Il gioco del decimo scudetto

di Riceviamo e Pubblichiamo |

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Di Luca Russo

Se si prende come riferimento la Juventus scudettata degli anni di Conte e Allegri, guardando al rendimento della gestione Pirlo verrebbe da dire che per mettere insieme i punti di quelle epoche e centrare il decimo consecutivo bisognerà vincerle praticamente tutte dal match col Milan fino all’ultima giornata. Un’impresa titanica in linea con la storia della Juventus, ma oggettivamente difficile da portare a compimento per la Juventus che si è vista finora. E qui, però, si rischia di finire fuori strada. Cambiamo prospettiva: se invece di guardare ai punti conquistati a fine campionato dalle Juventus di Conte prima e di Allegri poi, si dà un’occhiata al numero di punti collezionati dalle varie seconde di quei campionati, e tenendo in considerazione che sarebbe bastato farne uno in più (e non 10 o 15 in più) per cucirsi il tricolore sulle maglie, allora l’orizzonte cambia radicalmente. Ci si rende cioè conto che delle 24 partite che restano da disputare da qui a alla 38esima giornata, alla Juventus di Pirlo sarebbe sufficiente vincerne “appena” 18 o 19 per confermarsi Campione d’Italia, sempre che Milan e Inter non continuino a marciare col ritmo di questo primo scorcio di stagione, il che renderebbe vano qualsiasi tentativo di rimonta.

E adesso passo al “gioco”, che in quanto tale va preso e maneggiato con le pinze. Per caricare l’ambiente bianconero, che vedo abbastanza scettico circa la possibilità di arrivare al decimo scudetto consecutivo, ci si potrebbe inventare una classifica in cui si dà per scontato, per gioco e non per arroganza, che la Juventus le vinca tutte dallo scontro diretto di San Siro in avanti. In questo modo la formazione di Pirlo sarebbe ovviamente prima a quota 99 punti e, però, ad ogni sconfitta o pareggio ci toccherà depennare i punti che si perderanno per strada, mentre in occasione di ogni vittoria non si deve aggiungerne. E’ un modo per tenere alta l’asticella delle ambizioni e della concentrazione e per tenere a mente che da queste parti vincere non è importante, è l’unica cosa che conta. Del resto, come ha dichiarato Federico Chiesa a margine di Juventus-Udinese, “qui ci chiedono di vincere e noi non dobbiamo fare altro”.


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