Perché con il Sassuolo gioca Cuadrado (che si gioca molto)

di Luca Momblano |

La Juventus è aggrappata a se stessa, non a Cuadrado. Però gioca Cuadrado, giocatore con precedenti da salvavita in alcuni momenti stentati dei bianconeri sotto la gestione Allegri. Niente esordio dal primo minuto per Federico Bernardeschi, quindi, ultimo tra i neoacquisti a doversi svezzare, dando il reale via (per quanto simbolico) alla proprio esperienza da giocatore, con la G maiuscola, della Vecchia Signora. L’ex viola stia tranquillo, che mercoledì arriverà all’Allianz la Viola.

Perché Cuadrado? Nota bene: lo juventino medio, reduce dalla macchia del Camp Nou, si fida del colombiano. E’ quasi un processo inconscio, nonostante le prestazioni non così efficaci del numero sette in tutto questo spaccato iniziale 2017/18. La fiducia di Allegri è invece basata su lavoro quotidiano, ciò che ne esce è che Cuadrado sarebbe tra i più in forma, atleticamente parlando, dai riscontri in allenamento. Magari Allegri neppure stravede, ma ne prende sapientemente atto.

Per di più niente Chievo (davvero tardivo il suo rientro dal Sudamerica) e niente Barcellona (squalifica) per lui. La vecchia cara Juve, la parte che riporta alla continuità con il recente vincente passato, non passa quindi da Lichtsteiner-Asamoah, come in occasione della scorsa gara di campionato, ma dallo svizzero alle spalle dell’uomo dai gol sempre poco banali (vero, Francesco Alessandrella, lo ricordi questo pezzo?).

Sta a te, Neko. Ti eri giocato tutto. Non dimenticartelo. Sassuolo, o Reggio Emilia che sia, vale almeno quanto la trasferta con la Sampdoria dello scorso anno…

 

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