I gol da urlo di questi anni – 2/ Higuain vs Inter

di Giuseppe Gariffo |

inter-juve squadra

Questa selezione a puntate comprende i 10 gol di questo settennato che, per diverse ragioni, nel momento in cui sono stati segnati, ci hanno fatto esultare con più veemenza. La selezione è stata complicata, come immaginerete, per via della necessità di escludere reti che pure rimarranno stampate nella nostra memoria. Il primo criterio di selezione è stato “di pancia”, ovvero quanto emotivamente, in quell’istante, quel gol ci abbia mossi, facendoci godere e gridare a squarciagola. La seconda scrematura, tra questi, è stata fatta sulla base di quanto poi si siano, a posteriori, rivelati fondamentali per il raggiungimento di un obiettivo. Non sono dunque, necessariamente, i dieci più importanti in assoluto, ma quelli che riteniamo più pesanti nell’ambito dei gol “commoventi”. Nell’attesa che ne arrivi uno ancora più importante.


Siamo al secondo posto, amici.

Quando ci si avvicina tanto alla vetta del podio, le scelte diventano complicate.

E’ dunque prevedibile che il sigillo di Higuain, nell’indimenticabile 2-3 del 28 aprile scorso a San Siro, per molti lettori meritasse il gradino più alto. Non è il momento di giustificare la scelta, sofferta fino all’ultimo, ma di rivivere quei giorni, quella notte.

Sebbene nessuno avrà dimenticato, val la pena contestualizzare.

Sei giorni prima, il Napoli di Sarri sbanca lo Stadium al 90′, con un colpo di testa di Koulibaly. I partenopei si portano a -1, con il morale alle stelle e, apparentemente, una condizione fisica migliore. A Napoli esplodono già i fuochi d’artificio, lo scudetto lo sentono già imbastito sulla maglia. Tra gli Juventini è la sagra del “moriremo tutti”. Supporters del “bel giuoco”, della rivoluzione sarrista e degli underdog, esultano fieri. Insigne, dall’alto della sua esperienza internazionale, sfotte la Juve per le finali europee perse.

Juventibus, in un clima funebre, dà un sussulto di orgoglio, pubblicando sui social foto di tifosi bianconeri con la mano sul cuore e l’hashtag #6lajuve.

Non è ancora finita, è vero.

Allegri arriva a dire, dopo la insulsa partita interna contro il Napoli (la peggiore, forse, degli ultimi sette anni di gloria), “questo è il momento che io inizio a divertirmi”. Ma non in molti si divertono insieme a lui, quella settimana. Lo sbiadito +1 in classifica, alla vigilia delle trasferte contro Inter e Roma, sembra tanto, troppo, debole.

Il primo scoglio è la trasferta a Milano.

Nel tifo nerazzurro si prepara la partita all’insegna del “battiamoli e sarà il nostro 5 maggio”. Il loro sogno, dopo le esultanze per le nostre finali perse, è quello di farci perdere uno scudetto, anche se a vincerlo non saranno loro. Altruismo internazionale.

Si parte nel migliore dei modi, con Douglas Costa che la sblocca al 13′ e il VAR (quello che ” se ci fosse stato nel 1998…”) che richiama Orsato inducendolo ad espellere Vecino, al 18′, per un’entrata che azzoppa Mandzukic. Viene giustamente annullato il 2-0 a Matuidi per fuorigioco, anche se nella stessa azione ci starebbe un rigore solare su Higuain. La Juventus domina e spreca.

Poi però inizia la sagra del pianto neroblù, perché il già ammonito Pjanic viene graziato due volte dal fischietto veneto: la prima volta nel primo tempo, giustamente; la seconda nella ripresa, quando in effetti il giallo ci stava.

Da quel momento si capisce che una nostra eventuale vittoria, con qualunque dinamica o punteggio, passerà ai posteri come furto.

Penso già alle cene che Massimo Zampini potrà offrirmi, con i proventi del nuovo libro, quando la partita improvvisamente cambia.

Prima la tassa Icardi, che pareggia di testa, poi Perisic che mette a sedere Cuadrado e appoggia al centro, dove Barzagli, nel tentativo di liberare, fa autogol.

