Le cose che non sapete su Pep Guardiola

di Silvia Sanmory |

“Le idee appartengono al mondo. Io ho rubato quello che potevo. E tutti possono rubare da me”.

(Pep Guardiola)

Ammetto di essere tra coloro che hanno una particolare venerazione per l’attuale tecnico del Manchester City, uomo d’equilibrio e d’armonia, anche nello stile votato alla giusta misura, persino nella barba che è incolta solo all’apparenza.

Pep è indiscutibilmente uno degli allenatori più vincenti che ci siano; portabandiera dell’assunto che “i calciatori non vanno cambiati  ma piuttosto bisogna sapergli schiacciare il bottone giusto” e con questa convinzione ha enfatizzato le qualità di campioni come Iniesta e Leo Messi.

Definito un rivoluzionario, in realtà Pep non ha inventato nulla: se si cercano informazioni sul centravanti di movimento la storia calcistica riporta all’Ungheria degli anni ’50; il possesso palla ossessivo con passaggi fitti a terra è tipico dell’Olanda anni ’70. Eppure Pep introducendo il falso nueve e il tiki taka, sconosciuti nel Barcellona prima del suo avvento, li ha imposti come una filosofia nuova e vincente.

Dei tecnicismi di Pep molto è stato detto e molto è stato scritto. Io  sono andata a caccia di notizie “alternative”.

Pep e il Barcellona: un inizio alla Sliding Doors

Si narra che l’avventura con i blaugrana iniziata come giocatore e proseguita per cinque stagioni come allenatore abbia avuto un esordio particolare, che avrebbe potuto minare la carriera calcistica di Guardiola; scovato dagli osservatori del Barcellona ad appena undici anni, Pep stava iniziando gli allenamenti alla Masia quando il papà decide di riportarlo a casa perché troppo provato dai ritmi intensi del club; miracolosamente il Barça farà successivamente una seconda proposta e da li in poi sappiamo tutti come è andata.

Positivo al doping per errore

Alla sua prima avventura calcistica in Italia, con la maglia del Brescia, dopo solo due partite Pep risulta positivo ad un controllo antidoping; nel suo sangue viene trovato il nandrolone, un derivato del testosterone; squalifica di quattro mesi, condanna a sette mesi di carcere (evitati). Un paio di anni dopo Pep viene prosciolto da ogni accusa perché in quel periodo si scopre che il nandrolone è prodotto naturalmente dall’organismo.

Pep e il blog fashionista

Sposato con Cristina Serra, stilista, esperta di moda e curatrice del look del marito, Pep è stato protagonista di un blog ispirato al suo abbigliamento a bordo campo, “Dress yourself like Pep Guardiola”.

Uomo d’arte e di viscere

Pep parla correttamente cinque lingue, è un’appassionato di arte (nell’anno sabbatico trascorso a New York è stato presenza fissa nelle gallerie e nei musei) e di letteratura, amico di poeti e scrittori, portabandiera dell’indipendenza catalana e dell’élite culturale che la sostiene ma al contempo innamorato del suo primo maestro dei tempi del Brescia, il sanguigno Carletto Mazzone, per lui intoccabile.

Rituali scaramantici

Durante la storica cavalcata del Manchester City delle diciotto vittorie consecutive in Premier League, record per Guardiola, Pep ha indossato sempre le scarpette di Johan Cruijff, suo mentore ai tempi del Barcellona.

Il “suo” stadio

A lui è stato intitolato lo stadio di Santpedor, sua città natale, dove si allena la squadra locale. Nel 2009 è stato insignito del titolo di “Figlio Prediletto di Santpedor”.

Pilota… distratto

Il tabloid “The Sun” ha di recente elencato i danni oltremanica di Pep al volante. Tra questi spiccano una Bentley Continental Supersport (valore 200.000 euro) e un Mini Cooper entrambe distrutte e un Range Rover a benzina rifornito con il diesel…

Dicono di lui

Pro: “Ho imparato molto da Pep. E’ un genio. Non solo ti porta ad un livello superiore in campo ma anche mentalmente. Quando sono arrivato al Monaco mi ha suggerito azioni che non sapevo possibili“. (Douglas Costa)

Contro: “Chi mi compra, compra una Ferrari. E chi compra una Ferrari mette benzina super e va a tutta velocità. Lui invece ha messo il diesel. Avrebbe dovuto comprare una Fiat, semplicemente è un senza palle“. (Ibrahimovic)