Lancieri, speroni, materassai: guida agli ottavi di Champions League

di Alex Campanelli |

sorteggio ottavi di finale

Con un po’ di brivido, perché le cose facili in Europa non ci piacciono e non ci sono mai piaciute, siamo ancora qui a parlare delle possibili avversarie agli ottavi di finale di Champions League. Rispetto allo scorso anno la Juve giunge a Nyon forte del primo posto nel Gruppo H, con qualche avversario scomodo di troppo che avremmo potuto evitare se le nostre amate connazionali non avessero recitato fino in fondo la parte di loro stesse, scivolando verso una competizione a loro più consona.

Ecco dunque le 6 possibili avversarie della Juventus:

Gruppo A – Atletico Madrid

Iniziamo col botto, con la mina vagante che nessuno vorrebbe incontrare: chi scrive ha sempre e comunque posto la squadra di Simeone in cima alla lista dei clienti indesiderati, una di quelle squadre brutte e spigolose contro le quali è complicato imbastire un gioco, uno di quegli ostacoli sempre impervi a prescindere dal momento nel quale si cerca di superarli. Quella 2018/19 però è probabilmente la versione meno convincente dell’Atletico allenata dal Cholo; risolto più o meno agevolmente il problema relativo all’eredità di capitan Gabi, con quel Rodri che appartiene alla medesima genia, i colchoneros si sono incartati su altri aspetti che inizialmente preoccupavano molto meno. La condizione e il rendimento precari di Diego Costa, una difesa a più riprese orfana di Godìn e con ricambi non sempre affidabili (addirittura con Saul impiegato a sinistra), un gioco coi falsi esterni Koke e Lemar che non ha ancora convinto appieno e costringe spesso Griezmann, di nuovo orfano di un partner credibile, a cantare e portare la croce. Ciò detto, resta l’impronosticabilità dei biancorossi nelle sfide da dentro o fuori, una fase di non possesso tra le migliori della competizione e tre degli interpreti migliori al mondo nei ruoli chiave, il portiere Oblak e i già citati Godìn e Griezmann.
Il Liverpool ai punti parte probabilmente sopra, ma per caratteristiche l’Atletico è la peggior squadra che la Juventus possa estrarre.

Come si è qualificato:

Monaco – Atletico 1-2 (Diego Costa, Gimenez)
Atletico – Bruges 3-1 (Griezmann x2, Koke)
Dortmund – Atletico 4-0
Atletico – Dortmund 2-0 (Saul, Griezmann)
Atletico – Monaco 2-0 (Koke, Griezmann)
Bruges – Atletico 0-0

Gol fatti: 9
Gol subiti: 6
Capocannoniere: Griezmann (4)
Uomini chiave: Oblak, Godìn, Koke, Griezmann

 

Gruppo B – Tottenham

Il suicidio dell’Inter in salsa olandese spiana la strada a un possibile revival degli ottavi dello scorso anno, quelli in cui il Tottenham ci ha presi a pallonate per gran parte della doppia sfida venendo poi eliminato dai colpi dei nostri campioni. Molto è cambiato da febbraio, la Juventus ha compiuto diversi step per quanto riguarda la qualità del gioco, mentre i londinesi pur mantenendo la loro (pregevole) identità hanno perso convinzione, incappando in qualche KO di troppo sia in campionato che in coppa. Gli uomini di Pochettino restano comunque in corsa per la Premier e, aggrappati a Lucas (imprendibile a inizio stagione, poi pian piano normalizzatosi), hanno staccato il biglietto per gli ottavi. Rispetto allo scorso anno, gli Spurs hanno cambiato pelle più volte, soprattutto a centrocampo, dove si sono visti lo schieramento a rombo, a tre col tridente davanti e a due nel più classico 4-2-3-1. In difesa Alderweireld si è progressivamente riaffermato di fianco a Vertonghen, mentre a destra né Aurier né tantomeno Walker-Peters hanno saputo surrogare le ripetute assenze di Trippier, fondamentale in entrambe le fasi. In mezzo Alli sembra avvicinarsi sempre più a quella maturità che lo porterebbe nell’olimpo dei migliori, mentre davanti manca una vera e propria seconda bocca di fuoco che possa aiutare Kane, stante l’incostanza dei vari Son, Lucas e Lamela.
Considerando anche il rendimento stagionale, il Tottenham non sembra più un’avversaria in grado di impensierire la Juve, non quella vista nelle migliori notti europee, ma il loro stile di gioco e i molti nomi di qualità li piazzano al terzo posto per pericolosità, dietro ad Atletico e Liverpool.

