Gonzalo Higuain per l'HD

di Giacomo Scutiero |

Il suo primo Juventus-Napoli termina 3-0. È quello dei capolavori di Pirlo-punizione e Pogba-volee e sul notes al suo nome c’è solo un tiro fuori nel primo tempo. Gonzalo ricorda il match tre mesi dopo: “Abbiamo giocato bene. Il loro primo gol (Llorente) era in fuorigioco; io invece non ho ottenuto il rigore quando sono stato steso”.
Vogliamo commentare da tifosi? No. Col senno di ora, nulla di fastidioso. Anzi…Higuaín è un calciatore che ha la vittoria come prima mèta, dunque a Torino incontra l’ambiente congruo. Combatte, conquista spazio. A Madrid fu, in Nazionale è: la convivenza e il sorpasso, tra profili come Ronaldo, Benzema, Cristiano, Messi, Tévez, Agüero…
Tre stagioni fa, Florentino Pérez fece quel che avrebbe fatto l’estate successiva con Morata: dichiararne l’incedibilità. A Napoli e Torino sanno come è andata.

 

▶︎COME TE NESSUNO MAI
Per tarare il Pipita all’interno del vassoio italiano, partiamo dallo stipendio percepito dal 2013 fino a giugno scorso: il più alto del campionato dopo quello di De Rossi.
All’esordio nella nazione nostrana, contribuisce a realizzare 24 gol (7 via assist) in 32 presenze; meglio di lui solo Tévez, anch’esso alla prima campagna in verde-bianco-rosso. Ricordo il chiassoso stupore per il digiuno nelle prime otto giornate del successivo campionato, poi zittito con 7 reti nei successivi 5 match. In Campania trascorre tre anni: 18 assist e soprattutto 71 gol (23 in più di ogni altro), la metà nella sola ultima stagione record.
Ma, un momento…Pare che la Juve abbia già vinto lo scudetto ’17, dunque possiamo non perdere tempo a ciarlare di Serie A. L’Europa? Gonzalo ha la stupefacente media gol di 0.79 ogni novanta minuti: in pratica, 3 gol ogni 4 partite.
EL

 

Cito l’amico Sandro Scarpa: “Questo si muove, arretra, svaria, allarga, fa le sponde, va a crearsi i tiri…”. Insomma, completezza ne abbiamo. Il destro è il piede forte, molto forte, invero dominante; il sinistro non è in sciopero, Higuaín non ostenta la scelta dell’appoggio se la palla non transita sull’arto preferito (come fa Dybala, per intenderci). Dinanzi a un campione, è gustoso scavare alla ricerca di micro-deficienze. Prima della sosta di Natale 2015, venne criticato per lo scarto di prolificità tra gare in casa e in trasferta: i gol fuori erano 2 su 12 (17%); Dybala era al 43% (3 su 7), Kalinic comandava col 67% (6 su 9). A fine stagione, battuto Nordahl, la critica è giocoforza obliata.

 

▶︎PER ASPERA AD ASTRA
Il record delle 36 reti in Serie A viene da lontano, almeno due anni. Era luglio e si giocava la finale del Mondiale Germania-Argentina. Questo è il primo dramma: il fin lì perfetto Kroos si addormenta e manda in porta Gonzalo, che a tu per tu col portiere fallisce. Un anno dopo, finale di Coppa America Argentina-Cile: tap-in fuori al 92° ed errore dal dischetto nella lotteria finale. E stiamo tacendo il penalty fuori in Napoli-Lazio per qualificare i suoi alla Champions League. Un biennio ammazza morale, il riassorbimento complesso, il nervosismo misto a depressione che affiora. Il nuovo mister Sarri fa un gran lavoro dialogico, applica toppe sentimentali, esalta il tessuto cicatrizzato.

L’ultimo Higuaín è il migliore in carriera per
◼︎GOL ogni 90 minuti
◼︎TIRI ogni 90’
◼︎PASSAGGI ogni 90’
e 2° migliore in carriera per TIRI IN PORTA (dopo Cristiano Ronaldo il migliore dei cinque maggiori campionati 2015/16) e CHANCE CREATE.

 

A proposito della penultima voce, nell’ultimo campionato ha calciato nello specchio 5.5 volte ogni 90’; la media europea è 3.7. I tiri in porta sono 83, almeno 40 in più di ogni altro in Serie A; nove doppiette, venticinque partite in cui il suo nome era scritto in “score”. Un riassunto impressionante: 1 gol ogni 41 palloni toccati.

FitbaFancyStats ha realizzato un grafico statistico interessante e manifestante la grandezza del Pipita: i primi gol (con Mandžukić ne sappiamo). Quelli che sbloccano il risultato, che indirizzano il match, che lo stravolgono, che lo solidificano. Non c’è sfida tra Gonzalo e i colleghi di tutt’Europa.
FirstGoal
▶︎RISCHIO CALCOLATO x TOP CERTIFICATO
L’arrivo a Torino registra il quarto trasferimento più danaroso della storia, dopo Bale, Cristiano e Neymar. Novanta milioni per un 1987: seppur di certo calcolato da chi ne sa, è un affare economicamente controverso; la Juve spende per un calciatore il 29% delle sue entrate annuali, come se il Manchester United portasse Pogba in Premier per 176 milioni. Tecnicamente parlando, è semplicemente il miglior numero nove acquistabile in Europa. Nell’estate 2015, Fabiana Della Valle de La Gazzetta dello Sport scrisse “Higuaín attratto dal trasferimento alla Juve”. Lo cestinammo come basso #BarMercato.