I gol da urlo di questi anni – 5/ Morata vs Milan

di Giuseppe Gariffo |

Questa selezione a puntate comprende i 10 gol di questo settennato che, per diverse ragioni, nel momento in cui sono stati segnati, ci hanno fatto esultare con più veemenza. La selezione è stata complicata, come immaginerete, per via della necessità di escludere reti che pure rimarranno stampate nella nostra memoria. Il primo criterio di selezione è stato “di pancia”, ovvero quanto emotivamente, in quell’istante, quel gol ci abbia mossi, facendoci godere e gridare a squarciagola. La seconda scrematura, tra questi, è stata fatta sulla base di quanto poi si siano, a posteriori, rivelati fondamentali per il raggiungimento di un obiettivo. Non sono dunque, necessariamente, i dieci più importanti in assoluto, ma quelli che riteniamo più pesanti nell’ambito dei gol “commoventi”. Nell’attesa che ne arrivi uno ancora più importante.


Alvaro Morata ha trascorso due soli anni in maglia bianconera. Nel corso di essi non è mai riuscito ad imporsi come titolare inamovibile. Anche il saldo delle sue marcature non è esattamente fantasmagorico, 27 in 93 partite. Eppure non sono stati due anni banali. Prova ne sia il fatto che in questa Top Ten (spoiler) troviamo due sue reti, altre due sono state escluse con qualche rimpianto e un altro gol, non suo ma autografato per l’80% con le sue iniziali, sarebbe entrato tranquillamente se più tardi Evra l’avesse spazzata. Numeri che dimostrano come il rapporto tra il giovane talento spagnolo e il bianconero sia stato breve ma intenso. Ancora oggi molti juventini, compreso chi scrive, guardando Morata con un’altra maglia lo rimpiangono un po’. Non tanto perché ci sia mancato tecnicamente (dalla sua partenza abbiamo avuto attaccanti oggettivamente più forti di lui, e in effetti lontano da Torino Alvarito non è ancora riuscito a mantenere le promesse che agli albori della sua carriera sembravano così attendibili), quanto per i gol pesanti che il suo volto ci ricorda.

Gioie e dolori, a dire il vero. Campione forse fragile nella capacità di assorbire le vicende private, Morata vive nei mesi invernali della stagione 2015-2016 il periodo più buio alla Juventus. In particolare a Siviglia, nell’ultimo turno del Group-stage di Champions, alcuni suoi errori clamorosi sottoporta costano il primo posto alla Juve, che anche per effetto di quella sconfitta in Andalusia pesca il fortissimo Bayern di Guardiola agli Ottavi. Eppure proprio Morata aveva fatto di tutto per risolvere il problema da lui stesso generato, cambiando il volto della partita d’andata con il suo ingresso in campo (che coincide con la rimonta da 0-2 a 2-2 allo Stadium) e con una prestazione formidabile all’Allianz Arena, interrotta da una sostituzione a posteriori inspiegabile. Molti oggi si chiedono come sarebbe finita con lui in campo per 90′, forse non sarebbe cambiato nulla, ma negli 86′ con Alvaro in campo, in quella doppia sfida, la Juventus fa tre gol e ne subisce zero. Resta che quella stagione rimase un’incompiuta per il madrileno, poco protagonista anche della grande rimonta in campionato, più legata al volto di Paulo Dybala (eppure sarà guarda caso Morata, a Firenze, a segnare il gol scudetto).

Festeggiato il quinto – incredibile per la dinamica – scudetto consecutivo, è l’ora della finale di Coppa Italia. La Juventus, detentrice, si presenta a Roma il 21 Maggio per affrontare il Milan di Brocchi, che punta tutto su quella partita per tornare a sollevare un titolo in una fase oscura della sua storia. I bianconeri giocano una gara inguardabile. Schierata con un rinunciatario 3-5-2 monco di Bonucci, con Lichtsteiner ed Evra esterni di centrocampo ed il solo Pogba a tentare il canto a centrocampo tra le croci Hernanes e Lemina. Il Milan gioca meglio, crea e fortunatamente spreca tante palle gol. Kucka e Montolivo (!) sovrastano la mediana juventina. Allegri, che inizialmente punta sulla coppia Dybala-Mandzukic, decide di giocarsi la carta Morata solo al 3′ del secondo tempo supplementare, tirando fuori un impresentabile Hernanes. Alvaro, che è cresciuto nel Real Madrid e sa che le finali non si giocano, ma si vincono, ci mette due minuti a decidere la gara, su una delle poche palle gol create dalla Juventus in 120′. Incursione di Lemina che apre la mediana di un Milan stanco e scoperto, cross di Cuadrado che Morata gira in rete in bello stile, trafiggendo Donnarumma e facendo esplodere la Curva Nord dell’Olimpico gremita di tifosi bianconeri. E’ il secondo double consecutivo, la prima squadra italiana a riuscirci, nella storia. Una storia, quella della Juventus, che ha tra le sue pagine anche la firma di Alvaro Morata, che quella sera giocò la sua ultima partita in maglia bianconera.