Come si è qualificato:

Inter – Tottenham 2-1 (Eriksen)
Tottenham – Barcellona 2-4 (Kane, Lamela)
Psv – Tottenham 2-2 (Lucas, Kane)
Tottenham – Psv 2-1 (Kane x2)
Tottenham – Inter 1-0 (Eriksen)
Barcellona – Tottenham 1-1 (Lucas)

Gol fatti: 9
Gol subiti: 10
Capocannoniere: Kane (4)
Uomini chiave: Trippier, Eriksen, Alli, Kane

 

Gruppo C – Liverpool

Qualcuno di voi avrebbe scambiato l’ennesima uscita del Napoli ai gironi con l’eliminazione della minaccia Liverpool? Probabilmente no, e in quanto tifosi siete (anzi, siamo) pienamente giustificati, ma l’addio di Carletto all’Europa che conta porta con sé la possibilità che la Juve affronti già agli ottavi i vicecampioni d’Europa. I Reds visti sin qui sono molto simili a quelli della scorsa stagione e, pur non apparendo altrettanto brillanti e implacabili, hanno raggiunto l’obiettivo europeo minimo e addirittura migliorato il proprio rendimento in patria, vista la testa della Premier League conquistata alcuni giorni or sono. Certamente è presto per parlare di “crisi di rigetto per i nuovi“, ma è un dato di fatto che né Keita né Fabinho, costosissimi nuovi arrivi, siano riusciti a impensierire il trio titolare di centrocampo, così come Shaqiri (ma era lecito attenderselo), forse per la difficoltà nell’assimilare correttamente il machiavellico gioco di Klopp fatto di contropressing e situazioni codificate per scatenare il potere del tridente Salah-Firmino-Mané, ai quali si è saltuariamente aggiunto il redivivo Sturridge. La squadra con la più elevata potenza d’urto di tutta la Champions continua inoltre a mostrare il fianco in difesa: Alisson è stato preso per arrivare su quei palloni che il solissimo Van Dijk, unico difensore di Premier League a poter banchettare alla stessa tavola dei nostri, non può proprio raggiungere, per il resto la retroguardia è la stessa dello scorso anno e nemmeno l’accentramento di Gomez sembra averne risolto i problemi.
Per potenziale offensivo è la squadra più pericolosa del lotto, ma l’abilità della Juventus nel far rimbalzare questo tipo di compagini ci spingono a posizionarla un gradino sotto l’Atletico.

Come si è qualificato:

Liverpool – Psg 3-2 (Sturridge, Milner, Firmino)
Napoli – Liverpool 1-0
Liverpool – Stella Rossa 4-0 (Firmino, Salah x2, Mané)
Stella Rossa – Liverpool 2-0
Psg – Liverpool 2-1 (Milner)
Liverpool – Napoli 1-0 (Salah)

Gol fatti: 9
Gol subiti: 7
Capocannoniere: Salah (3)
Uomini chiave: Van Dijk, Milner, Salah, Firmino

 

Gruppo D – Schalke 04

Inserito nel girone più morbido della Champions con Porto, Lokomotiv e Galatasaray, non era comunque assolutamente scontato che la squadra guidata da Tedesco riuscisse a qualificarsi per gli ottavi, stanti la giovane età e soprattutto la mancanza d’esperienza internazionale di molti degli interpreti. Il tecnico italo-teutonico è però riuscito a mischiare le carte in modo convincente, coinvolgendo gran parte della rosa per necessità, visti gli infortuni a ripetizione, ma anche per proporre soluzioni sempre nuove e di difficile lettura. Così abbiamo visto Caligiuri trasformato in uno dei migliori esterni difensivi della competizioni, il centravanti Uth giostrare da rifinitore-incursore, la riabilitazione di talenti caduti in disgrazia come Embolo e Konoplyanka e soprattutto l’esplosione di Bentaleb, capace di ricoprire con efficacia e qualità tutti i ruoli della mediana. Il campionato la ricetta Tedesco non ha sempre reso come in Europa, coi biancoblu che navigano di poco sopra la zona rossa, ma in coppa lo Schalke ha perso solamente al Dragao contro il Porto, imbrigliando col suo 3-1-4-2 sia il Galatasaray che la Lokomotiv, incapaci di segnare un gol a una delle retroguardie meno battute della competizione, anche grazie ai miracoli di capitan Fahrmann, stabilmente tra i migliori portieri della Bundes.
Al netto dei pregi dei tedeschi, è ovvio come essi siano di fatto la vera cenerentola degli ottavi, con un attacco, privo di un vero cannoniere, che fa fatica a trovare la rete e una qualità media nel complesso inferiore a praticamente tutte le altre 15 squadre qualificatesi, Ajax compreso. Potendo scegliere, li pescheremmo a occhi chiusi.

