“La Juve su Guardiola per il primato mondiale tra i club”

di Luca Momblano |

“Abbi fede”, ma di frequente la fede nelle notizie non basta. E quindi la regola è – se puoi e se vuoi parlarne – che non bisogna fermarsi alle prime parole: “Pep Guardiola da diverse settimane non è più un sogno, ed è la prima scelta nonché la mossa concreta del presidente Agnelli per rilanciare ancora, per puntare definitivamente al primo posto al mondo tra i club”. Qui spunta la seconda regola di questo mestiere: saper ascoltare e dover pesare i termini e le allusioni. E poi elaborare. E comunque agire, anche quando il 90% di queste piste, per svariati motivi, terminano in un vicolo cieco e buio. Chiaro che la qualità della fonte faccia la differenza nel decidere se e quanto tempo spendere. In questo caso, ve lo garantisco, tempo ne andava senza dubbio speso. E fin qui sono arrivato, cioè fino a oggi, possibile giorno del mediaticamente agognato incontro (l’unico?) tra il presidente Andrea Agnelli e Massimiliano Allegri. Questo è ciò che suggeriscono importanti fonti invece esterne alla Juventus che aspettano il meeting (diciamo da parte del numero tre di una gloriosa rivale), mentre la melina in società fa filtrare che di rinnovo del rapporto se ne parlerà subito dopo il derby della Mole.

Il timing giornalistico è fondamentale, soprattutto in una situazione apparentemente caotica e/o apparentemente tranquilla come quella del post Juve-Ajax nonché del primo anno dopo Cristiano Ronaldo. Diventa necessario di conseguenza un riassunto della situazione per quanto risulta e per quanto potuto verificare nei giorni; per semplicità si userà l’indicativo presente anche dove ci andrebbe il condizionale:

Con Guardiola non è più né questione di volontà delle parti né economica. Il che significa: che Juve e Guardiola si sono ritrovati in sintonia e che l’unico ostacolo non è in termini di fattibilità bensì in termini di opportunità del soggetto coinvolto. Cioè nelle mani totalmente del tecnico catalano, che deve vedersela con i suoi profondi legami all’interno del Manchester City. Ovvero, come recitano figure con le quali ha collaborato a lungo al Barcellona, “il rapporto tra Pep e Txiki Begiristain, è lì la chiave, è lui l’unica figura che può provare eventualmente a fargli cambiare idea, perché la Juve è forte su Guardiola”.

– Nel frattempo Antonio Conte, dopo aver parlato con lo stato maggiore juventino a seguito della partita del Wanda, è stato bloccato, come poi riferito da più parti. Bloccato (e stimato, “lo riprenderemmo” ammetteva un importante dirigente bianconero) a questo punto propedeuticamente a una serie di eventi: il verificarsi o meno in tempi logici del piano A (Guardiola) e il dipanarsi del piano senza lettera (Allegri), il quale si tiene in pista e che è stato tenuto in pista da Agnelli in persona nonostante l’occasione della bruciante eliminazione Champions potesse sembrare ghiotta per prenderne nel caso le distanze. Conte che pare possa incontrare la Roma una seconda volta guarda caso subito dopo il derby di venerdì, come se rappresentasse un reale spartiacque; Conte che a ieri non ha ricevuto la fatal chiamata della propria amata; Conte che lo stesso Allegri riteneva fosse il proprio maggior rivale (non senza un certo fastidio).

– Allegri sostiene in privato di voler dettare le condizioni tecniche e economiche per la permanenza, presupposto e atteggiamento deboli – o per lo meno poco credibili – se l’intenzione è davvero quella di proseguire a Torino. In ogni caso è da escludersi che la Juve e l’attuale tecnico proseguano senza aggiornamento contrattuale. La decisione circa l’allenatore 2019/20 è comunque delegata totalmente al presidente Agnelli, che conosce alla perfezione il pensiero critico dei suoi collaboratori e che ha lavorato anche personalmente sulle strade parallele citate. Prima tra tutte Pep Guardiola, appunto, nel momento stesso in cui l’inverno di Fabio Paratici ha aperto la breccia (e c’è chi specifica che il lavoro quotidiano sull’attuale manager del City sia poi passato, nei rapporti, nelle mani di Pavel Nedved).

Il resto è rappresentato da ciò che offrirà il futuro. Ovvero ciò che offriranno le manovre presidenziali. Con braccio destro e sinistro che si sono fatti molto ma molto sornioni dal giorno dello strepitoso ottavo scudetto consecutivo fino a queste ore. Perché Agnelli conosce già le risposte alle vostre domande. Ed è tutto ancora più emozionante: ringraziarlo è il minimo.