Il giusto omaggio a uno dei più grandi della nostra storia

di Gianluca Garro |

Dopo Juventus-Atalanta, andrà in onda il rito finale di ogni stagione. Quest’anno la festa di fine stagione, la festa per lo scudetto è la festa di Massimiliano Allegri. Senza se e senza ma.

Certo, si tratta della celebrazione della consegna della Coppa del Campionato di serie A, l’annuncio dei giocatori che entrano singolarmente in campo, la Coppa alzata dal Capitano, coriandoli, striscioni, sciarpe, bambini in campo, schiume da barba, Cuadrado e panita vari . Tutti contenti e poi l’autobus scoperto in giro per la città, anzi no, scusate, quest’anno la partita si gioca di sera, quindi niente bus scoperto. E’ il segno dei tempo. Il segno di un’annata iniziata alla grande e finita con un certo senso di frustrazione palpabile, non solo tra i tifosi, dopo la sconfitta contro l’Ajax.

Va bene questo è quello che è sempre stata l’ultima giornata di campionato in questi ultimi 8 anni bellissimi per noi e lentissimi e tremendi per interisti o altri tifosi. Però quest’anno è, anzi dev’essere, qualcosa di diverso.

Va celebrato uno dei più grandi professionisti che hanno guidato la Juventus. Uno che è salito sull’Olimpo dei più grandi, lì dove ci sono solo Carcano, Parola, il Trap, Zoff,  Lippi, Capello, Conte.

E allora quello che auspichiamo è che lo Stadium sia bianconero come sempre, con il calore tipico di questi momenti e con tanti cori di ringraziamento per Max che, sì, ha ricevuto tanto dalla Juve con cui ha fatto il salto decisivo per raggiungere i top coach europei, ma che ha anche dato tantissimo ad un club che nell’estate del 2014 era sull’orlo della proverbiale crisi di nervi.

Oggi tutto sembra scontato. Ma Max non solo ha fatto in modo che la Juve giungesse a vincere il suo ennesimo scudetto, ma ha anche allontanato i fantasmi che bloccavano le gambe e non permettevano ai bianconeri di superare il girone di Champions, e li ha portati fino al traguardo finale contro un Barcellona troppo superiore. Ha tranquillizzato tutti, non mutando subito il sistema di gioco di Conte con cui i senatori della difesa si trovavano a meraviglia, ha dato slancio a diversi giocatori, più di tutti a Morata, gestito in maniera eccellente, ha confermato la regia di Pirlo, ha responsabilizzato ancor di più Marchisio e Vidal, si è appoggiato alla saggezza di Buffon e Evra, ha dimostrato una presenza di spirito notevole.

E’ per questo che la festa è sua. Viene però in mente che non sarà solo il Mister a salutare i tifosi questa sera. Come ricordato da Allegri nella sua bella conferenza stampa di ieri c’è da celebrare il “Professore” della difesa Andrea Barzagli, che probabilmente a breve entrerà nello staff di Antonio Conte per imparare a fare l’allenatore e chissà che un giorno non lo rivedremo allo Stadium in panchina. Sarebbe molto interessante.

Barzaglione merita tutto il calore e la festa possibili, ma siamo certi che sarà così.

Eppoi protagonista della festa sarà ancora lui, CR7, questa volta ancor più coinvolto che nell’improvvisata goliardata post Fiorentina a base di schiuma da barba e champagne (mancavano solo le birre che Howedes l’anno scorso stappava con grande perizia da tedesco vero).

E’ la festa della consapevolezza che CR7 è uno di noi e potrà essere determinante anche l’anno prossimo, quando un’altra Champions sarà lì da conquistare.

C’è da festeggiare per rendere omaggio comunque a questa Società che da azienda di alto livello del suo settore continua a rinverdire con la massima concretezza sogni di tifosi che di concreto non hanno nulla. Una Società di cui bisogna aver fiducia, almeno fino a quando non ne sbaglierà una come finora.

Nei giorni scorsi anche noi di Juventibus eravamo divisi tra chi avrebbe voluto vedere ancora Allegri in panchina e chi pensava che il suo ciclo di grandi vittorie fosse finito. Le alchimie esistono, hanno una loro durata, quasi sempre finiscono. E la storia di Allegri alla Juve non fa eccezione. La consapevolezza che cresce è che però ora, soprattutto dopo la conferenza stampa d’addio due voci, la gente cominci a capire la portata del lavoro di Allegri alla Juventus e che cominci a capire anche l’importanza di regalargli il tributo più bello e coinvolgente possibile. E’ quello che dovrà essere la Festa per lo scudetto 2019. Una festa che ci vede tutti uniti nella juventinità e nel ringraziamento ad uno dei grandi della storia di questa Società. Sciarpe al vento!


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