Come si è qualificato:

Schalke – Porto 1-1 (Embolo)
Lokomotiv – Schalke 0-1 (McKennie)
Galatasaray – Schalke 0-0
Schalke – Galatasaray 2-0 (Burgstaller, Uth)
Porto – Schalke 3-1 (Bentaleb)
Schalke – Lokomotiv 1-0 (Schopf)

Gol fatti: 6
Gol subiti: 4
Capocannoniere: 6 giocatori a una rete
Uomini chiave: Fahrmann, Naldo, Bentaleb, Uth

 

Gruppo E – Ajax

Ci eravamo abituati a vedere i lancieri protagonisti in Europa League, quasi rassegnatisi a lasciare ad altri la Champions, invece zitto zitto l’Ajax di ten Hag ha conquistato gli ottavi da imbattuto, rispedendo a casa Aek e Benfica e rispondendo colpo su colpo al Bayern Monaco, che per qualche minuto ha visto allontanarsi la vetta del raggruppamento poi riagguantata da Lewandowski e Coman. Fucina di talenti più o meno incompresi negli anni recenti, l’ultima nidiata del vivaio ajacide sembra promettere davvero bene, con il già famosissimo de Ligt, difensore più desiderato d’Europa, e l’intelligenza superiore di Frenkie De Jong, affrancatosi dai tanti omonimi e già nel mirino del gotha europeo. Ai giovani di valore assoluto, in attesa di capire quanto valgono veramente i vari Ziyech e Neres, l’Ajax ha tentato negli ultimi anni l’operazione nostalgia con Blind, sin qui disimpegnatosi egregiamente in 2-3 ruoli diversi, e con Huntelaar, tornato bomber in patria ma non in Champions. Al suo posto, capocannoniere della squadra, in Europa ha giostrato da falso 9 l’ex Southampton Dusan Tadic, le cui qualità erano sotto gli occhi di tutti gli appassionati di Premier ma evidentemente non degli addetti ai lavori, che l’hanno lasciato accasarsi in Olanda per neanche 12 milioni di euro, col serbo che ha ringraziato ed è in breve divenuto il faro della manovra offensiva dell’Ajax, sapientemente costruitagli attorno da ten Hag.
Detto dei picchi d’eccellenza, l’Ajax resta una delle formazioni più vulnerabili tra le 16 qualificate, con più qualità dello Schalke 04 (e in alcuni reparti forse anche del Lione) ma con interpreti non al livello di quelli delle migliori compagini. Un sorteggio che non disdegneremmo affatto.

Come si è qualificato:

Ajax – AEK 3-0 (Tagliafico x2, van de Beek)
Bayern – Ajax 1-1 (Mazraoui)
Ajax – Benfica 1-0 (Mazraoui)
Benfica – Ajax 1-1 (Tadic)
AEK – Ajax 0-2 (Tadic x2)
Ajax – Bayern 3-3 (Tadic x2, Tagliafico)

Gol fatti: 11
Gol subiti: 5
Capocannoniere: Tadic (5)
Uomini chiave: de Ligt, Tagliafico, de Jong, Tadic

 

Gruppo F – Lione

Chiudiamo con un’altra imbattuta inattesa, che dopo aver espugnato nientemeno che l’Etihad di Manchester ha vissuto di rendita collezionando solamente pareggi, facendo rimbalzare clienti scomodi come Shakhtar e Hoffenheim e togliendosi lo sfizio di chiudere il raggruppamento senza aver mai perso col City di Guardiola. Ampi meriti vanno a Bruno Genesio, sulla panchina dell’OL dal 2015, che ogni anno riesce a rimodellare una squadra spolpata dal calciomercato rendendola competitiva quanto e più degli anni precedenti. Persi perni importanti come Diakhaby e soprattutto Mariano, il tecnico transalpino ha imposto in difesa il semisconosciuto Denayer e completato la mutazione di Depay da ala a centravanti di manovra, supportato dall’inseparabile Fekir, un duo che ha già fatto impazzire più di qualche appassionato di Fifa Ultimate Team. A protezione dell’estremo difensore lusitano Lopes, una certezza, troviamo il 21enne Ndombélé, epigono di Kanté già sul taccuino di molti club europei, un recupera palloni di qualità che permette al più estroso Aouar (ne avevamo parlato prima di tutti, ricordate?) di spingersi in avanti con più serenità.
La pericolosità della coppia di attaccanti, senza considerate l’ala Cornet, consiglia di tenere la guardia alta, ma è chiaro come il Lione di Genesio non sia un avversario granché ostico per la Juve, più o meno sullo stesso livello dell’Ajax, forse di qualche incollatura superiore per esperienza europea.

Come si è qualificato:

City – Lione 1-2 (Cornet, Fekir)
Lione – Shakhtar 2-2 (Dembélé, Dubois)
Hoffenheim – Lione 3-3 (Traoré, Ndombélé, Depay)
Lione – Hoffenheim 2-2 (Fekir, Ndombélé)
Lione – City 2-2 (Cornet x2)
Shakhtar – Lione 1-1 (Fekir)

Gol fatti: 12
Gol subiti: 11
Capocannonieri: Fekir, Cornet (3)
Uomini chiave: Lopes, Ndombélé, Fekir, Depay