Le verità juventine su Erling Haaland

di Toccoditacco |

Erling Haaland,  il nuovo fenomeno del calcio mondiale, poteva davvero essere un giocatore della Juventus? Quanto siamo stati vicini a prenderlo? E’ stato davvero lui a preferire l’avventura in Bundesliga per continuare il suo percorso di crescita? (oddio sembro Conte, scusate).

Ad ogni gol del ragazzaccio norvegese (magari, questo ne fa due alla volta), oltre ad aumentare esponenzialmente il valore, aumentano i rimpianti di tutti i tifosi bianconeri che lo avrebbero voluto vedere indossare la casacca juventina. Ma la vita di Haaland non sarebbe stata tutta rose e fiori a Torino, sappiatelo.

Ambientamento, obiettivi, stile di vita che avrebbero cambiato totalmente la carriera del baby fenomeno.

Intanto Haaland alla Juventus sarebbe entrato in squadra in maniera graduale. Rispettando le gerarchie. I senatori. Probabilmente gli avrebbero trovato un ruolo da titolare nella squadra Under 23, in coppia con Marchi e Zanimacchia, per farsi le ossa sui campi di Arezzo o Monza. Poi magari, dopo aver fatto 4 gol a partita, ci saremmo chiesti se valeva la pena metterlo in competizione con la mobilità di Higuain.

Ma Haaland avrebbe creato anche problemi di collocazione tattica. Dybala sarebbe dovuto arretrare ulteriormente, mentre Higuain sarebbe diventato a tutti gli effetti una riserva. Per Douglas Costa non sarebbe cambiato nulla, giocando 15 minuti al mese. Bernardeschi invece avrebbe trovato ancora meno spazio e dopo aver fatto l’esterno alto, il trequartista, la mezzala Sarri si sarebbe dovuto scervellare per trovargli un nuovo ruolo in campo. Anche perchè restano solo più il portiere, il terzino e l’omino delle sostituzioni, quello che porta i foglietti dei cambi al quarto uomo.Ma per quello pare non abbia ancora i tempi giusti.

Grande problema anche l’inserimento nel gioco e nei movimenti negli schemi Sarriani: troppo veloce il ragazzino per non creare problemi alla manovra bianconera. Con i ritmi di gioco attuale un giocatore così mobile in campo avrebbe creato non pochi problemi ai vari Pjanic, Matuidi e compagnia. Rischio di labirintite e vertigini altissimo.

Ma Haaland anche fisicamente non era ancora pronto per il campionato italiano. Necessitava prima di ore e ore di palestra per irrobustire le gambette graciline. Ai primi chili presi poi avremmo gustato le pagine dei giornali e post deliranti sui social sulla cura Agricola. Grande rimpianto anche questo.

Insomma,il gioco non valeva la candela.

Ma tanto, a noi di Haaland oggi cosa importa? Ce lo andiamo a prendere a 33 anni a parametro zero.


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