Cari gufi ed avvoltoi, non siamo stanchi di vincere

di Riceviamo e Pubblichiamo |

A vincere sempre si perde il piacere. Ma siamo sicuri?
Eccole, puntuali come ogni anno: le polemiche degli juventini, tra gli juventini e per gli juventini.

Abbiamo lasciato solo le briciole agli altri negli ultimi anni ma non importa: c’è sempre qualcosa che non va: Conte e il suo modo antico di giocare, Allegri invece non ce l’ha proprio un modo. Sarri è la rivoluzione incompiuta. Pirlo la grande speranza ma senza esperienza.

Speranza di cosa? Di giocare bene? Di dominare le partite? O semplicemente vincere tutto in Italia o vincere quella coppa?

Come se non è stata una goduria arrivare ogni anno in testa alla fine del campionato e aggiungere quel +1 all’elenco degli scudetti. Da nove anni. Quella bella sensazione di rivincita, di essere in qualche modo ripagati dopo le ingiustizie subite. Vere o presunte. Senza mai lamentarsi degli arbitri, del VAR, dei falli di mano o dei fuorigioco millimetrici ma trovare i motivi delle mancate vittorie sono ed esclusivamente nelle prestazioni non all’altezza.

Questa volta, in un anno strano e tra alti e bassi, si è aspettato di arrivare alla settima giornata di campionato per dare fiato alle critiche, bocciare la squadra e cancellare la “Joya” di essere juventini.

Eccoli tutti i gufi e gli avvoltoi che non aspettano altro che destabilizzare l’ambiente. Tutti a pensare che a Torino (e in tutta Italia) si è stanchi di vincere ed è meglio che lo scettro passi ad altri, più motivati, con più fame di vittorie.
Ma oggi mi fermo a riflettere sulle ultime partite e sugli ultimi secondi del match contro la Lazio. È solo una questione di centimetri; è la fortuna o il caso che disegnano l’attuale classifica. E come sempre accade nel nostro meraviglioso sport la palla può girare e far riprendere la giusta strada alla vecchia signora.

E a chi pensa che è l’ora di abdicare dico solo di guidare le critiche in un solo verso: noi tifosi non siamo stanchi di vincere. E a guardarli in faccia dopo la partita di ieri, non sono stanchi di vincere neanche i calciatori bianconeri.

di Franco Taormina