Giampaolo, la Juve e quei colpi di testa mai digeriti

di Alex Campanelli |

marco giampaolo

La Juventus e Marco Giampaolo, una storia che ricalca il copione delle più classiche sliding doors: estate 2009, la dirigenza bianconera sta valutando i possibili successori di Claudio Ranieri, e in cima alla lista del ds Alessio Secco c’è proprio il tecnico di Bellinzona, considerato da media e addetti ai lavori come uno dei più talentuosi allenatori emergenti del nostro paese. Siamo però nei primi anni dell’epopea di Pep Guardiola e il fascino della soluzione autoctona, quel Ciro Ferrara che inizialmente era stato nominato allenatore ad interim, vince la concorrenza di Giampaolo e (si dice) Spalletti e viene riconfermato sulla panchina bianconera.

Va bene, ora potete evitare di ricordare il seguito della storia e cancellare nuovamente dalla testa quei nomi e quei cognomi che credevate di aver rimosso e che abbiamo sadicamente grassettato con il malsano scopo di riportarveli alla mente. Sta di fatto che quell’anno la carriera di Giampaolo ha subito una brusca frenata: sorprendentemente (?) rimasto senza offerte, il tecnico ha provato a rilanciarsi in piazze minori come Catania, Cesena e Brescia, venendo sempre però scaricato da presidenti e tifosi, spesso accusato di essersi imborghesito la testa dopo aver anche solo pregustato l’idea di poter allenare la Signora. Solo di recente il tecnico è tornato sotto i riflettori, grazie al coraggio di Corsi che l’ha scelto per raccogliere la scomodissima eredità di Sarri, e di ferrero che ne ha fatto la guida ideale di una Sampdoria ormai completamente modellata sugli ideali di gioco del suo tecnico.

Nonostante il rilancio e i buoni risultati conseguiti finora, nella scarpa di Giampaolo resta un sassolino di nome Juventus: sia per il rimpianto di ciò che poteva essere e non è stato, a volte ribadito e a volte smentito nelle interviste, sia perché in carriera l’allenatore italosvizzero ha sempre perso contro i bianconeri.

E dire che la prima uscita sembrava promettere bene: nel Cagliari – Juve post annus horribilis in Serie B sono i sardi, trascinati da un giovanissimo Matri e da un Foggia che fa impazzire la difesa bianconera e segna due rigori, a meglio figurare, con la squadra di Ranieri che in un modo o nell’altro porta a casa i tre punti, ringraziando il cielo e la verve di Mauro Camoranesi che propizia le tre reti, una più rocambolesca dell’altra.

Poche gioie anche nel corso dell’avventura del tecnico a Siena, dato che in tre gare i toscani subiscono 7 reti senza segnarne nessuna. In realtà l’unica gara senza storia è il ritorno della stagione 2008/09 un secco 0-3 firmato Del Piero-Marchisio, divertente pensare come alla guida della Juve ci sia per la prima volta quel Ciro Ferrara che poi di fatto impedirà a Giampaolo di coronare il suo sogno bianconero. Prima e dopo, due gare equilibrate vinte di misura dalla Juve, una con una magia di Del Piero su punizione e l’altra con un colpo di testa di Amauri e uno straordinario Buffon che per due volte chiude la porta all’ex di turno Ekdal.

Terminata l’esperienza a Siena, comincia la parabola discendente di Giampaolo: a Catania-Juventus 1-3 del dicembre 2010, decisa da un Quagliarella in stato di grazia, seguono 4 lunghi anni lontano dalla Serie A, a sgomitare tra Cesena, Brescia e Cremona per ritrovare il suo posto al sole. Ritrovata la massima categoria con l’Empoli, Giampaolo spaventa la fragile Juve di inizio stagione 2015/16 con una rete a freddo di Maccarone, poi prontamente rimontata grazie a Mandzukic, Evra e Dybala. Equilibrato anche il match di ritorno, deciso da una capocciata ancora di Mandzukic su cross di Cuadrado.

L’attaccante croato è il vero spauracchio del mister di Bellinzona, avendo segnato 3 gol in 4 partite da avversario; Mandzu segna ancora nel 4-1 contro la Sampdoria della scorsa stagione, da ricordare anche per la doppietta di Giorgio Chiellini, mentre nel confronto più recente è stato Cuadrado in avvio a segnare il gol vittoria, coi blucerchiati pericolosi soprattutto nel finale di gara.

Il bilancio finale è, ad ora, impietoso: 9 partite e 9 sconfitte per Giampaolo contro la Juve, con 20 gol subiti e appena 5 segnati, dei quali 2 su rigore. Emerge inoltre un dato statistico interessante: delle 20 reti segnate dalla Juve, ben 9 sono state realizzate con un colpo di testa in area di rigore, una situazione che evidentemente la difesa organizzata dal tecnico soffre in maniera particolare. Probabilmente Allegri l’ha già preso in considerazione, dato che 7 delle succitate 9 reti sono arrivate durante la sua gestione.