I gol da urlo di questi anni: 8 / Giaccherini vs Catania

di Giuseppe Gariffo |

Questa selezione a puntate comprende i 10 gol di questo settennato che, per diverse ragioni, nel momento in cui sono stati segnati, ci hanno fatto esultare con più veemenza. La selezione è stata complicata, come immaginerete, per via della necessità di escludere reti che pure rimarranno stampate nella nostra memoria. Il primo criterio di selezione è stato “di pancia”, ovvero quanto emotivamente, in quell’istante, quel gol ci abbia mossi, facendoci godere e gridare a squarciagola. La seconda scrematura, tra questi, è stata fatta sulla base di quanto poi si siano, a posteriori, rivelati fondamentali per il raggiungimento di un obiettivo. Non sono dunque, necessariamente, i dieci più importanti in assoluto, ma quelli che riteniamo più pesanti nell’ambito dei gol “commoventi”. Nell’attesa che ne arrivi uno ancora più importante.

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Dei sette scudetti del myth, il secondo, quello 2012-2013 è quello che forse ricordiamo con meno adrenalina. Nessun avversario tosto fino alla fine, nessun record, niente rimonte memorabili o contemporaneità con lunghe avventure europee. Il Milan che l’anno precedente aveva conteso lo scudetto è stato indebolito da cessioni eccellenti e dal ritiro di tanti campioni di lungo corso; il Napoli mai dà sensazione di competitività credibile, l’Inter di Stramaccioni crolla miseramente alla distanza; la Roma sceglie Zeman…

Tuttavia ogni campionato ha i suoi punti di svolta, provvisori o definitivi. E anche il secondo scudetto dell’era Conte ha un momento iconico. E’ il 10 Marzo 2013, la Juve affronta allo Juventus Stadium il Catania di Maran. L’andata è indimenticabile: all’argentino Bergessio viene annullato un gol regolare e la Juve vince poi con una rete irregolare di Vidal. Il dopo partita in sala stampa è di fuoco. Pulvirenti che lamenta che il gol lo avesse annullato la panchina della Juve, Giaccherini, in particolare. Pulvirenti che arriva ad arrendersi di fronte a un sistema suo dire corrotto (celebre il “non si può cambiare un gazzo, una minghia”). Pulvirenti. Che si lamenta di un sistema corrotto. Lui. Avete letto bene. Vabbè. Al ritorno, ventottesima giornata del campionato, la partita è brutta. La Juve attacca lenta, non trova le misure offensive contro la difesa degli etnei che soffre poco. E’ una Juventus che torna in Champions dopo anni, e soffre le gare ravvicinate, complice anche una rosa non ancora ampia quantitativamente e qualitativamente. Tre giorni prima la vittoria interna con il Celtic sancisce il passaggio ai quarti e la squadra è scarica. Da Verona arrivano però notizie interessanti: il Napoli perde 2-0 contro il Chievo già a fine primo tempo. Vincere può significare andare a +9 sulla seconda e dare, così, il colpo di grazia al campionato. A 15′ dalla fine, su uno 0-0 abbastanza stantio, Conte sostituisce Asamoah con il più offensivo Giaccherini, confidando forse nel fatto che fosse già stato decisivo all’andata (con l’annullamento del gol). Il ventottenne aretino entra male in partita. Non riesce a saltare l’uomo e andar dentro, sbaglia malamente un paio di cross. Un altro lo sbaglia al 92′. La sua palla è altissima, irraggiungibile attraversa tutta l’area, ma Pogba la riprende dall’altra parte con uno stop da cineteca e la rimette in mezzo pericolosamente, il portiere catanese Andujar la smanaccia ma, nel frattempo lui, Emanuele Giaccherini, è tornato a centro area e si avventa per primo sulla palla vagante, impattandola non benissimo di destro. Ma efficacemente, perché la palla rotola all’angolino. Lo Stadium esplode, perché quel gol è una pietra forse tombale sul campionato, e propizia il trentunesimo scudetto sul campo della storia bianconera.

Emanuele Giaccherini merita due righe ad personam: questo gol rimarrà forse il segno più profondo dei suoi due anni in bianconero. Ma in quel periodo tuttavia si rivela un jolly prezioso, di buona qualità tecnica e in grado di dire la sua in tante posizioni del campo. Antonio Conte non gradirà, dicendolo anche troppo platealmente, la sua cessione nell’estate successiva. E non lo dimenticherà quando sarà chiamato a scegliere i suoi uomini in azzurro. Non solo un gol annullato e uno segnato al Catania, dunque, ma grande funzionalità alla causa di ciò che era quella Juve. Non quella di adesso, ma già vincente.

Vi facciamo rivivere il gol nelle due consuete versioni: la telecronaca Sky ed il live di Pagno72.

https://youtu.be/ExgymHakrvI