Chris Hayden (Vicepres. FC Dallas Youth): “Vi racconto la storia di McKennie, un giovane dalla personalità unica”

di Corrado Parlati |

«Il Texas è uno stato d’animo. Il Texas è un’ossessione. Ma soprattutto, il Texas è una nazione in ogni senso della parola.», racconta John Steinback nel suo “Viaggio con Charley”.

Ed è in Texas che è nato e cresciuto Weston McKennie, primo calciatore americano a vestire la maglia della Juventus.

Per parlare del suo trascorso tra le fila dell’academy dell’FC Dallas, Chris Hayden, vicepresidente dell’FC Dallas Youth, ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Juventibus.

Che tipo di giocatore era Weston McKennie? Ha sempre giocato come centrocampista o ha iniziato in un’altra posizione?

Chris HaydenWeston di solito ha giocato come numero 8 o 10 nella nostra academy dall’età di 11 o 12 anni. Man mano che è cresciuto, ha giocato più come numero 8.

McKennie aveva un’ottima tecnica e una forte personalità in campo. Era molto sicuro di sé, voleva la palla e ha sempre cercato di avere un impatto positivo sulla partita.

È sempre stato un tipo competitivo, voleva vincere e in genere giocava con i giocatori più grandi, quindi di solito aveva bisogno di trovare modi diversi per trarre un vantaggio competitivo.

Ci sono ricordi speciali dei suoi primi giorni all’FC Dallas che vuoi raccontare ai nostri lettori?

Quando Weston si è trasferito all’FC Dallas da un altro club giovanile locale, all’età di 11 o 12 anni, è arrivato il primo giorno con un altro giovane giocatore, suo amico.

Era nuovo nel nostro club e non conosceva nessuno dei suoi nuovi compagni di squadra.

All’inizio dell’allenamento, i membri dello staff tecnico hanno chiesto ai giocatori di trovare un compagno con cui svolgere un esercizio di riscaldamento. Essendo un giovane, ci saremmo aspettati che facesse il riscaldamento con il suo amico.

Tuttavia, ha immediatamente cercato un compagno più grande, si è presentato e ha chiesto al giocatore più grande se volesse passare la palla. È stato davvero unico per un calciatore molto giovane e ci ha dimostrato che Weston aveva una personalità unica.

Ricordi il momento in cui McKennie si è trasferito allo Schalke 04? C’erano altre squadre interessate a lui? Quali erano i principali punti di forza e abilità di Weston all’epoca?

Ovviamente avevamo un forte interesse per Weston e stavamo facendo un’offerta per lui nell’ambito della MLS.

Weston aveva legami molto forti con la Germania, ha trascorso molto tempo lì da ragazzo e sentiva che quella con lo Schalke 04 sarebbe stata un’opportunità importante per lui.

Credo che all’epoca ci fossero molti altri club tedeschi interessati a lui. Era in ottima forma nel periodo in cui è partito per l’Europa, subito dopo un torneo della nazionale U18 in cui Weston aveva giocato molto bene come capitano della squadra statunitense. Per quanto ricordo, Weston aveva molte offerte per rimanere o lasciare Dallas durante questo periodo.

Come l’FC Dallas è diventata una delle migliori accademia degli Stati Uniti? Quali sono i punti chiave della FC Dallas Academy per lo sviluppo dei giocatori?

Una parola: fiducia.

Crediamo nelle opportunità per i giovani calciatori. I nostri proprietari, i membri della famiglia Hunt, credono nello sviluppo dei giovani.

Il nostro staff tecnico della prima squadra ha allenato tutti per un periodo nella nostra accademia, lo staff della nostra seconda squadra ha molta esperienza nel calcio giovanile.

Il nostro direttore tecnico, Andre Zanotta, ha lavorato in Brasile per molti anni e ha molta esperienza nello sviluppo e nei percorsi giovanili.

È più facile far formare i calciatori per la prima squadra se tutti gli stakeholder (ciascuno dei soggetti direttamente o indirettamente coinvolti in un progetto, ndr) credono nei giovani talenti. Producendo giocatori e riscuotendo successo, i nostri giovani giocatori credono anche nell’opportunità di guadagnare un contratto.

Il nostro successo nello sviluppo dei giovani talenti, e il fatto che alcuni di questi stiano avendo successo in MLS e a livello internazionale, e in alcuni dei principali club al mondo, come Juventus e Bayern Monaco, rende semplice continuare a credere nei nostri giovani, fintanto che continuiamo a dare loro opportunità. L’academy è la linfa vitale del nostro club. Nel DNA del nostro club c’è innegabilmente che la prima squadra sarà piena di giocatori nostrani, ora e in futuro.

A Chris Hayden e Marleine Calderon va un sentito ringraziamento da parte della redazione di Juventibus.

Intervista di Corrado Parlati

Per chi avesse voglia di approfondire l’argomento, ecco uno speciale realizzato dal canale ufficiale della MLS sui Texas Phenoms e sul metodo di crescita dei giovani firmato FC Dallas: