Grazie G1G1, ci hai tenuti per mano

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Dario Pellegrini

Ho già celebrato l’uomo Gigi Buffon ogni giorno della mia vita: da tifoso, da appassionato e da italiano. Non credo servano molte parole per descrivere cosa abbia rappresentato per l’intero movimento.
Di parole però ne servirebbero molte per raccontare la storia di questo immenso campione con la Juventus perché, dentro la sua ventennale esperienza, si sono intersecate miriadi di storie e situazioni, sempre superate, con la sensibilità e l’umanità di chi non ha mai avuto paura a mostrare i propri sentimenti.
La storia di Gigi Buffon con la Juve è un qualcosa di bellissimo proprio perché è trasportabile alla vita di tutti i giorni: quanti di noi abbiamo avuto momenti di crisi con la nostra dolce metà? Quanti si sono allontanati per poi riavvicinarsi? Quanti, infine, hanno chiuso con un rimpianto?
A questo proposito posso dire che è stato bello vedere questo ragazzone rincorrere, per un ventennio, la Champions League, l’unico trofeo che non è mai riuscito a centrare. D’altronde, chi ha più o meno la mia età, potrà comprenderlo in pieno: è stato un percorso comune, lungo il quale, Gigi ci ha presi per mano e l’ha stretta sempre più forte.
Facile farlo nelle vittorie, più difficile nelle sconfitte: eppure Buffon nelle sofferenze si è avvicinato ancor di più ai suoi tifosi. Durante le più tremende debacle, durante gli anni dei settimi posti, durante le sconfitte in finale di Champions, ogni supporter bianconero ha sempre potuto rispecchiarsi in quei profondissimi occhi color azzurro cielo. Quegli occhi ci dicono molto anche oggi che la Juventus è a un passo dall’Europa League: raccontano di un uomo di 40 anni che proprio non ci sta a questo scempio.
Raccontano di un uomo che sognava, per la sua ultima stagione con i colori di una vita intera, un epilogo diverso ed, effettivamente, se lo sarebbe pure meritato.
Caro Gigi, mi rivolgo infine a te con l’illusione tu possa leggere queste parole: ti saresti meritato un finale diverso, ti saresti meritato almeno una Champions in bacheca. È brutto lasciarsi durante la più brutta stagione della Juventus nel corso degli ultimi 10 anni ma, assodato che la nostra relazione è quanto di più umano il calcio possa offrire, trovo sia giusto così: quest’annata ci ha ricordato che tutti siano umani. Non so quale sarà il tuo futuro ma di certo rimane il diritto, ormai acquisito, di prendere le scelte che reputi più giuste per il tuo futuro.
Ora che sono arrivato alla fin della tenzone mi rendo veramente conto quanto il nostro sia un legame che avremo sempre difficoltà a sciogliere: è stato bello soffrire e lottare insieme. Grazie.

JUVENTIBUS LIVE