Il falso mito dei “gol del centrocampo”

di Alex Campanelli |

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“Alla Juventus mancano i gol del centrocampo”.

Quante volte avete sentito, o magari pronunciato, questa frase? Come spiegazione alla prevedibilità offensiva della squadra, come paragone col passato o con le altre big d’Europa, come attenuante per Sarri o consiglio per Paratici in sede di mercato.

Eravamo abituati fin troppo bene: gli inserimenti di Marchisio e Vidal, le punizioni di Pirlo, le bombe da fuori di Pogba, poi sostituiti dai piazzati di Pjanic, dalle incursioni di Khedira e perché no anche di Matuidi, che qualche rete l’ha sempre messa a tabellino. Poi il deserto, il calo di Sami e Blaise unito ai nuovi acquisti che non hanno il gol nelle corde (o non sono riusciti a dimostrarlo, vedi Ramsey), fino alla sentenza finale: “serve un centrocampista goleador”.

La distanza tra la Juventus e le big d’Europa è d’improvviso parametrata sulla prolificità dei reparti mediani, come se tutti a parte la Juve avessero in rosa il De Bruyne o il Pogba di turno; sta di fatto che, per il sentimento popolare, “senza un centrocampista che segna non si vince“, un falso storico di portata clamorosa.

Nessuno dice che la Juve non debba rinforzare il centrocampo, se ne parla ogni giorno, ma bocciare giocatori o storcere il naso solo perché “segnano poco” è, per usare un forte eufemismo, una cantonata clamorosa, come se Thiago Alcantara (0 gol nell’ultima Champions), Aouar (1 gol) o Arthur (0 gol) dovessero esser messi forzatamente in discussione solo perché poco prolifici sotto porta.

Serve davvero un centrocampo prolifico per raggiungere le migliori squadre d’Europa? Chiediamolo alle dirette interessate, le ultime 10 squadre a vincere la Champions League. Prendiamo in considerazione i gol in Champions dei centrocampisti puri, quindi niente ali, esterni, fantasisti o mezzepunte, eliminiamo i rigori e osserviamo l’incidenza sul totale.

2019/20 Bayern Monaco – Gol del centrocampo 8/43 (Kimmich 3, Tolisso 3, Goretzka 2), incidenza 19%.

Flick chiede alla sua coppia di centrocampo soprattutto un’azione di copertura e supporto, ma Kimmich e Goretzka sono anche riusciti ad andare a segno diverse volte, da apprezzare anche il contributo dalla panchina di Tolisso.

2018/19 Liverpool – Gol del centrocampo 3/24 (Wijnaldum 2, Keita), incidenza 13%

Oltre alla decisiva doppietta di Georginio Wijnaldum al Barcellona in semifinale, da registrare solamente la rete dell’ex Lipsia Naby Keita nei quarti col Porto. Per il resto, tutto sulle spalle del trio Salah-Firmino-Mané.

2017/18 Real Madrid – Gol del centrocampo 2/36 (Casemiro, Modric), incidenza 6%

Modric a Nicosia nel 6-0 all’Apoel e Casemiro a Parigi a giochi praticamente chiusi, sono gli unici due contributi arrivati a Cristiano e Benzema dal centrocampo.

2016/17 Real Madrid – Gol del centrocampo 4/36 (Casemiro 2, Kroos, Kovacic), incidenza 11%

Il gol di Casemiro purtroppo ce lo ricordiamo fin troppo bene, ed è forse il gol più importante realizzato da un mediano in Champions nell’ultimo decennio, sorprende la presenza di Kovacic, il compito di buttarla dentro è affidato prevalentemente a Cr7.

2015/16 Real Madrid – Gol del centrocampo 2/28 (Modric, Kovacic), incidenza 7%

Giusto un paio di reti nella fase a gironi, Modric nel rocambolesco 3-4 di Donetsk e Kovacic nell’8-0 rifilato al Malmoe. Dagli ottavi in poi ha segnato quasi solo Cristiano, oltre a Ramos in finale.

2014/15 Barcellona – Gol del centrocampo 2/31 (Rakitic 2), incidenza 6%

Ancora una volta è un centrocampista, stavolta Rakitic, a colpire la Juve in finale. Per il resto, solo MSN: niente Iniesta, Xavi, Busquets e compagnia.

2013/14 Real Madrid – Gol del centrocampo 1/41 (Modric), incidenza 2%

Il nulla totale, dato che la rete di Modric arriva nell’ultima e ininfluente gara della fase a gironi. Segnano anche Isco e Di Maria, ma solo quando vengono schierati da mezzepunte nel 4-2-3-1.

2012/13 Bayern Monaco – Gol del centrocampo 5/31 (Kroos 3, Schweinsteiger 2), incidenza 16%

Dei 5 gol realizzati dai due mediani tedeschi (anche se Kroos in realtà ha giostrato anche più avanti, pur con compiti da centrocampista puro), solo uno è arrivato nella fase a eliminazione diretta, quello di Toni a Londra con l’Arsenal, al resto ha pensato il diamante Robben-Muller-Ribery-Mandzukic.

2011/12 Chelsea – Gol del centrocampo 6/25 (Ramires 3, Meireles 2, Lampard), incidenza 24%

Sia Ramires che Raul Meireles sono ricordati per le loro doti di incontristi, ma nella Champions miracolosa di Di Matteo hanno anche segnato con una certa regolarità, così come Lampard (che però ne ha messi 2 dal dischetto).

2010/11 Barcellona – Gol del centrocampo 4/29 (Vazquez, Keita, Iniesta, Xavi), incidenza 14%

Non illudano i numeri, che potrebbero far passare il Barça di Pep come una cooperativa del gol: la rete del canterano Vazquez è arrivata a giochi già chiusi nell’ultima del girone, quelle di Keita, Iniesta e una di quelle di Xavi nella goleada contro lo Shakhtar. A pesare è solo il gol del numero 6 contro l’Arsenal negli ottavi.

Negli ultimi 10 anni, l’unica squadra ad attingere al centrocampo come vera e propria fonte realizzativa è stata il Chelsea di Di Matteo, non a caso l’unica a schierare spesso e volentieri una sola punta vera, Drogba. Il tridente Salah-Firmino-Mané, la BBC e la MSN e, in misura minore, il quartetto offensivo del Bayern, tutti questi non hanno avuto bisogno di un apporto del centrocampo in zona gol.

Alla Juventus di oggi servono centrocampisti forti, che sappiano dare copertura e fare da rifinitori, ma non necessariamente centrocampisti che segnano. Parliamo di una squadra che nel migliore dei casi metterà in campo il tridente Ronaldo-Suarez-Dybala, ma che anche col portoghese e l’argentino da soli nel 3-5-2 o accompagnati a turno da Kulusevski e Douglas Costa, per citarne 2, non avrà certo problemi a trovare la via della rete, pur senza centrocampisti da gol.

Come ultima riprova, analizziamo le due Juventus giunte in finale: nel 2014/15 furono decisivi Pirlo e Pogba contro l’Olympiacos, poi solo Morata-Tevez, più Vidal su rigore, fino alla finale (2 reti su 17, incidenza 12%), mentre nel 2016/17 l’unico gol di un centrocampista su azione fu quello di Pjanic contro il Siviglia, dopodiché palla a Dybala, Higuain, Mandzukic e a Dani Alves schierato come esterno alto (1 gol su 22, incidenza 5%).

Pensiamo a tutto questo, prima di dire che un giocatore non serve alla Juve soltanto perché “segna poco”.