I gol da urlo di questi anni – 4/ Del Piero vs Lazio

di Giuseppe Gariffo |

Questa selezione a puntate comprende i 10 gol di questo settennato che, per diverse ragioni, nel momento in cui sono stati segnati, ci hanno fatto esultare con più veemenza. La selezione è stata complicata, come immaginerete, per via della necessità di escludere reti che pure rimarranno stampate nella nostra memoria. Il primo criterio di selezione è stato “di pancia”, ovvero quanto emotivamente, in quell’istante, quel gol ci abbia mossi, facendoci godere e gridare a squarciagola. La seconda scrematura, tra questi, è stata fatta sulla base di quanto poi si siano, a posteriori, rivelati fondamentali per il raggiungimento di un obiettivo. Non sono dunque, necessariamente, i dieci più importanti in assoluto, ma quelli che riteniamo più pesanti nell’ambito dei gol “commoventi”. Nell’attesa che ne arrivi uno ancora più importante.

 11 Aprile 2012, tredicesima giornata del girone di ritorno.
La sfida interna con la Lazio è forse l’ostacolo più impervio che separa la Juventus dal ritorno allo scudetto. I bianconeri hanno un solo punto di vantaggio sul Milan, ma le sei partite successive prevedono le trasferte di Cesena, Novara (entrambe retrocesse virtualmente) e Cagliari, e tre gare interne contro la sgualcita Roma di Luis Enrique, il Lecce e l’Atalanta. Nessun match particolarmente demanding, sulla carta. La Lazio di Reja, in piena corsa per il quarto posto, è decisamente l’avversario più ostico in calendario.
Il modulo proposto da Antonio Conte è diverso da quello abituale.
Dopo la rimonta – da 1-3 a 3-3 – in casa del Napoli, il 3-5-2 è diventato, per il tecnico salentino, il sistema più equilibrato ed adatto ai calciatori in rosa. Eppure per la sfida contro i biancocelesti, si torna al 4-3-3 messo in soffitta da mesi e rivisto solo in pochi spezzoni. Lichtsteiner e Chiellini fanno gli esterni bassi, Barzagli e Bonucci centrali difensivi, solito centrocampo Pirlo-Marchisio-Vidal e Pepe-Vucinic larghi a sostegno di Quagliarella centravanti. Del solito turnover in avanti, al fianco di Mirko Vucinic, fanno le spese stavolta Matri e Del Piero (come, per quest’ultimo, spesso avviene). La Juventus gioca un primo tempo tambureggiante, creando un numero incalcolabile di palle gol. Marchetti, come spesso avveniva a Torino, si traveste da Spiderman e nega la gioia del gol ai 40.000 dello Juventus Stadium. L’estremo difensore laziale capitola solo al 29′, quando Pepe si inserisce centralmente e, in mezza rovesciata, porta in vantaggio la Juve sul solito assist geniale di Andrea Pirlo.
Strameritato 1-0.
I bianconeri continuano ad attaccare e sfiorano ripetutamente il 2-0, evitato da un ancora straordinario Marchetti. Incredibilmente la Lazio, in una delle prime occasioni in cui supera la metà campo, al 45′ pareggia con Mauri, che gira a rete di testa una punizione proveniente dalla trequarti.
Il pari forse stordisce la Juventus, che meriterebbe un largo vantaggio e invece si trova sull’1-1 all’intervallo. Tanto che, nella seconda frazione, i ritmi e la qualità del gioco degli uomini di Conte calano, finché a 15′ dalla fine il tecnico leccese, forse più per disperazione che per convinzione, manda in campo Alessandro Del Piero al posto di un evanescente Vucinic.
Il 10 della Juventus, notoriamente all’ultima stagione in maglia bianconera, vive un’annata personalmente non positiva.
La Juventus torna competitiva eppure lui, pur con concorrenti di reparto non fenomenali, quasi mai vince i ballottaggi e va in campo dall’inizio.
Conte dice spesso: “Del Piero non è mai un problema. Semmai è una soluzione, ai problemi”.
Raramente alle parole seguono i fatti.
Tuttavia, mai come quella sera, fu vero.
Del Piero è la soluzione ai problemi.
A 8′ dal termine Damato fischia una punizione dal limite. Pirlo e Del Piero si contendono idealmente la battuta, ma tutti sanno che sarà Pinturicchio a battere. Mentre Pirlo discute con l’arbitro della posizione della barriera, infatti, Del Piero calcia.
Una battuta non bella ma intelligente: Marchetti fa il solito passetto verso il palo coperto dalla barriera, e il pallone, secco, elegante, come percosso da un colpo da biliardo netto e chirurgico, si infila lì, nell’angolo che doveva essere coperto da lui, che quella sera era stato Spiderman.
Gol.
Dove non aveva potuto un bombardamento massiccio, era riuscito un cecchino.
Alessandro Del Piero corre verso il centrocampo, esultando follemente, inseguito da tutti i compagni.
Il risultato non cambierà più.
Tutti sappiamo quella notte, pur senza confessarlo a noi stessi, che potrebbe essere il gol scudetto, dello scudetto più sofferto, più bello, più identitario.
Lo sa anche lo Juventus Stadium, che esplode in un urlo che, con la stessa intensità, abbiamo risentito solo un’altra volta negli anni successivi.
Rivivetelo e diteci se non è vero.

Le puntate precedenti:

10) https://www.juventibus.com/gol-da-urlo-bonucci-roma/

9) https://www.juventibus.com/pirlo-vs-torino/

8) https://www.juventibus.com/giaccherini-vs-catania/

7) https://www.juventibus.com/gol-urlo-anni-7-giorni-dybala-vs-lazio-tottenham/

6) https://www.juventibus.com/gol-urlo-anni-6-bonucci-vs-palermo/

5) https://www.juventibus.com/gol-urlo-anni-5-morata-vs-milan/