Sembra la fine.

Anzi, praticamente lo è.

In 10 contro 11 l’Inter ribalta la partita. La Juve è a terra fisicamente e moralmente. Entra Dybala, il 10 tenuto anche quella sera inizialmente in panca. Poi anche Bernardeschi per un acciaccato Mandzukic. I due si riveleranno determinanti. Nell’Inter entra Santon per Icardi, “a blindare il fortino”. Mancano 3′ alla fine e Cuadrado, dopo una gran giocata di Dybala, trova la deviazione di Skriniar. Il pallone, prendendo un giro incredibile, si infila alle spalle di Handanovic.

2-2, ma non basta. Il Napoli, vincendo il giorno dopo a Firenze, balzerebbe in testa a tre giornate dalla fine.

Passano 120”, Bernardeschi punta Cancelo, che lo atterra. Punizione dalla trequarti. C’è una strana magia nel modo in cui Dybala sistema la palla e guarda compagni e avversari disposti, perfettamente in linea, nell’area interista, pronti ad impattare il suo cross. Chi per spingerlo in rete, chi per allontanarlo.

La palla parte come chiunque, con un joypad della Playstation in mano, l’avrebbe scagliata.

Il cross finisce sulla fronte di Gonzalo Higuain. Lui che sta vivendo il periodo forse più cupo in maglia bianconera. Lui che sull’1-1 aveva ciccato clamorosamente la palla gol che ci avrebbe riportato avanti. Lui è l’uomo del destino. La sua fronte indirizza perfettamente il pallone verso la porta nerazzurra. Handanovic neppure abbozza il tuffo.

Il pallone si infila dritto in rete.

Higuain esplode in un’esultanza carica di tutta la rabbia, tanta, covata in quei sei giorni e di tutta la juventinità, tanta, costruita nei suoi due anni a Torino.

La Juventus non muore, letteralmente, mai!” (F. Repice).

E’ pandemonio tra i gobbi di San Siro.

Sono urla di gioia in tutti i divani di Italia occupati da almeno un’ugola bianconera.

E’ silenzio a casa mia, perché mia moglie è partita e le tre bimbe, stavolta, avrei dovuto riaddormentarle io. Ma sarei corso per tutta la spiaggia di Mondello, come Fantozzi, per allontanarmi un chilometro dall’essere umano più vicino, e lasciar partire un grido distinguibile fino a Ustica.

Sono “sedie che volano”, all’NH Hotel di Firenze, e che volando devono aver fatto scivolare, da qualche parte, uno scudetto che stanno ancora cercando.

Saranno i soliti alibi per chi starà mesi, magari decenni, a dire che chissà #conpjanicespulso…. , quando era forse più semplice non permettere a Simeone di fare una tripletta e attendere con fiducia la nostra successiva trasferta all’Olimpico con la Roma.

Noi godiamoci ancora il gol del Pipita da diverse angolazioni, televisive (con la voce passionale di Francesco Repice) e live amatoriali. Per concludere con uno splendido montaggio, pieno di pathos, degli highlights.

Le puntate precedenti:

10) BONUCCI vs ROMA https://www.juventibus.com/gol-da-urlo-bonucci-roma/

9) PIRLO vs TORINO https://www.juventibus.com/pirlo-vs-torino/

8) GIACCHERINI vs CATANIA https://www.juventibus.com/giaccherini-vs-catania/

7) DYBALA vs LAZIO https://www.juventibus.com/gol-urlo-anni-7-giorni-dybala-vs-lazio-tottenham/

6) BONUCCI vs PALERMO https://www.juventibus.com/gol-urlo-anni-6-bonucci-vs-palermo/

5) MORATA vs MILAN https://www.juventibus.com/gol-urlo-anni-5-morata-vs-milan/

4) DEL PIERO vs LAZIO https://www.juventibus.com/gol-urlo-anni-4-del-piero-vs-lazio/

3) MORATA vs REAL MADRID https://www.juventibus.com/urlo-morata-vs-real-madrid/