Caro Giorgio, è davvero necessario?

di Michael Crisci |

Chi scrive è un tifoso della nazionale, che quindi non ha alcuna preclusione verso la maglia azzurra, che non nutre risentimento per gli anni addietro, come molti altri, giustamente dal loro punto di vista, fanno dal 2006. Certo, il sottoscritto non è un amante delle famigerate pause all’interno dei calendari stagionali, specialmente nel periodo attuale, vista la pandemia ancora in corso, ma quando la nazionale italiana gioca, di norma è davanti alla TV a tifare.

L’attaccamento da parte di alcuni senatori della Juventus alla nazionale è noto. E anche su questo nulla da eccepire, perché indossare la maglia della propria nazionale è il sogno di ogni calciatore professionista. Specie quando ne indossi anche la fascia di capitano. Certo, quando la situazione fisica comincia a diventare ingombrante, due domande sul rispondere ad alcune convocazioni ce le si potrebbe comunque fare.

Giorgio Chiellini viene dall’ennesima stagione travagliata. Dopo la scorsa stagione, trascorsa in infermeria per la rottura del legamento crociato, e non certo mitigata da qualche fugace presenza post lockdown (un ulteriore acciacco gli ha impedito di giocare l’ottavo di ritorno contro il Lione), quest’anno la luna di miele è durata circa un mese, da gennaio a febbraio, prima della ricaduta (affaticamento nella gara di andata contro il Porto).

Questo ha fatto sì che Chiellini saltasse anche l’ottavo di ritorno contro il Porto, per tornare a disposizione nella gara successiva, a Cagliari.

Viste tutte queste problematiche, era davvero necessario per Chiellini rispondere alle convocazioni in nazionale durante l’ultima sosta all’interno della stagione 2020/2021? Dove, tra l’altro, verranno giocate gare valevoli per la qualificazione per un mondiale, quello in Qatar nel 2022, a cui molto probabilmente non prenderà parte, visto l’oramai prossimo ritiro, che si vocifera avverrà dopo il prossimo europeo?

Come detto, l’attaccamento alla propria nazionale è una cosa bella, ammirevole, ma visto il finale di stagione che attende la Juve, con un posto Champions da consolidare e una finale di Coppa Italia da giocare, varrebbe la pena accumulare ulteriori minuti sulle gambe, che potrebbe accelerare ulteriori affaticamenti o, peggio, contratture e stiramenti?

Caro Giorgio, caro capitano, forse questa volta, per una volta, per l’ultima volta, avresti potuto mettere la Juve davanti alla nazionale, considerando tutte le variabili?


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