Guida a questi 6 giorni che non passeranno mai

di Massimo Zampini |

E ora?

Cosa si fa in questi 5-6 giorni in attesa del ritorno?

 

Oggi ripensiamo a ieri, certo.

 

A prima della partita, intanto, a quella strana sensazione di sentirsi favoriti in semifinale, che da un certo punto di vista ci inorgoglisce ma dall’altro “boh, non so, la conosco quella coppa maledetta…”.

Maledetta: è sempre la parola più ricorrente, quando si parla di Champions. E non mi piace, sono sincero. Heysel a parte, che è maledetto davvero, parlare di coppa maledetta mi sa di lagna, autocommiserazione, ineluttabilità della sconfitta. Non sono robe da noi. Però – maledetta, maledetta – lo ripetiamo, un po’ perché ormai ci siamo abituati e un po’ per esorcizzare la maledizione, che ovviamente non esiste ma noi un po’ ci crediamo davvero.

Calma: Falcao è tornato Falcao, Mbappé sembra Henry, e poi Lemar, Mendy, Bakayoko, Fabinho e compagnia. O magari la risolve Glik, e allora vedi che la maledizione esiste davvero?

 

A dire il vero c’è pure chi si sente in finale, anche prima di giocare, chi parla di Cardiff da due mesi, chi forse non ne ha vissute abbastanza, o magari ne ha vissute troppe e sente che stavolta no, non andrà così, stavolta cambia tutto. Ho l’impressione che siano gli stessi che prima della finale del 2015 pensavano che il calcio fosse romantico, che dalla B di Berlino si dovesse necessariamente chiudere un cerchio con la Champions di Berlino. Mentre al calcio, di queste cose, non frega proprio niente.

Cercano voli: “prendo il volo per Londra! Ma è più vicina Bristol? Birmingham quanto dista? Scusami ma non ho in mente la geografia del Galles: la Scozia è troppo lontana? E attraversare la Manica con la mia Panda del ’95 che si è fatta tutte queste finali, da Roma fino a Berlino? No, deciso: aspetto i charter per Cardiff!”; disquisiscono di hotel: “a Cardiff è tutto pieno da mesi, ho trovato un ostello a 60 km da lì; e che fai, dopo la partita ti fai 60 km di auto per cercare quell’ostello? Dovevi fare come me, che ho prenotato un hotel a Cardiff già da luglio scorso, appena preso Higuain”. Non hanno paura di nulla, figuriamoci del Monaco di Raggi e Glik.

 

Bello, ripensare al pre partita.

 

Meglio ancora pensare alla partita, in cui partiamo fortissimo, poi basta una volée di Mbappé per fare affiorare i fantasmi e vivere con ansia quei 5 minuti tutti loro, con qualche apprensione e Buffon attento. Facciamo due gol incredibili, che non saprei neanche raccontare – come la racconteresti una rete partita che parte con un lancio e prosegue con un colpo di tacco al volo, uno doppio scambio tra attaccante ed esterno, tacco di quest’ultimo, rete del primo, corsa sotto la curva e nostre urla che non finiscono più? -, la voglia di non subire neanche un gol, l’esultanza sulla parata di Buffon al 90’, come fosse un gol decisivo in finale.

 

La giornata di oggi passerà così: rivivendo la serata e riascoltando mille volte Pardo, Zambruno, gol effetto stadio, telecronaca svizzera, cinese, araba, russa, dite quello che volete ma voglio sentirvi in tutte le lingue, mentre rivedo i gol mille volte.
Oggi passerà, perché ieri è ancora troppo vicino.

 

E da domani? Da domani che si fa? Come passano questi giorni infiniti in cui sei favoritissimo per andare in finale ma ti imponi di ricordarti che la coppa è maledetta, che Mbappé pare Henry davvero e lo ha dimostrato pure ieri, che Falcao è tornato Falcao, che ora hanno ancora meno da perdere e basta un gol per riaprire tutto?

Così si chiude quella pagina sui voli da Roma al Regno Unito che avevi aperto così, quasi senza volerlo, senza rendertene conto, vedendo che andare a Cardiff costa mille euro, a Bristol poco meno, mentre stavi per controllare se in quell’ostello prenotato da quel tipo a 60 km dallo stadio ci fosse ancora posto.

 

Arriva il derby, per fortuna, e per un paio di giorni penseremo a quello, ci toccherà la retorica del cuore Toro, Pulici, Graziani, il Gallo loro erede, ci concentreremo su una partita da vincere, uno scudetto da sigillare, ma pregando che si conservino energie per martedì, perché in effetti al ritorno manca poco, anche se questi giorni parranno interminabili.

Domenica diamo uno sguardo a Milan-Roma, perché chissà com’è andato il derby e comunque speriamo di chiuderla presto, che abbiamo energie limitate e d’ora in poi vorrei poterle dedicare solo ad altro.
A quel punto sarà lunedì, mancherà ancora una vita ma sarà comunque la vigilia, le conferenze stampa: il Monaco dirà di crederci, in Champions non si sa mai, basta un gol per riaprire tutto… Allegri inviterà a stare attenti perché in Champions non si sa mai, basta un gol per riaprire tutto…

 

Sarà martedì. Farò un tweet sull’attesa della sfida – ho già una mezza idea – e aspetterò con ansia che finisca.

Per capire se quel “maledetta” ha un senso davvero, e non bisogna mai sentirsi troppo sicuri in questa maledetta competizione, pur avendo vinto all’andata fuori casa.

O se in fondo è solo un’espressione che non conta, la cose saranno andate come devono andare, e potrò finalmente riaprire quella pagina di internet che oggi ho chiuso frettolosamente.

Senza neanche controllare se quell’ostello a 60 km da Cardiff è davvero sold out o è rimasto ancora un posticino per un tifoso un po’ più prudente.