Grazie Cristiano, ma ora voglio una Juve senza di te

di Riceviamo e Pubblichiamo |

10 Luglio 2018 una data che nessuno juventino potra’ mai scordare.

Il calciatore più’ forte del mondo, un alieno, sbarca alla Juve per renderla ancora più’ gloriosa e per provare a portare a casa quella coppa che e’ ormai una maledizione. CR7 è un marchio, non solo un giocatore, per quanto straordinario, e quindi porta con se’, oltre a 40 gol stagionali ed una spinta eccezionale al brand Juventus, anche oneri non indifferenti.

Oltre ad uno stipendio mostruoso (circa il triplo di qualsiasi altro giocatore della rosa), un ego talmente smisurato da influire profondamente sulle decisioni tecniche ed indirettamente economiche della squadra. Decide lui se e quando giocare, in che posizione (influendo sulla disposizione tattica della squadra), chi tira le punizioni ed i rigori ed è capace di oscurare, con la sua possente ombra, talenti cristallini in squadra; è la sua grandezza, immensa.

Sostenerlo economicamente non era facile ma fattibile grazie proprio alla sua spinta mediatica. Poi è arrivata, per dirla alla Agnella, la “tempesta perfetta” del Covid a sparigliare le carte, a rendere il miracolo insostenibile, a rendere impossibile costruirgli attorno una squadra all’altezza, capace di arrivare a stringere finalmente di nuovo quella coppa che continua a sfuggirci. Cristiano è abituato a vincere, ottenere quello che vuole quando e come vuole e, seppur innamorato di quei colori che l’hanno osannato proprio mentre li trafiggeva con una rovesciata maestosa, inizia a vacillare, non crede più di poter realizzare quel miracolo che porterebbe lui e gli juventini nella storia, come in un racconto di Buffa.

Allora forse è arrivato il momento, maledetto Covid. E’ stato meraviglioso, incredibile e potente ma, ancora una volta, il destino ha detto no.

Ronaldo ci ha portato in una nuova dimensione internazionale, al pari con gli altri top club mondiali, ora dobbiamo ripartire da lì e tornare ad essere la Juve, tutti al servizio della squadra, tutti necessari e nessuno indispensabile.

I 40 gol di CR7 li dovremo trovare nel gioco corale, distribuiti fra tutti i giocatori mentre il nuovo Cristiano, Haaland o Mbappe lo creeremo in casa come facevamo con Del Piero, Trezeguet, Zidane.

Per questo vorrei una Juve senza Ronaldo, per tornare ad essere la Juve ma più grande, grazie anche a lui.

Cristiano ci ha fatto godere in innumerevoli modi sia fuori che dentro il campo pero’, come sempre, i giocatori passano, la Juve resta. E vince.

di Matteo Marcassoli