Quel gol di Osvaldo che gelò l’Olimpico

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Valerio Pieraccini

Mondo-Europa-Italia-Roma-Stadio Olimpico-11 maggio 2014-Minuto 49 di Roma-Juventus: Pogba in verticale per Lichtsteiner, cross dell’elvetico per l’accorrente Pablo Daniel Osvaldo che trafigge Skorupski e segna il gol che vale vittoria e storia. È la Juve del 3-5-2 di Antonio Conte – la penultima, ad oggi, apparizione ufficiale sulla panchina juventina da parte del tecnico leccese. In squadra, c’erano i vari Storari, la BBC, il Polpo, il Maestro e Carlitos.

Reduce da una mal digerita eliminazione in semi-finale di Europa League per mano del Benfica – mal digerita perché la finale dell’edizione 2013-14 si giocava allo Juventus Stadium, sigh! – la banda guidata da Conte si getta a capofitto nel campionato con l’obiettivo di superare i 97 punti dell’Inter 2006-07. E sappiamo quanto quegli anni per Noi siano importanti…Prima di poter tagliare questo traguardo, si staglia, all’orizzonte, un ostacolo apparentemente non semplice da aggirare, la Roma di Rudi Garcia che, in stagione, aveva indossato i panni della seconda in classifica (e in molti nella Capitale credevano di poter interrompere il dominio juventino…).

Ma all’Olimpico si verifica ciò su cui pochi avrebbero scommesso: l’ex di turno Osvaldo, peraltro non troppo amato dai sostenitori romanisti, esplode un tiro imprendibile per l’estremo difensore polacco dei giallorossi e porta la mano all’orecchio nell’esultare. Sulla panchina juventina, scoppia la gioia, tutti si abbracciano ed abbracciano “Dani Stone”.

Madama, con l’1-0 all’Olimpico, si porta così a quota 99 punti e, la domenica successiva, rifilando un netto 3-0 al Cagliari raggiunge i fatidici 102. In stagione, contiamo 19 vittorie casalinghe su 19 e record europeo di sempre in termini di punti in campionato – fatta eccezione per il Celtic Glasgow annata 2002, autore di 103 punti ma in un campionato a 12 squadre con regular season e disputa dei play-off.

Pablo Daniel Osvaldo, eh sì, un ragazzo rock…C’era chi lo paragonava a Gabriel Omar Batistuta – ce lo ricordiamo noi stessi per quell’esultanza mimante la mitraglietta in Juve-Fiorentina 2-3 del 2007-08 – ma con la Juve passano agli annali 18 presenze e 3 sole marcature. Si ritira a 30 anni, decide di abbandonare un mondo in cui “vengono valorizzate le giocate e non i giocatori”. Ama la libertà, non sopporta le etichette e decide, così, di intraprendere la carriera da musicista con il suo gruppo “Barrio Viejo Rock&Roll”. Non solo musica ma anche ballo. E noi, tra un paso doble, una bachata, una salsa ed un merengue, ogni volta che sentiamo parlare di Pablo Daniel ci ricordiamo di quel gol al minuto 94-11 Maggio 2014- Stadio Olimpico-Roma-Italia- Europa-Mondo…


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