.

La Juve ha difficoltà con chi fa densità centrale, è il Verona è maestra nel farlo.

Se la Juve affronterà l’Hellas con la lentezza nel giro-palla e le idee poco chiare viste a tratti tra Napoli e Fiorentina, sarà complicatissimo trovare pertugi per riuscire a creare pericoli alla porta avversaria, rischiando di forzare giocate che potrebbero portare ad una riconquista palla degli uomini di Juric e conseguenti rapide transizioni positive, giocata che l’Hellas svolge con grande precisione e qualità.

Contrasti, intercetti e falli. Il Verona è tra le squadre più rocciose in Europa.

Se la difesa, la pressione e l’organizzazione dell’Hellas sono temibili, sembra meno pericolosa la fase offensiva, solo apparentemente. Juric non ha disposizione nomi altisonanti ma solo nelle ultime gare ecco i veronesi andati in gol: Faraoni, Pazzini, Pessina, Dawidowicz, Borini, Verre, Zaccagni, Stepinski, Di Carmine. Una gran varietà di marcatori rispetto alla Juventus che nelle ultime gare ha segnato solo con le 3 punte e i 3 centrali di difesa (Demiral, Bonucci e de Ligt) oltre a Bentancur.

Una trasferta decisamente complicata per Sarri, molto più di quanto si pensi, con una Juve che ha iniziato il 2020 con sole 2 trasferte (Napoli e Roma) e 5 gare (vinte) allo Stadium e a Verona dovrà cambiare marcia.

di Roberto Nizzotti