Gestacci, bugie, educazione e rispetto. Antonio Conte, non così!

di Milena Trecarichi |

“Serve più educazione e rispetto per il lavoro altrui”
Antonio Conte, 9 febbraio 2021

 

Nel post partita, l’allenatore nerazzurro, incalzato da Marco Lollobrigida nello studio RAI sul litigio con Agnelli, esordisce con queste parole. “Mah, se le fonti Juve dicono che ho provocato bisognerebbe far rivedere bene tutto. Dico solo che c’è bisogno di maggiore sportività. Serve più educazione e rispetto per il lavoro altrui”

Di solito non ci piace fare analisi di labiali, polemiche, video e gesti inconsulti. Cose di campo che restano sul campo. Ma quando una delle parti in causa su una rete pubblica dichiara di fatto che Presidenza e staff Juve non sono educati e rispettosi per il lavoro altrui vale la pena di approfondire.

Riavvolgiamo il nastro.
A seguito delle veementi proteste nerazzurre per il contatto Lautaro-Bernardeschi, ha inizio un primo battibecco tra Conte e Bonucci, col difensore juventino che gli urla di avere rispetto dell’arbitro, un’eco delle parole dell’arbitro Maresca di qualche settimana fa allo stesso Conte (“Bisogna accettare anche quando non si vince!“).

A fine primo tempo, l’allenatore nerazzurro, fautore del rispetto e dell’educazione, si rende protagonista di un gesto all’insegna del fairplay: un bel dito medio rivolto agli spalti dello Stadium (lì dove ci sono sia panchina, sia Presidenza e dirigenza, ma non siamo qui a distinguere il destinatario esatto).

“Dito medio” al quale è seguita risposta, sicuramente censurabile, da parte del Presidente Agnelli, a fine partita con un labiale difficile da interpretare: si va dalla possibile risposta su dove mettere davvero quel dito all’invito a tacere, con tanto di epiteto finale.

Botta e risposta Conte-Agnelli non bello da vedere che fomenta le tifoserie e riempie siti e prime pagine con i “VELENI” tipici di un post-partita in cui la Juve batte l’Inter (vedi rigore su Cuadrado all’andata). La colpa di Conte però è proprio nelle parole ai microfoni RAI:

“Fonti Juventus parlano di un mio gesto all’intervallo? Dovrebbero dire la verità, i delegati hanno visto quanto accaduto.”

Peccato che in uno Stadium vuoto le camere siano sempre puntate sui protagonisti e i microfoni riescano ad intercettare tutto.

Sportività e rispetto, sono due parole preziose nel calcio, che Conte rivendica spesso alludendo al maggior fair play da lui sperimentato in Premier League.

Eppure, glissando sugli scambi verbali poco rispettosi avuti anche in Premier contro José Mourinho, poco rispettose del lavoro altrui sono anche le urla proverbiali “Maresca, sei sempre tu Maresca, sempre tu!” che pure solo pochi giorni fa sono costati a Conte una squalifica.

Rispetto per il lavoro altrui” come quello avuto da colui che ha pronunciato questa frase, il 14 luglio 2014 quando ha abbandonato la nave lasciando quella da lui stesso definita “casa“, la sua squadra, nel bel mezzo del ritiro e il suo Presidente, quello che lo aveva difeso a spada tratta nella vicenda “Scommessopoli” relativa ai trascorsi di Conte sulle panchine di Bari e Siena.

Educazione, sportività, rispetto, hanno un senso se sono accompagnati da coerenza e memoria da parte di chi li pronuncia, capito Antonio?