Il fantasma di Erling Braut Haaland

di Alex Campanelli |

Haaland esultanza

Il bomber più forte del mondo in questo momento è Haaland“. Non il miglior giovane, non il giocatore più promettente; no, il migliore tra tutti i centravanti, adesso. Parole e musica di Christian Vieri, colui che è stato eretto a idolo del “bomberismo” e di altre pseudoideologie che hanno come divisore comune l'”ignoranza” utilizzata con un’accezione più che ampia, ma che quando apre bocca su questioni relative al campo non si dimostra esattamente l’ultimo arrivato. Si può essere d’accordo o meno con il suo assunto, ma partendo da esso è facile porsi una domanda: Erling Braut Haaland è davvero una grandissima occasione persa? O c’è altro dietro alla “scelta” della Juventus di non provare ad assicurarselo?

Partiamo da ciò che sappiamo: come ottimamente spiegato da Sandro Scarpa a pochi giorni dal trasferimento del norvegese in direzione Dortmund, la scelta di Mino Raiola è stata probabilmente la migliore in assoluto per il suo assistito e non esclude assolutamente un ulteriore spostamento del giocatore a stretto giro di posta. A 20 anni da compiere, Haaland è uno dei più fulgidi talenti del panorama mondiale ma la Juve, forte dei buoni rapporti con Raiola, ha scelto di aspettare, avallando il percorso di crescita scelto per il ragazzo dal suo procuratore. Tutto chiaro e condivisibile, ma che non scioglie il nostro interrogativo e non può toglierci dalla testa che questo Haaland avrebbe fatto comodo alla Juventus fin da subito.

Il reparto avanzato della Juve ha in questo momento una grande lacuna: un centravanti affidabile, uno di quelli che sappia fare i gol facili, che faccia i movimenti giusti da punta in modo da impegnare le difese e liberare spazio per Cristiano, un giocatore che rappresenti una minaccia fisica reale quando si decide di andare al traversone. Si può obiettare osservando che Sarri spesso ha giocato senza 9 puro in avanti, ma evidentemente in questa situazione ne ha bisogno, altrimenti non si spiegherebbero i tentativi per arrivare a Milik, riserva nel suo Napoli ma calciatore che per diverse ragioni sarebbe molto utile alla Juve.

A inizio campionato sembrava che il centravanti della Juve potesse essere Higuain, ma la vena realizzativa del Pipita si è pian piano spenta, di pari passo con il suo decadimento fisico, un calo che non lo toglie completamente dai giochi (stanti i dubbi che ne ammantano la figura in questi giorni) ma che di sicuro rende impossibile pensare a un suo impiego da titolare con continuità.

Anche Dybala ha sin qui rinviato la sua mutazione in stile Mertens: il lavoro dell’argentino in ogni zona del campo è troppo importante per la Juve, e nel contempo l’ex Palermo si è rivelato sin qui inadatto a fare da sherpa a Cristiano per massimizzarne il rendimento, pur parlando i due la stessa lingua calcistica. Non un esperimento fallito, sia chiaro, piuttosto un grande cartello con scritto work in progress, il quale lascia speranze per il futuro ma che ad oggi mette in difficoltà Sarri e tutta la squadra.

Haaland sarebbe stato l’uomo giusto al posto giusto e a prezzo di saldo: con meno di 40 milioni di euro la Juventus si sarebbe assicurata un attaccante che in questa stagione ha già segnato 40 (QUARANTA) gol, più di Cristiano e Dybala messi insieme, o se preferite 14 gol più dell’intero reparto offensivo della Juve tolto il lusitano. Sono numeri che vanno pesati ovviamente, dando il giusto valore  alla competitività del campionato austriaco e considerando il contesto favorevole costruitogli attorno da Salisburgo e Dortmund, ma anche con tutte le attenuanti del caso è difficile girare la testa e snobbarli.

Se dovessimo pubblicare un libretto illustrativo del mestiere di centravanti, questo video di Haaland ci fornirebbe praticamente ogni tipo di casistica.

L’approdo di Haaland avrebbe portato alla Juve, oltre ai gol, una serie di benefici che al momento nessun calciatore in rosa può garantire:
– una presenza dalla fisicità importante in area di rigore;
– la freschezza di un attaccante che si muove incessantemente dal 1′ al 90′ e copre porzioni enormi di campo;
– la rapidità di pensiero e di esecuzione inculcategli a Salisburgo e prontamente trapiantate a Dortmund.

Se fossimo in Canto di Natale e dovessimo rappresentare Haaland come uno degli spettri incontrati da Scrooge, il norvegese sarebbe quasi certamente il fantasma del Natale presente e non, come si poteva immaginare, quello del futuro. Perché non sappiamo cosa diventerà il giovane Erling, se sarà Owen o se sarà Batistuta, ma sappiamo benissimo cos’è adesso e cosa siamo noi.

Due gli alibi principali della Juventus: l’impossibilità di farlo giocare tanto e immediatamente, magari creando malumori ai campioni già presenti in avanti e considerando i tempi di apprendimento del calcio di Sarri, condizione che potrebbe aver fatto tentennare anche lo stesso Raiola, e l’imprevedibile impatto che può avere, anche per un Robocop come Haaland, l’enorme salto che va dal Red Bull Salisburgo a uno dei più grandi club del mondo.

Avrà nuovamente avuto ragione la Juventus o stavolta i dirigenti bianconeri si sono davvero lasciati scappare un’occasione irripetibile? Non servirà molto tempo per scoprirlo.