Il gol di Messi che cambia la gara: ANALISI PSICOLOGICA

di Sandro Scarpa |

Ogni gol nasce da errori (tattici, tecnici, di esecuzione) e da gesti ben eseguiti. Da un lato c’è lo spartito tattico, su cui si innesta il gesto tecnico dei singoli, dall’altro lato il contesto psicologico.

Dario Pergolizzi e Sandro Scarpa discutono del primo gol di Messi che cambia l’inerzia e il volto di Barcellona-Juventus, improvvisando una disamina TECNICO-TATTICA (oggettiva) e uno schizzo PSICOLOGICO (ovviamente iper-soggettivo).

Prima, ecco il video dello sviluppo completo dell’azione (con commento in spagnolo), poi le analisi.

ANALISI PSICOLOGICA (Sandro Scarpa)
Se stai basso e ordinato (come sei stato per 44 minuti con pazienza) non rischi di essere lungo. ecco.

Nella circostanza non me la prendo con Sandro che prova l’anticipo e poi esita, ma con i due interni e con le due punte.

Quando la palla era ancora a Ter Stegen ho urlato “CAZZO, ORA SEGNANO…” e non ho certo doti di preveggenza. Mi è salito un brivido freddo e ho ripensato ad uno dei gol di Messi contro l’Espanyol di pochi giorni prima.

Questo:

In questo caso l’Espanyol pressa alto due, tre volte, tutti corrono come forsennati e il Barca piano piano avanza, l’Espanyol si riposiziona, due, tre volte. Tutto sembra apparentemente a posto, difesa schierata, attacco dietro la linea della palla. Ma in realtà qualcosa si è rotto.

L’Espanyol si riposiziona apparentemente bene, perché i 5-6 che hanno pressato e non sono riusciti a prendere il pallone sono tornati indietro e la difesa è schierata. ma se notate bene, lì al centro si è rotto qualcosa, si è increspata l’acqua, si è creata la frattura, si è allenata la gabbia su Messi. Il quale fa un facco a buggerare l’unico uomo rimastogli addosso e poi segna quando gli ritorna la palla.

Contro il Barca con un Messi così centrale te ne devi fottere del resto, delle spaziature, di pressare alto, di Suarez, di Dembele, di Iniesta, devi avere SEMPRE in ogni momento due persone su Messi, perché il primo lo supera sempre e allora c’è il secondo.
Nel nostro caso, Higuain e Dybala pressano blandamente, Sandro prova (a metà) l’anticipo su Dembele, ma sono Matuidi e Bentancur a marcare il nulla, e così Messi si trova in corsa solo contro Pjanic.

A quel punto gli dai tempo tempo, tempo per pensare, così lui pensa, aspetta e non la dà subito a Suarez perché è ben marcato, gliela da quando finalmente Suarez può ridargliela e poi fa quel controllo a mettere fuori causa Benatia e quel tiro che solo lui fa. Ma l’errore l’hai già fatto

L’errore è di Matuidi, per me.

In sostanza, il Barca di Valverde sembra giocare con un buco nero che risucchia tutto: Messi. Loro muovono la palla, la spostano, avanti, indietro, non tanto per avanzare o per creare 1vs1 o 2vs1 altrove, nè per essere veloci o combinare chissà che. Lo fanno solo e soltanto per aspettare che Messi sia 1 vs 1 e non ingabbiato.
Con noi ci riescono solo 1 volta in 44 minuti, quando Bentancur dorme e Matuidi spende il fallo per i primi e unici due tiri nei primi 44 minuti: punizione di Messi e ribattuta di Suarez. Poi appunto, al 45°, ci riescono di nuovo, perché Sandro esita su Dembele, ma a quel punto lì ci sono anche Costa (eh ci sta) e Matuidi.

E’ proprio quel secondo che Matuidi perde cercando di andare sul suo giovane connazionale è esattamente il secondo di vantaggio che durerà tutta l’azione, un secondo in più in cui Messi pensa, avanza, esita, passa, avanza, riceve, scarta e tira solo con Pjanic, con Matuidi a 2 metri

Insomma, quel groviglio lì al 45° con i tre (ahem) neri determina il ko: Dembélé, Sandro, Costa e Matuidi.

Ed è soprattutto colpa di quello più convinto dei suoi mezzi in pressing: Blaise.

Matuidi è il capetto del pressing, cosa ottima e in questo caso viene fomentato dagli altri.
Matuidi vede gli altri pressare e viene contagiato anche lui e si attizza.
E’ come con le proteste…Mandzukic protesta per primo o Bonucci, e gli altri seguono, oppure se altri protestano dopo un po’ vedi spuntare proprio Mandzukic e Bonucci. Matuidi fa così col pressing.

Di solito è sempre lui il primo a pressare e dare l’esempio agli altri che lo seguono, come negli spezzoni con Cagliari e Genoa o col Chievo. In questo caso vede gli argentini e i due esterni pressare e a lui scatta dentro quella febbre del pressing bestiale e pensa: adesso gli faccio vedere io come si fa, vado a prendermi la palla dal bimbo qui, lo conosco bene! Sono iperattizzato che l’ultima volta qui ho preso 6 pere…

Poi certo, conta che si era al 45°, già con la Gatorade in bocca.

Riepilogo:

40% Gatorade,

40% Matuidi che si fomenta

20% un altro aspetto psicologico fondamentale per me: sei 0-0 il Barca ti sta facendo il solletico e allora pensi: “beh…questo è tutto? il Barca, Messi, il Camp Nou, ci stanno facendo il solletico…quasi quasi vinciamo pure, ora prendiamo la palla e andiamo a segnare!! Vai, tutti avanti, eccola la palla, corriamo, prendila dai!!..”. Ed è in quel momento che Messi ti segna e perdi male.

 

ANALISI TATTICA (Dario Pergolizzi) LEGGILA QUI!